Durante un mirato controllo alla vendita abusiva sulle aree pubbliche e demaniali, ieri a Cala Gonone, i carabinieri della Stazione di Dorgali hanno denunciato un pregiudicato campano di 38 anni, P.G. perché ha rifiutato di fornire le proprie generalità ai militari in servizio.
L’uomo è stato poi sanzionato amministrativamente con la multa di 5.000 euro perché vendeva cocco e ananas sulla spiaggia senza essere in possesso delle prescritte autorizzazioni. Infatti, vendere cocco sulla spiaggia, apparentemente un innocuo modo di racimolare qualche soldo in periodo di crisi, è solo l’ultimo anello di una organizzazione piramidale che, sfruttando i venditori che per pochi spiccioli percorrono decine di km di spiaggia sotto al sole tutti i giorni, assicura al vertice, a fine stagione, introiti che si aggirano attorno al milione di euro. Questo meccanismo, infatti, era già stato oggetto di un servizio delle “iene”, l’anno scorso, girato proprio sulle spiagge sarde.
L’organizzazione, che fa capo ad un boss continentale, si appoggia su diversi capi zona che si dividono le spiagge dell’isola. A loro volta i capi zona hanno alle loro dipendenze i venditori che, sfruttati, privi di coperture assicurative e regolari contratti, sono costretti a turni di lavoro massacranti per poche centinaia di euro.
Ora gli investigatori della compagnia cc di Siniscola sta intensificando i controlli per contrastare questa strisciante ma soprattutto inquietante forma di racket, che interessa tutte le spiagge italiane, comprese naturalmente quelle sarde.





