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Riforma del sistema sanitario regionale, conclusa la discussione generale. Da lunedì prossimo l’esame degli articoli (2).

Cagliari, 6 Ago 2020 - Anche il capogruppo del M5S Desirè Manca ha espresso forti perplessità sulla proposta di riforma del sistema sanitario avanzata dal centrodestra. In apertura del suo intervento, Manca ha citato il diario scritto da una diabetica sarda per evidenziare lo difficile situazione della sanità sarda.«Non mi interessa ciò che è stato fatto prima ora tocca a noi –ha detto Manca – in questa riforma non c’è scritto niente. Quali sono le vostre proposte sulle liste d’attesa? Niente si legge nemmeno sulla strumentazione ormai obsoleta presente negli ospedali. La realtà è che oggi se uno si ammala e non ha soldi muore». Critico anche il giudizio sulle riproposizione delle 8 Asl: «Sono contenitori vuoti, servono solo a sistemare qualche amico di partito. Otto poltrone e posticini annessi dove verranno chiamati gli amici. Nessuno però avrà autonomia decisionale. Non è vero che volete restituire dignità ai territori. Dopo un anno di sopralluoghi negli ospedali non è cambiato niente. E’ stata solo un’inutile passerella».

Antonello Peru, a nome del gruppo Udc-Cambiamo, ha difeso la proposta di riforma: «E’ una legge strutturale – ha detto Peru – l’Aula ha l’opportunità di dare un grande contributo di idee. Invece tanti colleghi confondono la fase strutturale con quella funzionale. Io capisco il gioco delle parti ma in questo modo non si aiuta la Sardegna. In Commissione si è lavorato in modo eccellente, questa riforma rispetta la volontà popolare. I sardi in campagna elettorale hanno chiesto di smantellare l’Ats e di avvicinare la sanità ai territori. Questa legge smonta l’azienda unica e la divide in otto enti territoriali. Al posto dell’Ats ci sarà l’Ares, un organo più snello che avrà il compito di reclutare i dipendenti, gestire la stazione unica di committenza e informatizzare le aziende sanitarie». Peru ha poi proseguito annunciando un importante piano di edilizia sanitaria. «Saranno realizzati nuovi ospedali, questo creerà economia e soprattutto renderà molto più efficiente il sistema. Una volta approvata la riforma, si procederà al riordino della rete ospedaliera. Questi sono gli strumenti che metteremo in campo e speriamo di farlo con l’aiuto della minoranza. Non si può parlare di poltronificio, non saranno le nomine dei direttori delle Asl a far aumentare la spesa».

Il capogruppo della Lega Dario Giagoni, in apertura del suo intervento, ha ringraziato Giunta e Commissione per il lavoro svolto: «Questo è il primo passo verso un nuovo sistema sanitario. La riforma è il risultato dell’impegno della Giunta e dell’assessore Nieddu a cui ha dato il proprio contributo la Commissione competente. Purtroppo la riforma arriva con qualche mese di ritardo in aula a causa dell’emergenza Covid ma la pandemia, nella sua drammaticità, ha consentito di toccare con mano le criticità del sistema. Ora sappiamo che abbiamo bisogno di una sanità forte che dia risposte rapide ed efficaci». Giagoni ha poi respinto le accuse della minoranza sulla creazione di nuove strutture di potere. «Le nuove Asl non saranno un poltronificio ma gli strumenti per rispondere in modo più puntuale ai territori. La scelte fatte in passato sono state disastrose. La nostra è una riforma coraggiosa e siamo sicuri che sarà anche incisiva».

Per Francesco Agus, capogruppo dei Progressisti, la lunga analisi che ha impegnato la commissione sanità non trova riscontri nel testo proposto in aula. «Ciò che approveremo non migliorerà la sanità. Stiamo affrontando situazioni complicate che in autunno potrebbero peggiorare». Agus ha quindi letto alcuni dei titoli dei giornali di oggi che segnalano una difficoltà diffusa del sistema sanitario. «Nei mesi prossimi sarà peggio, avrei utilizzato l’apertura di credito di una minoranza che non gioca allo sfascio. Avete imposto una tabella di marcia che andrebbe bene in tempo di pace ma non è concepibile in una situazione di difficoltà come questa. Dai territori sono arrivate richieste precise che non vengono accolte nella riforma. C’è bisogno di scelte ponderate, perché determineranno il futuro della sanità». Rivolto all’assessore Nieddu, Agus lo ha sollecitato a dare risposte ai tanti quesiti proposti nel dibattito: «La sanità anche oggi è lenta perché le burocrazie pubbliche affrontano una grave crisi. Metterci mano con una riforma di questa portata causerà un peggioramento. Da mesi l’ospedale SS. Trinità attende di poter ampliare il Pronto Soccorso per realizzare un ingresso separato. Non è stato fatto niente».

Il presidente ha quindi dato la parola per la replica all’assessore alla Sanità Mario Nieddu che, in premessa, ha ringraziato tutto il personale sanitario della Sardegna e della protezione Civile per come ha affrontato l’emergenza Covid. «L’indagine sierologica promossa dal Ministero ci pone al primo posto in Italia insieme alla Sicilia». Nieddu è poi entrato nel merito della proposta di riforma: «La filosofia è chiara: superare il modello di governance dell’azienda unica salvandone alcuni aspetti positivi. Ares lavorerà su economie di scala con l’accentramento degli acquisti che consentirà di realizzare importanti risparmi nella spesa. Il risparmio però deve essere virtuoso, non deve portare al blocco del turnover. Noi vogliamo potenziare la medicina territoriale. Quest’anno abbiamo riattivato i corsi per medici di emergenza territoriale che non si facevano da 15 anni».

Nieddu ha poi chiarito che la riforma procederà per tappe. «Ora si interviene sulla governance, tutto il resto verrà in una seconda fase. Si farà la rete ospedaliera, le reti territoriali, le reti di cura. Quanto ai diabetici, è nostra intenzione garantire loro le cure migliori, vogliamo dotarli di micro diffusori di insulina di nuova generazione».

L’assessore ha poi risposto all’appello della minoranza che invocava uno stop per consentire alla Sardegna di affrontare al meglio unì’eventuale seconda ondata della pandemia: «Utilizzare l’emergenza Covid per dire che bisogna bloccare la riforma è sbagliato – ha detto Nieddu – abbiamo dimostrato di saper affrontare le difficoltà, un eventuale seconda ondata potrà essere fronteggiata con più tranquillità rispetto al passato. Oggi abbiamo strumenti che prima non avevamo. Il governo ha inoltre finanziato il potenziamento delle terapie intensive e creato le Usca che sono pienamente operative. Siamo in grado di gestire la riforma e un eventuale ritorno della pandemia. Lo smantellamento dell’Ats libererà il management da molti compiti lasciandogli tutto il tempo per dedicarsi alla vera missione delle Asl: erogare servizi. Non ci sarà nessun poltronificio, le Asl sostituiranno le attuali aree dell’Ats. E’ una riforma coraggiosa che darà frutti migliori di quella precedente».

Il presidente Pais ha quindi messo in votazione il passaggio agli articoli che è stato approvato con 30 voti a favore, 19 contrari e 2 astenuti.

Il consiglio riprenderà i lavori lunedì mattina al termine della seduta della Commissione Sanità convocata alle 9.30 per l’esame degli emendamenti. Il termine per la presentazione degli emendamenti è fissato per domani mattina alle 13.00. Com

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