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Due pregiudicati di Oristano arrestati dai carabinieri per aver rapinato in casa sua un anziano

I Carabinieri della Compagnia di Oristano nella serata di ieri hanno tratto in arresto in flagranza di reato di rapina Francesco Mele, di 26 anni e Emanuele Pinna, 32 anni,  entrambi pregiudicati di Oristano.

Nel primo pomeriggio la Centrale Operativa del Comando Provinciale Carabinieri di Oristano, riceveva una richiesta di intervento da personale del 118 che era intervenuto in Via Masones nr. 24, per una aggressione. Sul posto veniva inviato l’equipaggio radiomobile in turno che trovava gli operatori del 118 intenti a prestare le prime cure alla vittima, un uomo del 1960 di origine catanese ma da tanti anni residente a Oristano.

I militari hanno da subito constatato chiazze di sangue sul pavimento della casa, mentre la vittima presentava il volto tumefatto, con evidenti tracce sul collo, lesione compatibile con azione da strangolamento con una corda. La vittima durante le prime cure riusciva a riferire il nome dei due aggressori, persone ben conosciute e che aveva invitato presso la sua abitazione per consumare bevande alcooliche, rappresentando che durante l’aggressione gli avevano rubato circa 500 euro.

Appresa l’identità dei due giovani, peraltro già noti ai militari operanti, scattava un dispositivo di ricerca che coinvolgeva tutti i servizi perlustrativi in quel momento presenti nel circondario, nonché le indagini di rito attraverso il personale dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Oristano.

Nel corso delle ricerche Mele, è stato reperito presso la propria abitazione mentre si stava preparando per uscire. Lo stesso, vistosi scoperto, spontaneamente ammetteva di aver commesso la rapina a casa del suo conoscente in compagnia dell’amico Pinna, riferendo che i soldi erano già stati spartiti tra loro, facendoli rinvenire unitamente agli abiti indossati al momento della commissione del delitto.

Successivamente  intorno alle ore 19.30 è stato anche ritracciato anche il complice nei giardini di via Anglona, a poca distanza da casa sua. Al momento del controllo il giovane appariva  teso  e alle contestazioni mossegli consegnava immediatamente la sua parte di denaro, che nascondeva all’interno delle mutande, confessando di avere partecipato al reato con Mele. Sottoposto comunque a perquisizione personale, è stato trovato in possesso anche un coltello a serramanico di genere proibito, custodito nella tasca dei pantaloni.

Nel frattempo altro personale aveva eseguito un controllo presso la sua abitazione ove alla presenza dei familiari erano stati rinvenuti gli abiti usati per la commissione del reato.

Intanto la vittima veniva accompagnata presso il nosocomio cittadino dove i sanitari gli hanno riscontrato un  “esantema petecchiale a carico del volto, emorragia congiuntivale bilaterale, presenza sul collo di lesione compatibile con segni di laccio, obiettività cardio-polmonare nella norma, giudicato guaribile in gg 15 s.c. e dimesso”.

I due dopo le formalità di rito sono stati associati presso la Casa Circondariale di Massama a disposizione dell’A.G. competente.