Cagliari, 20 Nov 2020 - Francesco Mura, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha giudicato quello dell’opposizione un attacco che non rientra nella normale critica politica, perché non rispetta la sicurezza, l’onorabilità delle persone e della loro professionalità e mina la credibilità di tutto il popolo sardo. Per Mura la voglia di rivalsa per la sconfitta elettorale ha portato un danno enorme alla Sardegna e ai sardi. Mura ha accusato il collega Francesco Agus di essersi fatto trascinare “dal bullo di turno”. «Abbiate la coscienza – ha detto - di chiedere scusa a noi e ai sardi soprattutto per aver costruito comunicativamente, con una violenza inaudita contro la Sardegna, un'azione che non ha niente di politico ma è dannosa per tutti quanti. Un’azione comunicativa costruita sul nulla, su un’ordinanza che ha avuto un valore per quattro giorni e che ha inciso pochissimo sul contagio». Per Mura quella in discussione è la mozione di Massimo Zedda.
Per Giovanni Satta (Psd’Az) la trasmissione di Report “è stata faziosa” e “non rispetta la Costituzione”, in particolare non rispetta il diritto di uguaglianza e la presunzione di innocenza. Satta ha ricordato “che è stata fatta un’operazione di sciacallaggio politico” e ha aggiunto riferendosi all’opposizione, “avete firmato un ordine del giorno all’unanimità”. Anche lo stesso professor Vella, ha proseguito, ha dichiarato che il nostro presidente è stato uno dei più attenti e prudenti, che ci ha portato a fine maggio ad essere una regione Covid free. Satta ha ricordato che lo stesso collega Zedda aveva espresso preoccupazione, nel caso di chiusura delle discoteche, per un eventuale rischio di assembramenti non controllati. Satta, esprimendo amarezza per la gestione della sua intervista da parte dei giornalisti di Report, ha sottolineato di non aver mai subito pressioni.
Per Roberto Deriu (Pd) il problema del presidente Solinas sarà ottenere la nuova fiducia da parte della sua maggioranza “a trazione leghista”. Una fiducia “che la renderà prigioniero dell’immobilismo politico nel declino economico e del marasma amministrativo che caratterizzano questa recente fase della storia autonomistica”. Deriu ha aggiunto che la struttura genetica di questa maggioranza è regolata dalle leggi della giungla e “dalla giungla, dal caos di questa maggioranza vengono infatti gli imbarazzanti rumori mediatici dei giorni scorsi” e non “dai complotti caserecci, evocati dal collega Francesco Mura”. Per Deriu i problemi della macchina amministrativa sono sotto gli occhi di tutti e ha ricordato il senso di responsabilità che ha sempre animato l’azione politica dell’opposizione.
Per Cesare Moriconi (PD) la mozione in esame è uno strumento di confronto che permette di discutere nella sede giusta della drammatica situazione sanitaria che la Sardegna vive. “Siamo di fronte ad un atto politicamente gravissimo. Credo che la vera sfiducia, il vero atto di accusa nei suoi confronti – rivolgendosi al presidente Solinas - siano state proprio le dimissioni di tutti gli esperti del Cts”. Il consigliere di opposizione ha evidenziato che non sia il momento di azioni propagandistiche: “Esprimo il mio tale dissenso rispetto a quelle espressioni che non tengono conto della oggettive difficoltà alle quali i governi di tutto il mondo e di tutti i livelli sono stati chiamati”, ma anche detto di ritenere “stucchevole il ricorso sistematico allo scudo delle presunte responsabilità altrui dentro il quale lei e la sua maggioranza, presidente Solinas, provate a negare le vostre inadeguatezze e le vostra improvvisazione”.
Emanuele Cera (FI) ha evidenziato che il compito della politica non è quello a cui stiamo assistendo. “E’ una tecnica ricorrente, che condanno a tutti i livelli, - ha affermato - quello di aizzare l’opinione pubblica contro l’avversario politico come colpevole. Perché nei momenti di rabbia c’è un’istintiva sete di colpevoli contro i quali sfogarsi. Questa volta ci si è superati perché arrivare ad accusare il presidente della Regione di una pandemia nazionale e mondiale e dipingere la Sardegna peggio di Wuhan è un’operazione ardua e senza precedenti”. Cera si è detto dispiaciuto per l’azione portata avanti da chi cerca di riprendersi da una sconfitta politica a discapito della Sardegna. L’Isola sta affrontando, ha continuato, la situazione con tantissime difficoltà ma con impegno, grande serietà e responsabilità.
Ha preso poi la parola il consigliere Li Gioi (M5S), che ha esordito: “Sapevamo che aprendo troppo avremmo ammazzato la Sardegna, non volevamo rischiare sulle vite umane. Mi chiedo quale sia il senso di tutto questo, di tutte queste parole che ho sentito pronunciare da un capogruppo di maggioranza a un giornalista. Il problema poi è che questa non è casa di nessuno di noi e nemmeno è casa del presidente della Regione. Siamo stati costretti a presentare questa mozione di sfiducia davanti a questa colossale dimostrazione di inadeguatezza da parte vostra. E non parlo del Comitato tecnico scientifico, che ha perso ogni giorno un pezzo». Per l’oratore «l’etica non è stata presente nei vostri banchi, per voi non esiste e lo state dimostrando. Noi sappiamo che il presidente Solinas sarà portato oggi in trionfo dalla sua maggioranza ma non ci sarà nulla di etico: sarà tutto soltanto patetico. Noi abbiamo la coscienza pulita”.
Per il sardista Stefano Schirru «la prudenza a volte è una valore troppo vicino alla viltà e faccio questa premessa perché raramente ho letto una mozione così male argomentata, peggio di certe trasmissioni giacobine di Rai 3. Una mozione che ci costringe a dare del consiglio regionale una immagine pessima. In Sardegna come in Italia e nel mondo siamo di fronte a una pandemia i cui contorni non sono chiari ai professori e agli addetti ai lavori: non sono i ricchi cattivi ad aver sputazzato il virus addosso ai poveri sardi in cambio di spiccioli».
Per i Progressisti Orrù ha detto: «I sardi che vi avevano votato e io con loro hanno perso la fiducia nei vostri confronti ed è per questo che sostengo questa mozione di sfiducia. La responsabilità politica è tutta di chi ha firmato l’ordinanza che ha consentito ad agosto la riapertura delle discoteche. È necessario affrontare una volta per tutte questa emergenza, partendo da dati certi. Dobbiamo evitare in futuro di chiudere altri reparti, perché oltre al Covid ci sono le altre patologie e ci sono lunghissime liste d’attesa. Siamo sinceri: per noi oggi è molto difficile venirvi incontro perché state affrontando questa emergenza con impreparazione e servilismo mai visti nella storia della autonomia. E’ invece questo il momento di cavalcare l’onda di una rinascita, perché i soldi ci sono e serve reperirli e spenderli».
A seguire Ignazio Manca (Lega Sardegna), che ha parlato della necessità di «collaborazione tra le forze politiche, auspicata pure dal presidente Conte quando invece in Sardegna lavorate soltanto per far cadere il presidente Solinas. La Sardegna ad agosto era Covid free e al presidente Solinas è stato impedito di adottare misure per controllare l’arrivo dei turisti sotto il profilo sanitario. Al presidente della Regione rinnovo la mia totale fiducia».
Alessandro Solinas (M5S) ha detto che «ciò che succede oggi è la naturale evoluzione del modo di fare che avete adottato sin dall’insediamento. Abbiamo ricevuto da parte vostra accuse di allarmismo, le stesse che hanno ricevuto i sindaci. Ma il vero allarme è di chi è chiuso a casa, attende un tampone e nessuno gli risponde. Nessuno gli dà l’esito di un esame. Non mi stupisce in nessun modo che dietro l’ordinanza di riapertura delle discoteche ci siano state le pressioni di chi ha società costruite con scatole cinesi e tiene i capitali all’estero. La Sardegna vive un dramma senza precedenti ma nessuno può pensare che la classe politica che la dirige non abbia enormi responsabilità. Lo vedremo alle prossime elezioni, al di là dell’esito di questa mozione».
Per la Lega Piras «sarebbe bastato che l’opposizione avesse dato via libera ai certificati di negatività per i turisti in arrivo in Sardegna. E allora l’opposizione sarebbe stata credibile. Ma non lo ha fatto e non è credibile. Ci sono altre 17 regioni che hanno aperto le discoteche, anche ben prima della Sardegna. Perché non diciamo questo? Perché non diciamo che il viceministro della Sanità era favorevole alla riapertura e lo ha detto chiaramente a Radio 24? Qui siamo davanti a una macchina della fango: prima di essere politici siamo sardi e abbiamo il dovere di difendere la Sardegna. Vada avanti, presidente Solinas”.
A nome di Leu ha preso la parola Eugenio Lai, che ha detto: “In altri tempi non ci sarebbe stato bisogno di una mozione di sfiducia per invitare il presidente della Regione ad essere trasparente sui dati di una pandemia. Altro che costringerci a una richiesta di accesso agli atti, alla quale non avete nemmeno dato risposta. Con le vostre decisioni superficiali avete consentito al virus di correre dentro l’Isola e di rovinare ancora di più l’economia delle imprese sarde. Non quella delle società off shore di cui vi siete invece assai preoccupati. Chiedete ai sardi cosa pensano della vostra gestione sanitaria e non ci sarà bisogno di una mozione di sfiducia come la nostra”. Per l’oratore «sino a oggi i sardi hanno sentito soltanto lo stridolìo sugli specchi dei consiglieri di maggioranza”.
A seguire Giuseppe Meloni (Pd) «non è nostro compito sostituirci ad altre istituzioni dello Stato ma chiediamo che sia fatta chiarezza su una vicenda opaca. E tutto questo mentre a breve si rischia che le terapie intensive non bastino più. Avete accusato i sindaci di essere catastrofici, avete detto che in sanità va tutto bene. E invece non è così e lo sapete. La salute viene prima di tutto se siamo davvero amministratori pubblici coscienziosi. Avete tirato in ballo il nostro ordine del giorno, che chiedeva soltanto dati scientifici certi prima di ogni decisione. E lo avete fatto per tentare di coprire la vostra responsabilità. Avete consentito la riapertura delle discoteche e pure delle sagre paesane, altrettanto pericolose sotto il profilo della diffusione del virus».
Dai banchi della maggioranza il leghista Pierluigi Saiu ha parlato «dell’imbarazzo di alcuni colleghi ma ai sardi deve essere chiaro che nel momento più duro della pandemia le forze di opposizione chiedono una nuova campagna elettorale. Per questi colleghi la soluzione per affrontare questa emergenza è una nuova campagna elettorale, sono nuove elezioni. Voi che sprizzate spregio nei nostri confronti per aver aperto le discoteche chiedete una nuova campagna elettorale oggi che in Sardegna ci sono cinquecento nuovi contagiati. Avete questo coraggio, lo chiedete all’Aula. E vergognandovi, giustamente, provate a spostare il dibattito. Ma avete portato avanti un teatrino diffamatorio, pur sapendo di danneggiare l’immagine della Sardegna. Avreste dovuto sostenere la nostra voce quando chiedevamo al governo il diritto di controllare dal punto di vista sanitario chi voleva arrivare nella nostra isola». Segue












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