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Crisi Ucraina – Sale la tensione tra Nato e Mosca, anche l’Italia nelle manovre dell’Est

C'è anche l'Italia tra i nove Paesi della Nato che hanno iniziato oggi manovre militari sul fronte est dell'Alleanza in risposta alla crisi ucraina. Lo rende noto l'Alleanza atlantica, precisando che le esercitazioni, nome in codice "Steadfast Javelin II", si concluderanno lunedì 8 settembre. Alle manovre - sul territorio di cinque Paesi (Germania, Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia) - partecipano, oltre all'Italia, Bulgaria, Canada, Repubblica Ceca, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania, Slovenia, Regno Unito e Stati Uniti. Coinvolti anche due Paesi della Partnership for peace, Bosnia Erzegovina e Serbia.

La risposta russa non è tardata. Mosca ha accusato l'Alleanza di "esasperare le tensioni" e ha assicurato che agirà di conseguenza, rivedendo la propria strategia militare per far fronte alla "minaccia" di "infrastrutture militari Nato ai confini". Proprio questa mattina invece dal Cremlino era arrivata una smentita della dichiarazione bellicosa di Putin, pronunciata durante un colloquio con il presidente della Commissione europea Jose Manuel Barroso.

Tra due giorni ci sarà un summit in Galles, in cui la Nato dovrebbe dare vita a una forza di reazione rapida forte di 4mila tra soldati e forze speciali, in grado di essere schierata entro 48 ore in qualsiasi Stato membro dell'Alleanza a sua difesa come una "punta di lancia".

Intanto il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, appena designata a capo della diplomazia europea, ha puntato il dito contro Vladimir Putin. "Non esiste più un partenariato strategico fra Ue e Russia per scelta di Mosca", ha accusato il numero uno della Farnesina, "occorre garantire che i membri della Nato dell'Europa dell'est, quelli che hanno una frontiera comune con la Russia, siano sicuri" che "la Nato possa intervenire per garantirne la sicurezza".

Secondo l'Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr), i combattimenti hanno messo in fuga almeno un milione di persone, con 260.000 sfollati interni all'Ucraina e altri 814.000 cittadini ucraini russofoni che con status diversi si trovano ora in Russia.

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