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Attilio Dedoni (Riformatori) – Imu sui terreni agricoli, esenzione totale per le aziende sarde

“Approvato l’ordine del giorno per chiedere lo stop alla revisione delle esenzioni Imu sui terreni agricoli, la vera battaglia inizia ora: serve una battaglia unitaria della classe politica sarda affinché tutte le aziende agricole dell’Isola siano esentate dall’imposta”, dichiara il capogruppo dei Riformatori Sardi – Liberaldemocratici in Consiglio regionale, Attilio Dedoni, all’indomani del voto sul documento con cui l’Aula si è schierata unitariamente contro il provvedimento del Governo che rischia di determinare un forte incremento della pressione fiscale sul settore primario.

“Non sarà certo la promessa di un rinvio della rata in scadenza a dicembre, per poi magari riproporla tale e quale una volta cessato il clamore mediatico, a cambiare le cose: uno Stato perennemente in debito nei confronti della Sardegna non può pretendere di avere da noi più soldi di quelli, troppi, che già riscuote”, prosegue Dedoni. “Quando il governo Renzi avrà provveduto a versare all’Isola tutte le quote di compartecipazione fiscale stabilite dall’art. 8 dello Statuto e ad erogare i risarcimenti ai Comuni sardi colpiti dall’alluvione dello scorso anno promessi in campagna elettorale, allora si potrà cominciare a discutere di eventuali rimodulazioni. Fino ad allora, la nuova battaglia della Regione dovrà essere quella per il riconoscimento delle condizioni di svantaggio del comparto agricolo isolano e per l’ottenimento dell’esenzione totale dall’Imu per i terreni agricoli in Sardegna. Con l’economia regionale ridotta allo stremo dalla crisi e il comparto primario che comincia a risollevare la testa dopo anni di stenti, non si può andare a colpire una delle poche speranze che ci restano, oltretutto vessando i produttori più piccoli, quelli per cui, spesso e volentieri, la produzione agricola riveste una funzione di sussistenza”.

“Ci aspettiamo che la Giunta e la maggioranza di centrosinistra, anche alla luce della sensibilità mostrata ieri in Consiglio, intendano fare propria questa battaglia e che si possa dare il via a una mobilitazione unitaria”, conclude il capogruppo. “Portiamo il mondo delle campagne a Roma, andiamo a sbattere i pugni sui tavoli istituzionali, facciamoci sentire: è ora di cominciare a riprenderci ciò che lo Stato ci sta togliendo, perché solo così possiamo pensare di uscire dalla crisi”. Com

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