Il raggiungimento di un accordo sul nucleare fra l'Iran e i Paesi del 5+1 (Cina, Francia, Germania, Regno Unito, Russia e Stati Uniti ndr) è "un momento storico". Con queste parole il ministro degli Esteri iraniano, Mohamad Yavad Zarif ha ufficialmente sancito l'intesa raggiunta sul nucleare di Teheran a Vienna. "Non è perfetto ma è quello che potevamo raggiungere" ha aggiunto Zarif aprendo la riunione plenaria nella capitale austriaca con i colleghi delle sei potenze mondiali coinvolte e a fianco dell'Alto rappresentante della Politica estera Ue, Federica Mogherini che ha commentato: "Questa è una decisone che può aprire la strada a un nuovo capitolo delle relazioni internazionali. Penso che questo sia un segnale di speranza per il mondo intero". E la Guida suprema iraniana, l'ayatollah Ali Khamenei, "ha lodato ed apprezzato l'onesto e duro sforzo compiuto dal team dei negoziatori" a Vienna.
Ci sono voluti 16 giorni di negoziati nella capitale austriaca per suggellare l'intesa. Le sanzioni internazionali contro l'Iran saranno cancellate e Teheran adempierà ai suoi impegni per creare fiducia sulla natura pacifica del suo programma nucleare.
L'accordo include un compromesso tra Washington e Teheran che permetterà agli ispettori Onu di chiedere di visitare anche i siti militari iraniani. Inoltre Impedirà a Teheran di produrre materiale sufficiente per la costruzione di un'arma atomica per almeno 10 anni e prevede nuove clausole per le ispezioni dei siti del Paese, inclusi quelli militari.
La dichiarazione congiunta sulla conclusione dei negoziati sul nucleare iraniano è stata fatta a Vienna dall'Alto rappresentante Ue per la politica estera, Federica Mogherini e dal ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif.
Il direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), Yukiya Amano, ha annunciato la firma di una "roadmap" con l'Iran. Amano, parlando da Vienna, ha precisato che il documento è stato firmato dal vice presidente iraniano Ali Akbar Salehi. La "roadmap" prevede che l'Aiea, con la collaborazione di Teheran, elabori entro fine anno un rapporto sulle possibili dimensioni militari del programma nucleare della Repubblica Islamica. "Questo è un significativo passo in avanti", ha commentato Amano.
Durissima la reazione di Israele, da sempre contrario a un'intesa. Il viceministro degli Esteri, Hotovely, parla di "resa dell'Occidente all'asse del male, con l'Iran in testa" e il premier Netanyahu definisce l'accordo "un errore di portata storica". Netanyahu ha aperto un profilo Twitter in farsi per criticare l'intesa appena raggiunta a Vienna. "L'obiettivo è stabilire un filo diretto con gli iraniani che sono stati indottrinati a odiare Israele dopo la rivoluzione islamica del 1979" ha spiegato all'Afp il capo dei servizio dell'ufficio del premier israeliano.
"Vogliamo dire, in farsi, la verità agli iraniani sull'accordo sul nucleare, spiegando loro che i miliardi di dollari che il regime iraniano otterrà a seguito dell'accordo serviranno a finanziare il terrorismo e non a costruire scuole e ospedali" ha aggiunto. Israele è nemico giurato dell'intesa, che secondo Netanyahu non impedirà a Teheran di fabbricare la bomba atomica.





