Cagliari, 1 Sett 2020 - Per Massimo Zedda (Progressisti) “sarebbe stato opportuno prendere posizione su quanto è accaduto nelle scorse due settimane in Sardegna sotto il profilo dei contagi. Perché dunque non utilizzare questa prima seduta per toccare questi problemi? Invece no: ecco un emendamento di sintesi all’articolo 17 mel quale si scorpora tutto, Oncologico e Microcitemico e pure Alghero. Si parte dall’esigenza dei pazienti? No. Si parte dalla richiesta delle università di Cagliari e Sassari, che saranno pure fondamentali. Ma in una fase di emergenza come questa si poteva chiedere al governo di attendere prima di accorpare ospedali per ottenere requisiti”. Anche l’oratore ha letto stralci di un documento degli operatori sanitari dell’ospedale Oncologico, contrari all’accorpamento in questo momento.
A seguire Oppi (Udc) ha preso la parola riprendendo l’intervento della collega Pinna: “Nel 2014 è stata approvata una riorganizzazione sbagliata della rete ospedaliera, questo va detto. Quindi dovete sempre esercitare un mea culpa. Certo, io mi batterò perché Alghero sia ospedale di primo livello ma i disastri li avete fatti voi, scrivendo barzellette e corbellerie. Vogliamo parlare dell’errore di aprire il Mater Olbia, voluto solo da Renzi e dal Del Rio”.
Il capogruppo di Leu Daniele Cocco ha citato le difficoltà di un paziente di ricevere le cure necessarie per sottolineare la necessità di far ripartire l’attività ordinaria della sanità sarda, che è ancora molto indietro e non per responsabilità della precedente maggioranza. Il cittadino-paziente, ha sostenuto, va messo finalmente al centro del sistema sanitario così come vanno assicurate le stesse condizioni di acceso e di trattamento per tutti i sardi, ovunque risiedano, in un quadro di uguaglianza reale che nei fatti non c’è. Questi erano e restano i veri problemi della sanità sarda, ha ribadito Cocco, al di là di astratte questioni sulla governance che poco interessano le persone che purtroppo soffrono. Nel merito, secondo il capogruppo di Leu, l’intervento sull’ospedale di Alghero è un errore perché precluderà per sempre a quella struttura di acquisire il ruolo di primo livello.
Il capogruppo del M5S Desirè Manca ha detto in apertura di volersi sottrarre al gioco delle parti fra quanto si è fatto nella legislatura precedente e quanto si vuole fare ora, soprattutto perché la maggioranza, in carica ormai da un anno e mezzo, ha il dovere di trovare soluzioni. Rivolta al governatore, la consigliera ha chiesto che tipo di risposte concrete ed urgenti si possono dare oggi ai malati sardi, che cercano una salute migliore ed hanno diritto di ottenere le cure migliori; la verità è che queste risposte, per l’ennesima volta, non ci sono, perché la maggioranza ha preferito occuparsi di cambiare il nome di questa o quella struttura per motivazioni politiche.
In replica l’assessore della Sanità Luigi Nieddu, lamentando la scarsa informazione emersa da alcuni interventi, ha ricordato che ci sono diverse fasi nella gestione della pubblica amministrazione che, fra l’altro, sono state espletate nel corso di una gravissima pandemia mondiale. Tuttavia, ha rimarcato, gli interventi concreti a favore dei pazienti ci sono e sono anche molto consistenti, a cominciare dalle oltre 700 assunzioni fatte nell’emergenza, oltre a stabilizzazioni e scorrimento di graduatorie precedenti.
Il Consiglio ha quindi iniziato la discussione degli emendamenti.
Il consigliere del Pd Piero Comandini ha messo l’accento sul fatto che la proposta della maggioranza mira a ridefinire la governance del sistema sanitario ma ha dimenticato tutto il resto, tralasciando soprattutto l’obiettivo strategico di assicurare ai cittadini la migliore salute possibile
Il capogruppo del Pd Gianfranco Ganau ha chiesto il voto segreto per parti sull’emendamento di sintesi.
Successivamente sono stati respinti alcuni emendamenti della minoranza. A seguire, come richiesto dal capogruppo del Pd Ganau, è stato messo in votazione votato a scrutinio segreto l’emendamento di sintesi n.887, suddiviso nei tre commi che compongono il testo.
Il capogruppo del Psd’Az Franco Mula, ha espresso dissenso sull’interpretazione del regolamento della presidenza, ricordando che il consigliere Michele Ennas aveva chiesto la parola sull’ordine dei lavori.
Il presidente ha precisato che il regolamento prevede la precedenza per le richieste sulle modalità di voto.
Ai voti, l’emendamento è stato approvato con tre scrutini, col seguente esito: primo comma 33 favorevoli contro 17, secondo comma 35 contro 14, terzo comma 32 contro 21; astenuto il M5S e nel terzo anche il consigliere Antonello Peru di Udc-Cambiamo. Di conseguenza, sono stati dichiarati decaduti gli emendamenti collegati.
Il Consiglio ha poi iniziato l’esame dell’art. 41 sul piano per l’ammodernamento delle strutture ospedaliere, con gli emendamenti collegati.
Il consigliere dei Progressisti Massimo Zedda ha criticato il piano per la indeterminatezza dei criteri di assegnazione delle risorse, strumento indispensabile per individuare le vere priorità in modo oggettivo, per esempio attraverso certificazioni, quantità e qualità delle segnalazioni di eventuali carenze e disservizi.
Dopo una breve sospensione della seduta, è stato respinto l’emendamento dell’opposizione n.863 e subito dopo la presidenza ha effettuato un riordino degli altri emendamenti dichiarandone inammissibili alcuni per mancanza di copertura ed altri per decadenza, mentre altri ancora sono stati ritirati.
L’Assemblea ha poi iniziato la discussione di alcuni ordini del giorno. Segue















Comments are closed.