Cagliari, 20 Nov 2020. La seduta del Consiglio regionale di ieri si è aperta sotto la presidenza del presidente Michele Pais, che ha comunicato che la consigliera Sara Canu ha aderito al Gruppo consigliare dei Riformatori sardi. In apertura dei lavori il presidente è intervenuto, prima di aprire la discussione sul punto all’ordine del giorno, la Mozione n. 361 (Ciusa e più) di sfiducia al Presidente della Regione. “Unitamente alla Conferenza dei capigruppo ho ritenuto di portare immediatamente questa discussione in aula, sottraendola così alla strumentalizzazione e alla spettacolarizzazione televisiva a cui abbiamo assistito in questi in questi giorni – ha affermato Pais - e questo per evitare che venissero minate, ulteriormente, la credibilità delle istituzioni e dell’immagine della Sardegna e dei sardi. Mi sia consentito – ha continuato il presidente - di esprimere tutta la mia amarezza per quanto abbiamo assistito: perché non è tollerabile e non è accettabile che qualcuno possa affermare, riferendosi alla Sardegna, alle Istituzioni sarde e all'Assemblea legislativa della Sardegna che l'umanità viene distrutta dal politico incosciente senza principi e dallo scienziato senza umanità. Questo non è consentito a nessuno. Un fatto che deve creare indignazione assoluta fuori da quest’aula, ma soprattutto in quest’aula”. Il presidente ha poi aggiunto: “Queste frasi sono sterili, inutili e, soprattutto, offensive nei confronti di una Sardegna che è stata dipinta come terra degli untori mentre invece è stata contagiata. Dico questo perché devo difendere l'autonomia del Consiglio regionale della Sardegna e le prerogative di tutti i consiglieri di maggioranza e di opposizione che esprimono il loro voto in maniera libera. Il Consiglio regionale ascolta tutti, ma non subisce alcuna pressione. Questo è un fatto che noi dobbiamo ripeterci perché lo dobbiamo alla integrità e all’onorabilità delle Istituzioni nei confronti dei sardi che rappresentiamo”, ha concluso.
Il presidente ha poi dato la parola al primo firmatario della Mozione. Michele Ciusa (M5S) ha sottolineato che sono giorni di grande sofferenza per la Sardegna in cui i contagi Covid nell’ultimo mese hanno superato i 10.000. Per Ciusa anche questa estate, quando i contagi erano molto più bassi, la comunità scientifica è sempre stata chiara nel dire che l'esperienza dolorosa dei mesi di marzo e aprile non sarebbe stata l'unica di quest'anno e che era necessario prepararsi al meglio per la stagione autunnale-invernale. “Cosa che peraltro voi non avete fatto e questo è sotto gli occhi di tutti: avete sottovalutato la seconda ondata in maniera clamorosa, gli ospedali della Sardegna sono in ginocchio, le file delle ambulanza fuori dai pronto soccorso della Sardegna sono il simbolo della totale mancanza organizzativa”. E ha aggiunto: “Questa è la reale situazione ma per voi va sempre tutto bene, anzi per voi bisogna evitare gli allarmismi”. E ha continuato: “Avete scelto di modificare le autorità della sanità, invece di organizzare le strutture sanitarie per la seconda ondata. Avete pensato alle poltrone della sanità invece di tutelare i sardi dal Covid”, ricordando che “stiamo vivendo uno dei periodi più duri dalla fine della Seconda guerra mondiale”. Ciusa ha poi spiegato che, da parte del presidente sono venuti meno il senso di responsabilità, la trasparenza e la fiducia. E ha chiesto al presidente Solinas se le decisioni prese, seppur nelle sue facoltà, siano state assunte con senso di responsabilità, ricordando “che la scienza è e deve essere il nostro migliore alleato e non si può assolutamente non considerarla, magari solo per favorire interessi vicino al proprio elettorato”. Ciusa ha posto poi una serie di domande: l'11 agosto c’era l’urgenza di riaprire le discoteche? C'era da soddisfare qualche interesse personale a discapito della salute dei sardi? Il Comitato tecnico scientifico ha detto sì o no alla riapertura delle discoteche? “Lei deve rispondere a queste domande”, ha continuato Ciusa, “perché su questa vicenda lei non ha praticamente fornito nessun elemento, ed è ancora più grave: sembra che lei voglia nascondere qualcosa”, ricordando che le dimissioni della maggior parte dei componenti il Comitato tecnico scientifico è un segnale inequivocabile.
E quindi intervento il presidente della Commissione Salute, Domenico Gallus (Udc Cambiamo), che ha sottolineato l’infondatezza delle tesi sostenute dalla mozione, affermando che bisogna contestualizzare le decisioni e non decontestualizzarle come “gli estensori della mozione surrettiziamente vorrebbero”. Gallus ha spiegato che l’ordinanza fu adottata in giorni in cui si pensava che ormai il virus fosse in qualche modo attenuato, per lo meno nella sua fase più acuta di carica virale contagiosa. “Tutta la letteratura scientifica e la narrazione del momento concordavano sul fatto che un’eventuale ripresa del contagio fosse da mettere in conto, ma non preoccupante come quella appena passata, in quanto ritenuta più che altro fisiologica. In quei giorni si incoraggiava una graduale ripresa delle attività socioeconomiche e di ripresa della vita normale. “Nessuno sino ad oggi aveva messo in dubbio la correttezza delle ordinanze di riapertura delle discoteche”, ha detto, “la questione è tornata di attualità non già per un revisionismo tipico di esponenti del centrosinistra sulla loro posizione favorevole, espressa nell’ordine del giorno del 11 agosto, ma per il servizio di Report andato in onda su Rai 3. Un servizio non ispirato certo all'informazione corretta, indipendente, pluralista e imparziale, che ha reso un pessimo servizio alla Sardegna e ai sardi”. Gallus ha ricordato che quando è stata emanata l’ordinanza l’RT della Sardegna era tra i più bassi d’Italia e che l’ordinanza di riapertura conteneva l’obbligo per i gestori delle discoteche di osservare tutte le disposizioni ministeriali circa la prevenzione del contagio del coronavirus. “Il Parlamento sardo si è espresso all'unanimità dando mandato al presidente la Giunta regionale di predisporre un'ordinanza che consentisse l'apertura delle discoteche in Sardegna nel periodo di maggior presenza dei turisti, anche per poter esercitare un puntuale monitoraggio sui frequentatori delle notti estive, piuttosto che saperli esposti ad assembramenti fuori controllo in luoghi privati, piazze e spiagge”. C’è da parte della minoranza, ha sottolineato Gallus, il vano tentativo di colpevolizzare il presidente Solinas. Gallus ha ricordato che i contagi in discoteca, rispetto all’insieme dei dati dei contagi di tutta la regione, hanno costituito una percentuale ridottissima rispetto al numero dei positivi nei mesi estivi tra giugno e agosto. Il presidente della Commissione ha anche ricordato la richiesta del presidente Solinas di tutelare l’Isola dall'ingresso dei possibili soggetti positivi al virus attraverso lo strumento del cosiddetto “passaporto sanitario”, contrastato da ambienti sanitari, dal Governo e da esponenti del centrosinistra nazionale. Nessuna pressione è stata esercitata sul Consiglio regionale e sul presidente regionale, ha proseguito. “Colpisce tuttavia in tutta questa vicenda surreale che non si sia levata da parte dei presentatori della mozione una sola voce se non di sdegno almeno di presa di distanze dal fatto che nel servizio di Report la Sardegna e i sardi sono passati come un popolo di untori”, ha affermato Gallus, aggiungendo che le stesse attenzioni non sono state riservate ad altre regioni, che hanno aperto le discoteche questa estate. Per Gallus il servizio andato in onda su Rai 3 ha creato un gravissimo contraccolpo di carattere economico per l'intera Sardegna, colpendo il settore turistico e ha offeso l'intero popolo sardo. Gallus ha proposto di valutare la possibilità di citare la trasmissione di Rai tre per i danni causati all’immagine della Sardegna e al settore turistico. “Caro presidente vada avanti perché la strada da lei intrapresa è quella sicuramente migliore, tutto il resto è noia”, ha concluso. Segue












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