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Lavori Consiglio Sardegna – Non approvata la mozione n. 338 (Lai e più) sulla grave situazione di criticità in cui versa il sistema sanitario della Sardegna (2).

Cagliari - Il presidente Pais ha quindi dato la parola al primo firmatario della mozione Eugenio Lai (Leu) che ha espresso insoddisfazione. «L’assessore non si è assunto nessuna responsabilità ma ha indicato nel governo, nell’opposizione e nei sindaci i capri espiatori. Lei può darci tutti i dati che vuole ma basterebbe uscire da quest’aula e confrontarsi con la vita reale per capire che ciò che ci ha detto non è vero: i numeri delle liste d’attesa fanno impallidire. Nel suo intervento avrebbe fatto bene a dire ciò che deve essere fatto chiedendo la collaborazione dell’opposizione. Lei continua invece ad accusare il governo per aver bloccato i concorsi. E’ successo anche ai comuni che però si sono adeguati. Voi invece siete in ritardo».

Lai ha quindi insistito sull’allungamento delle liste d’attesa: «Controllate i budget della sanità privata. Sono terminati. Le uniche visite possibili sono quelle a pagamento. Abbiamo suggerito di seguire l’esempio del Veneto, regione non guidata dal centrosinistra, per l’acquisto di tamponi rapidi. Non c’è nessuna proposta da parte vostra. Non avete ritenuto utile la consultazione delle associazioni di volontariato sulla delibera da voi approvata. Chiedete ai volontari di comprarsi le mascherine. Nessuno mette in discussione l’operosità del personale sanitario ma le Usca sono deboli, c’è poco personale. I tempi di risposta ai bisogni dei pazienti sono troppo lunghi. Lei, assessore, continua con la solita pappardella, nessuno chiedeva ai turisti dove andavano. Nessuno rispettava i vostri protocolli. Altre regioni hanno attuato i programmi attivando i punti di controllo nei porti e degli aeroporti. Ora ci siete voi a governare, abbiamo dato disponibilità a cooperare ma usciamo dalla demagogia». 

Il presidente Pais ha annunciato all’Aula la presentazione di due ordini del giorno chiedendo all’opposizione il consenso per discuterli insieme alla mozione. Non essendoci accordo, il presidente ha messo in votazione la mozione n.338.

Per dichiarazioni di voto è intervenuto il capogruppo dei Progressisti Francesco Agus: «Sono favorevole alla mozione – ha detto – mi dispiace aver ascoltato dall’assessore un versione parziale. Dovrebbe parlare con qualcuno estraneo alla sua cerchia. Non aiuta sventolare percentuali inesatte. Non si tiene conto dei nuovi ricoverati. Sui tamponi ci aspettavamo una risposta: è questa la principale richiesta che arriva da fuori. Non si può attendere per settimane l’esito. Perché non ci siamo accodati al progetto della Regione Veneto che coinvolge altre regioni?»

Massimo Zedda (Progressisti), nell’annunciare il suo voto favorevole, ha ricordato all’assessore che i comuni continuano a tagliare, per mancanza di risorse, i contributi per i programmi “Ritornare a casa” e i fondi della legge 162. “Da tempo avevamo suggerito un metodo di lavoro. L’assessore è stato lasciato solo a discutere di questi temi. Non c’è consapevolezza della drammaticità della situazione che andrebbe affrontata con la collaborazione di tutti. L’appello di Mattarella per una collaborazione istituzionale non era rivolto solo alle opposizioni. Vale per tutti, anche per la maggioranza che ha il dovere di dare informazioni e ascoltare le ragioni delle opposizioni».

Il capogruppo di Leu, Daniele Cocco ha dichiarato la sua insoddisfazione per la replica dell’assessore: «Abbiamo segnalato criticità. Non siamo venuti a fare polemica sterile. Se diciamo che il sistema non sta funzionando e che i sindaci sono in difficoltà e non riescono a mettere in campo azioni efficaci per contrastare il Covid, diciamo cose vere. Ci sono tamponi in grado di stabilire se un paziente è affetto da Covid o da una semplice influenza. Su queste cose, sui tamponi istantanei, già da tempo avremmo potuto fare di più. Vorremmo condividere con voi azioni nell’interesse di tutti i sardi».

Voto favorevole alla mozione ha annunciato anche il capogruppo del Pd Gianfranco Ganau: «Se eravamo preoccupati prima lo siamo ancora di più adesso dopo aver sentito l’assessore che accusa tutti ma non entra nel merito della questione. Non so da dove ha preso i numeri che non trovano riscontro nei dati diffusi da organizzazioni serie come Gimbe». Ganau ha quindi avanzato una proposta: «Siamo preoccupati. La situazione potrebbe aggravarsi con l’applicazione della riforma sanitaria. Valutate se non sia utile farne slittare l’attuazione. Si rischia di poter fare solo ordinaria amministrazione quando invece servirebbero poteri straordinari per gestire l’emergenza».

Favorevole alla mozione anche Giuseppe Meloni (Pd) che ha difeso l’operato della precedente Giunta di centrosinistra: «Il direttore dell’Ats è stato assunto in Lombardia dove governa la Lega. Evidentemente non era così incapace. Anche voi, trovando quel buco di bilancio, avreste fatto lo stesso».

Meloni ha poi definito “indegno” il comportamento dell’assessorato nella vicenda della nave Alan Kurdi carica di migranti bloccata al porto di Olbia: «Avete fermato il personale sanitario in Gallura quando è arrivata la nave. Si è reso necessario l’intervento del Prefetto che ha precettato il personale sanitario intervenuto con i tamponi solo alle 16 del pomeriggio”.

Dopo Meloni ha preso la parola Mula (Psd’az), che ha annunciato il voto contrario del gruppo Psdaz. “Anche oggi è stata persa una buona occasione per fare cose egregie insieme. Qualcuno si risparmi le battute e pure i sindaco dovrebbero concentrarsi e unirsi a noi, non usare questa pandemia per la campagna elettorale”.

Per Ennas (Lega) “voto contrario alla mozione, che contiene impegni strumentali. In tutte le Regioni ci sono casi di contagio nelle case di riposo e ospedali al collasso. Ci sono ministri che invitano i vicini di casa a fare la spia e il ministro Speranza ha detto esattamente quel che pensa”.

E’ intervenuto l’on. Francesco Mura (Fdi), secondo cui “non è possibile che il presidente Solinas segua tutti i dibattiti e soprattutto i vostri tentativi di strumentalizzazione delle cose. La mozione di oggi non è condivisibile e l’assessore Nieddu non è certo un mostro: è vero che la situazione è critica ma dobbiamo mantenere il sangue freddo e procedere con la riforma sanitaria. I territori devono autorganizzarsi al più presto”. 

Per Cinque stelle Desirè Manca ha preso la parola e annunciando il voto favorevole ha detto: “L’assessore Nieddu ritiene che non siano state dimenticate le altre patologie ma avete idea di quante proposte abbiamo presentato? Se le avesse lette avrebbe avuto risposte a tanti problemi della Sanità che noi viviamo ogni giorno”.

Per il Pd Rossella Pinna (Pd) “è giusto non strumentalizzare, come dite voi. Lo dirò ai cittadini che non riescono a fare le visite specialistiche nel pubblico, lo dirò ai sindacati, ai medici e agli infermieri di San Gavino che sono positivi in un ospedale al collasso”.

Dai banchi della maggioranza l’on. Mundula (FdI) “le liste d’attesa lunghe non sono una novità e lo dico da medico. Come si poteva pensare che con una pandemia in atto non si complicassero le cose? Questa maggioranza e questa giunta hanno fatto per la sanità tutto quello che poteva legittimamente essere fatto. Ovunque la Sanità è in crisi, non solo in Sardegna. E nonostante questo d’estate noi eravamo covid free. Possiamo migliorare la sanità? Sì, certo. Ma intanto molto è stato fatto e va riconosciuto”.

Sull’ordine dei lavori Massimo Zedda (Progressisti) ha detto: “Vorrei sapere chi sono i consiglieri regionali che hanno chiamato Mundula per sollecitare il salto delle liste d’attesa, perché è un reato”. Sempre dai banchi dei Progressisti Laura Caddeo ha chiesto che sia coordinato il lavoro dei medici e dei pediatri di famiglia. Antonio Piu (Progressisti) ha detto: “Certo che l’asssesore Nieddu non ha dato in 25 minuti una sola risposta per capire come intende risolvere o comunque affrontare il problema delle liste d’attesa. Che c’erano anche prima ma che adesso sono molto più gravi”.

Voto contrario è stato annunciato dall’on. Giorgio Oppi a nome del gruppo Udc, che ha parlato della necessità di mettere mano alla legge 162, quella che prevede l’assistenza domiciliare per i malati gravi e le categorie più deboli della società.

La mozione è stata votata dall’Aula e poi respinta. Segue

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