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Seduta del Consiglio regionale della Sardegna sulla ripartenza dopo il confinamento dei cittadini (2).

Cagliari, 9 Giu 2020 - Per il Psd’Az il consigliere Stefano Schirru ha affermato di non voler rispondere alle polemiche, pur comprendendo le perplessità e ribadendo il suo rispetto per il ruolo dell’opposizione, perchè nello straordinario momento di difficoltà del pianeta serve uno sforzo di tolleranza in più, consapevoli che non sappiamo molto di una epidemia che ha disorientato il mondo, nei confronti della quale sono state adottate misure vecchie di un millennio, come distanziamento e quarantena. Molto meno facile, ha detto Schirru, affrontare problemi enormi in condizioni di difficoltà estreme dal punto di vista sanitario ed economico, per cui diciamo la verità: le scelte di Solinas sono state giuste anche grazie al dialogo con le opposizioni in occasione del bilancio, e poi la chiusura della Regione, la saldezza del sistema sanitario di fronte a decisioni non troppo tempestive del Governo centrale, che solo venerdì scorso ha convertito in legge il c.d. “Decreto liquidità”.

Il vice capogruppo del Pd Roberto Deriu ha messo in luce che una categoria ha sofferto di più nell’epidemia: sono giovani e studenti, rimasti a casa in migliaia ad arrangiarsi con una didattica a distanza affrontata senza alcuna formazione, aggravando problemi che esistevano già, come l’abbandono scolastico al 21% la crescita di quanti non studiano o lavorano, fino a 90.000 unità. Una crisi permanente e di sistema che investe tutta la società, ha affermato Deriu, per cui dopo 71 anni di autonomia è evidente che la Regione deve essere il soggetto propulsivo di un grandissimo cambiamento, di una fase nuova che si può aprire unendo il sistema pubblico per garantire ai giovani diritto ad istruzione e studio. Al collega Schirru, Deriu ha risposto che il Pd ha fatto proposte che solo per il regolamento non discutiamo oggi, ma ci sono: che Solinas le valuti uscendo dal gioco delle parti per cogliere il vero spirito di dialogo, perché non sono bandiere contro di voi ma semi da far crescere nella strada del dialogo.

Per la Lega Annalisa Mele ha ricordato che l’emergenza sanitaria è piombata sulla Sardegna mentre si stava comunicando a costruire un difficile progetto di riforma e nonostante questo c’è stato un intervento immediato e tempestivo, attraverso un confronto difficile col Governo centrale che non voleva chiudere né era in grado di fornire adeguate protezioni individuali. Il sistema ha comunque retto, secondo la Mele, anche perché il personale di ogni livello ha lavorato in maniera incessante con ottimi risultati, nonostante le poche risorse a disposizione e le molte carenze perché si tratta di un sistema che non si aziona come un interruttore: ora i protocolli per la ripartenza ci sono, abbiamo più posti in terapia intensiva, sub intensiva e pediatrica,  e più assunzioni con una spesa di 54milioni, siamo preparati ad ogni evenienza e pronti a ripartire con l’ordinario nel pieno dell’estate. Alle accuse di immobilismo, ha concluso l’esponente della Lega, si risponde con i fatti: 20 milioni per abbattimento della liste d’attesa, 120 milioni per famiglie ed imprese, misure di contrasto alla crisi economica e turistica in particolare, fondi per le pmi, il sostegno al reddito ed al lavoro, la semplificazione burocratica.

Alessandro Solinas (M5S) ha parlato di emergenza non “ancora conclusa” ed in apertura del suo intervento ha rivolto “un plauso e un ringraziamento” agli operatori sanitari, auspicando che siano individuati i responsabili delle “disfunzioni del sistema e nelle strutture ospedaliere”.

Per quanto attiene gli aspetti economici, il consigliere della minoranza, ha rimarcato la necessità di mettere in atto “politiche espansive” e garantire un maggiore coinvolgimento del enti locali.

Solinas, pur riconoscendo la gran mole di risorse finanziarie messe in campo, si è detto rammaricato per la mancanza di finanziamenti a fondo perduto. «La Regione – ha detto il consigliere dei 5 Stelle -  deve aiutare i più deboli e sostenere micro imprese e giovani, nonché prestare attenzione ai soggetti non bancabili». Alessandro Solinas ha concluso chiedendo misure efficaci per il controllo delle attività dei privati coinvolti nell’erogazione dei fondi ed una particolare vigilanza per scongiurare operazioni speculative.  «La minoranza – ha affermato il consigliere – in questi mesi di emergenza ha dimostrato un alto tasso di responsabilità mentre si riscontrano gravi carenze in alcuni componenti la Giunta regionale».

Antonio Mario Mundula (FDI) ha riconosciuto “toni più accondiscendenti” da parte dei consiglieri delle opposizioni ma non ha dimenticato di rimarcare una serie di “atteggiamenti strumentali e di critiche infondate” rivolte, nel corso degli ultimi mesi, al presidente della Regione e ai componenti l’esecutivo. «La verità – ha affermato l’esponente della maggioranza - è che tutti ci siamo trovati davanti ad un’emergenza epocale». «La maggioranza compatta – ha aggiunto – ha messo in campo tutto ciò che è stato possibile fare per tutelare la salute dei sardi». Mundula ha dunque evidenziato i positivi risultati dal punto di vista sanitario ed ha concluso ricordando la necessità di coniugare sempre “salute e economia”.

“Non sprechiamo l’occasione che ci offre il dibattito in Aula – ha attaccato Piero Comandini (Pd) – per fare il resoconto degli accadimenti di questi ultimi mesi, ricordandoci che davanti alle grandi emergenze le istituzioni devono lavorare insieme». L’esponente della minoranza ha quindi auspicato la “fine dei tradizionali schemi politici in linea con gli input della politica romana” ed ha affermato: «Oggi, il presidente Solinas più della sua maggioranza ha bisogno delle forze delle minoranze». «La fase dell’emergenza è finita – ha dichiarato il vice presidente del Consiglio - e bisogna andare avanti ma non più solo con i titoli e i proclami». Comandini ha quindi lamentato una serie di ritardi da parte della Giunta ad incominciare dagli aiuti alle imprese («assurdo che il testo non sia consultabile a due mesi dall’approvazione dell’esecutivo») e dalla cassa integrazione in deroga («restano disattesi gli impegni assunti con le parti sociali per colf e badanti»).

Il presidente della commissione Sanità, Domenico Gallus (Udc – Cambiamo), ha svolto il suo intervento con l’intento dichiarato “di difendere l’operato del presidente della Regione e le cose fatte per una corretta gestione della pandemia del coronavirus”. «La Sardegna – ha dichiarato l’esponente della maggioranza – è stata risparmiata dall’emergenza per la prudente e determinata azione del presidente della Regione che ha adottato le più opportune ordinanze».

Il consigliere dei centristi ha quindi ricordato la pericolosità del virus ed ha parlato di una generale “tenuta del sistema regionale”.

Gianfranco Satta (Progressisti) ha criticato il ritardo con il quale si è arrivati alla riunione del Consiglio ed ha auspicato una maggiore considerazione dell’Aula: «Il parlamento dei sardi deve essere coinvolto e non snobbato». «I dati – ha aggiunto Satta - dimostrano un’attenuazione del virus e le riaperture non hanno influito negativamente sull’andamento del contagio ma il presidente Solinas non deve costruire muri con le altre Regioni con passaporti sanitari e altre trovate quanto rivendicare più risorse dal governo nazionale per migliorare i servizi socio sanitari destinati ad accogliere in sicurezza i turisti». Segue