Roma - Braccio di ferro governo-Regioni sulle misure del nuovo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. Infatti, i presidenti (e non governatori che in Italia non esistono ma solo presidenti di regione, ndr), hanno chiesto regole nazionali, mentre Conte punta a stabilire 'zone rosse' in base alla diffusione territoriale del virus indicata dall'indice Rt.
Quindi si propone il divieto di circolazione alle 18 o alle 21, limitazioni per le persone oltre i 70 anni (una bestialità nazionale come se solo gli anziani siano gli untori), interruzione della mobilità tra Regioni (salvo ragioni di lavoro) e chiusura dei centri commerciali nei fine settimana le misure. Queste le ipotesi allo studio della maggioranza cercando l’accordo con le opposizioni).
Perciò si pensa alla chiusura dei musei, dopo quella già avvenuta dei cinema e teatri. Poi, nelle aree a maggior contagio, si pensa a bar e ristoranti chiusi anche a pranzo; per la scuola Didattica a distanza alle superiori e alle medie, dalla seconda e obbligo di mascherina per le lezioni in presenza di elementari e prima media. A questo punto per cercare di trovare un accordo che soddisfi tutti, è possibile che il decreto del presidente del Consiglio slitti a martedì invece che a questa sera, come previsto in un primo momento.
Alle 8 di questa mattina vi è stata una nuova riunione tra Conte e i capidelegazione. Il premier farà comunicazioni alla Camera alle 12 e al Senato alle 18, a cui seguiranno voti sulle risoluzioni.
Tra i presidenti di regione c’è chi chiede misure più restrittive e univoche su tutto il territorio nazionale, come la Lombardia. “La diffusione del virus è uniforme in tutto il Paese. Le differenze riguardano l’ampiezza del tracciamento che varia da regione a regione”. “Ulteriori azioni di contrasto al virus dovranno a loro volta essere uniformi. Una serie di interventi territorio per territorio, polverizzati e non omogenei, sarebbero probabilmente inefficaci e anche incomprensibili ai cittadini, che già oggi sono disorientati”, afferma il governatore Attilio Fontana. E c'è chi, come Luca Zaia, pensa che la chiusura generalizzata non è sostenibile e non serve”. Dal canto suo il Governo nazionale preferirebbe lasciare alle Regioni il compito di adottare misure più restrittive sulla base del quadro epidemiologico del territori.
Intanto dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, arriva un appello all’unità. Il messaggio del presidente è arrivato ieri dal Cimitero di Castegnato, in provincia di Brescia, dove Mattarella, si è recato per rendere omaggio a tutte le vittime del Covid.











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