Cagliari, 4 Mar 2020 - «Sono basito – ha attaccato il capogruppo Leu, Daniele Cocco – e quanto sta accadendo è davvero incredibile». L’esponente della minoranza ha criticato il comportamento del capogruppo dei sardisti ed ha così concluso il suo intervento: «O sta accadendo qualcosa di straordinariamente grave, oppure non si sta raccontando la verità e quindi sarebbe opportuno che il presidente della Regione venga qui in Aula per riferire su ciò che sta accadendo in Sardegna con l’epidemia del Coronavirus».
Giorgio Oppi (Udc - Cambiamo) ha dichiarato. «Non usciremo dall’Aula e serve il tempo materiale per esaminare gli altri quattro testi sui quali si è chiesto la procedura d’urgenza con il 102». «Prima completiamo l’ordine del giorno – ha concluso il leader dei centristi - e poi facciamo la riunione della capigruppo».
Massimo Zedda (Progressisti), ha contestato la posizione del capogruppo Psd’Az e ha invitato l’onorevole Mula a fornire “le prove” delle richieste formulate dal Governo alla Regione, perché si proceda con l’approvazione urgente delle misure sulla Protezione civile, contenute nella proposta di legge oggetto della richiesta di 102 non accordata dalla capigruppo.
Il capigruppo dei Progressisti, Francesco Agus, ha ribadito la richiesta di proseguire con i lavori per “completare l’ordine del giorno” ed ha confermato la disponibilità ad affrontare, a conclusione della riunione del Consiglio, la proposta di legge sulla Protezione civile e Coronavirus.
Il presidente del Consiglio, Michele Pais, ha però dichiarato sospesi i lavori e ha convocato la conferenza dei capigruppo. Alla ripresa dei lavori il presidente Pais ha messo in discussione la proposta di legge n.116 (Oppi e più) “Norme in materia di contratti di formazione specialistica aggiuntivi regionali”.
Mele (Lega) ha preso la parola e ha spiegato che “il senso di questa legge era risolvere una volta per tutte il problema della carenza di scuole di specializzazione mediche e del resto del personale sanitario. Le norme vigenti sono del tutto inadeguate e vanno rinnovate anche con la previsione di contratti aggiuntivi per i professionisti sanitari non medici. Ritengo dunque che questa nuova proposta di legge sia un primo passo verso una riforma di serio rinnovamento delle scuole di specializzazione d’area medica e non medica”.
Per Daniele Cocco (Sinistra) “comunque questo testo non è la risposta a tutte le esigenze del mondo sanitario, visto che in questa legge non ci sono le professioni diverse da quelle mediche. Ho presentato alcuni emendamenti e spero che siano considerati ammissibili”.
“La proposta di legge sugli specializzandi deve prevedere che siano residenti nell’Isola da almeno cinque anni”, ha chiesto Moro (Udc), “e che si siano maturati nell’Isola”.
Per i Progressisti ha preso la parola il capogruppo, Francesco Agus, secondo cui “questa proposta arriva in Aula con l’articolo 102 del Regolamento e senza un adeguato passaggio in commissione, che invece sarebbe stato molto utile. Siamo stati costretti alla procedura d’urgenza perché deve essere approvata prima della Finanziaria per dare i sussidi agli specializzandi già dal 2020. Stiamo prevedendo 5 milioni di euro l’anno e consentiremo a 190 sardi di specializzarsi e di essere immessi nel servizio sanitario. C’è poi il problema dell’imbuto formativo a monte con il numero chiuso per entrare in medicina e il numero chiuso a valle, per l’ingresso nelle scuole di specializzazione. Abbiamo una carenza strutturale di posti nelle scuole di specializzazione e sappiamo già che nei prossimi anni avremo bisogno di anestesisti e rianimatori, ad esempio”.
Peru (Udc) ha detto che “in origine il testo era più corposo e includeva anche le professioni sanitarie non mediche. Meglio renderlo più snello, considerando l’urgenza e la copertura finanziaria per il 2020. L’urgenza è dettata anche dal momento storico che viviamo ma abbiamo tenuto in prima considerazione, per il contributo per la specializzazione, chi è residente in Sardegna da almeno dieci anni”.
La Giunta, attraverso la vice presidente della Regione Alessandra Zedda, si è rimessa all’Aula.
Subito dopo il Consiglio ha approvato all’unanimità, per alzata di mano, il passaggio agli articoli. A seguire sono stati approvati i 9 articoli della legge ed il provvedimento nel suo complesso, con 54 voti.
Respinto un emendamento del capogruppo di Leu Daniele Cocco che subordinava l’accesso alle scuole di specializzazione al possesso di una certificazione attestante la conoscenza della lingua sarda. Segue












