Cagliari, 9 Giu 2020 - La seduta di oggi del Consiglio regionale della Sardegna è stata aperta dal presidente Michele Pais. All’ordine del giorno, la discussione sulle misure strategiche per il rilancio economico e sociale della Regione, ai sensi dell’art.54-commi 2 e 3 del regolamento.
Il presidente ha disposto in apertura una breve sospensione della seduta per tenere una riunione della conferenza dei capigruppo.
Alla ripresa dei lavori, il presidente ha dichiarato aperta la discussione.
Primo intervento, quello del capogruppo del Pd Gianfranco Ganau, che ricordando in apertura la richiesta del dibattito formulata dai gruppi di opposizione, ha affermato che il virus ha messo in crisi prima il sistema sanitario e poi quello economico aumentando a dismisura il disagio della società sarda. Occorre quindi ragionare insieme con spirito costruttivo, ha proseguito, per costruire una nuova organizzazione sociale, dalla sanità che non ha tanto bisogno dell’ennesima riforma ma di un nuovo modello organizzativo, del potenziamento dei servizi, del rilancio dell’attività terapeutica e diagnostica ordinaria, perché le liste si sono molto allungate per cui è lecito aspettarsi un incremento della mortalità nei prossimi mesi. Ed ancora, sempre in materia di sanità, è necessario sbloccare i numerosi progetti edilizi, dare corpo al sistema territoriale, al 118, ai punti di primo soccorso, medicina generale, ai pediatri di libera scelta, ai poliambulatori, alla medicina di prossimità. Soffermandosi poi sulle polemiche riguardanti passaporto o certificato sanitario di immunità, secondo Ganau alla base vi potevano essere ragioni comprensibili ma, senza tamponi e test sierologici, l’incertezza ha provocato nel tempo disdette e prenotazioni con gravi danni per il turismo. In questa fase, ha aggiunto il capogruppo del Pd, bisogna pensare anche ad una organizzazione sanitaria che consenta in sicurezza l’eventuale isolamento dei pazienti ma ancora non si conosce dove (certo non al S. Giovanni Battista di Ploaghe, dove devono partire alcuni lavori di adeguamento e ci sono pazienti molto fragili), e ad un sistema di informazione rivolto ai turisti, attraverso un multilingue a fianco dell’app, ed un protocollo di comportamenti in caso di sospetta positività da concordare con albergatori.
Quanto alle attività produttive, ad avviso di Ganau, anch’esse richiedono sforzi straordinari come ha fatto governo con una manovra mai vista rafforzando anche gli interventi della Regione. Attendiamo i dettagli delle proposte della Giunta, ha detto ancora l’esponente del Pd, e la sua valutazione sulla nostra proposta per contributi a fondo perduto per quanti rischiano di non riaprire. La Regione, ha osservato Ganau, nel prossimo futuro avrà senz’altro maggiori spese per cui è urgente un confronto a tutto campo sia per rinegoziare l’accordo con lo Stato, che per riaffermare la necessità di rivedere il principio del pareggio di bilancio, di consentire la contrazione di mutui per spesa corrente, di avviare una ampia opera di sburocratizzazione e di sostegno ai bilanci dei Comuni con l’aumento del fondo unico. Va rilanciato con priorità, ha dichiarato Ganau, tutto il settore dell’istruzione vittima di un grande deficit di conoscenza, con la diffusione di strumenti digitali ai meno abbienti e della banda larga in tutto il territorio, la revisione del dimensionamento scolastico nel quadro di una nuova legge regionale sulla scuola. Dalla crisi si può uscire, ha concluso il consigliere, cogliendo le opportunità di cambiamento e selezionando nuove priorità; il direttore del Banco di Sardegna ha dichiarato recentemente che mai come oggi ci sono state a disposizione così tante risorse, esistono perciò le condizioni per lavorare ad un nuovo Piano di rinascita.
Il consigliere del Pd Cesare Moriconi, ricordando aspetti molto complessi dell’emergenza ma non fino al punto di giustificare tre mesi trascorsi fra annunci e spot durante una gravissima crisi sanitaria ed economica, ha sostenuto che sarebbe bastato condividere le decisioni e non agire in solitudine, fino al punto di arrivare ad una gestione complessiva che potrebbe trasformarsi in isolamento dal Consiglio, dai rapporti col Governo e soprattutto dalla società sarda. Il presidente Solinas è qui per la prima volta nel dopo-crisi, ha annotato Moriconi, ed è una occasione importante perché la pianificazione della ripartenza non è cosa da poco.
Il consigliere di Fi Emanuele Cera, dopo aver valutato positivamente il dibattito in Consiglio che potrà tornare utile ad individuare le migliori soluzioni, ha condiviso le preoccupazioni del mondo produttivo che ha subito un colpo durissimo su un tessuto già molto fragile, alle prese con difficoltà in buona parte causate anche dalle inefficienze della pubblica amministrazione e della burocrazia. Bisogna partire da qui, ha esortato Cera, dalle piccole e piccolissime imprese che hanno necessità di una forte vicinanza della politica e delle istituzioni, in una situazione eccezionale che deve essere affrontata con misure specifiche per proteggere tutte le componenti della nostra comunità, con interventi importanti e rapidi per il nostro sistema sanitario, famiglie ed imprese.
Il capogruppo di Leu Daniele Cocco ha evidenziato che il dibattito in Consiglio non deve essere il giorno della polemiche, delle banalità e delle divisioni, perché l’epidemia ci ha lasciato povertà e ne ha aggiunto altre. Proprio su questo, sulle politiche sociali, dobbiamo concentrare il massimo della nostra attenzione, cominciando dal Reis. Sul sistema sanitario, ad avviso di Cocco, i protocolli della ripartenza devono essere uniformi in tutta la Sardegna, ma questo non succede a Nuoro (che è ospedale Covid), dove ci sono spostamenti di risorse umane e professionali nonostante gli impegni dell’assessore e del commissario Ats, ma purtroppo le cose vanno avanti nello stesso modo e si verificano altri paradossi a cominciare dalla raccolta fondi per un apparecchio radiologico portatile ancora imballato perché senza certificazione.
Il consigliere di Fdi Fausto Piga ha paragonato l’epidemia Covid alla crisi peggiore dal dopoguerra, caratterizzata però da senso civico, buon funzionamento della “macchina” dell’emergenza, e dalla scelta giusta di chiudere porti ed aeroporti che all’inizio il Governo non condivideva ma che si è rivelata decisiva per contenere contagi e decessi. Il Consiglio, ha proseguito Piga, ha messo in campo provvedimenti importanti approvati con ampio consenso, dal reddito per le famiglie a nuovi strumenti di liquidità, dall’accordo quadro con associazioni datoriali e sindacali, alla copertura di categorie escluse dallo Stato, lavoro poi messo in ombra dalle polemiche anche se va riconosciuto che un “caso Sardegna” non è mai esistito, posto che certe cose sono successe in tutta Italia a causa soprattutto di una burocrazia esagerata. In sintesi, ha continuato, non si è mai perso tempo e si è lavorato in grandissima difficoltà, con la consapevolezza che c’è da fare molto di più, ben sapendo che per questo serve un Governo che però va a rilento e non si può pretendere alla Giunta che si sostituisca allo Stato.
Il consigliere di Leu Eugenio Lai ha salutato ironicamente il “ritorno” del presidente Solinas in Aula, auspicando una riflessione che deve caratterizzare tutto il Consiglio, con lo stesso senso di responsabilità mostrato dall’opposizione, da non confondere come un tentativo “entrista” nel governo ma finalizzato solo a risolvere problemi della Sardegna che sono tanti. In questo difficilissimo periodo, ha lamentato Lai, il presidente è stato invece molto presente in televisione e poco al suo posto, cioè fra i sardi che non hanno ricevuto nulla a causa delle deficienze della “macchina” amministrativa, esaltando la differenza con il pragmatismo dell’amministratore locale che prima fa e poi dice. Ha assunto la presidenza dell’Assemblea il vice presidente Giovanni Antonio Satta. Segue















