Coronavirus, un paziente positivo a Palermo: donna bergamasca ricoverata: i casi confermati superano quota 230.

Coronavirus_allarme in tutto il centro e nord Italia

Milano, 25 Feb 2020 – Si è concluso in serata il tavolo di coordinamento sull’emergenza Coronavirus convocato a Palazzo Chigi, il premier Giuseppe Conte ha parlato con i giornalisti arrivando nella sede della Protezione civile per un aggiornamento sul coronavirus: “Abbiamo concordato un mio decreto per recepire misure concordate anche a livello regionale. Abbiamo definito i dettagli in modo da rendere efficaci tutte le misure” nelle aree interessate dall’emergenza. “Riguardano anche le sospensioni di tutte le attività e anche le attività scolastiche”.

“Non possiamo prevedere l’andamento del virus: c’è stato un focolaio e di lì si è diffusa anche per una gestione di una struttura ospedaliera non del tutto propria secondo i protocolli prudenti che si raccomandano in questi casi, e questo ha contribuito alla diffusione. Noi proseguiamo con massima cautela e rigore”. Ha continuato il premier Giuseppe Conte.

“Una dichiarazione inaccettabile da una persona ignorante, perché ignora assolutamente quali erano e sono i protocolli definiti dall’Istituto Superiore di Sanità. Noi abbiamo seguito pedissequamente ciò che era stato determinato dall’ISS e le linee guide del Ministero”. Queste le parole di Giulio Gallera, assessore al Welfare della Regione Lombardia, ad Agorà su Rai Tre, con riferimento alle dichiarazioni del premier Giuseppe Conte di ieri sul presunto mancato rispetto dei protocolli all’ospedale di Codogno sul coronavirus. “Il problema è che il Presidente del Consiglio non conosce i protocolli e getta la palla in tribuna per coprire delle falle gigantesche di un sistema di protezione Civile nazionale che non sta dando alcun tipo di risposte ai problemi organizzativi e gestionali che avrebbero dovuto prevedere e predisporre”, ha aggiunto Gallera, che ha sottolineato: “Ormai sta emergendo la totale incapacità del Governo di gestire qualcosa che loro dovevano prevedere”. “Noi veniamo in maniera ignobile attaccati da un Presidente del Consiglio che non sapendo di cosa parla dice che noi non seguiamo i protocolli, quando ragione Lombardia i protocolli non solo contribuisce a livello nazionale a realizzarli, ma li segue in maniera puntuale”.

È risultata positiva al coronavirus la turista di Bergamo in vacanza a Palermo che ieri sera è stata ricoverata nell’ospedale Cervello per i controlli dopo aver mostrato sintomi influenzali. Lo conferma la Regione siciliana che dice: “Abbiamo un sospetto caso positivo risultato tale all’esame del tampone”. E’ stata disposta la quarantena per il gruppo di amici della donna e per le persone che sono state astretto contatto coi turisti. Questo è il primo caso di coronavirus accertato nel Sud Italia. Negativo il marito sottoposto al tampone.

Un primo caso con test positivo di coronavirus a Firenze. Si tratta di un uomo di circa 60 anni tornato da Singapore una ventina di giorni fa e che negli ultimi giorni si è sentito male ed è stato visitato ieri all’ospedale fiorentino di Santa Maria Nuova. Il primo tampone effettuato sull’uomo ha dato esito negativo mentre il secondo nella notte è risultato positivo. Ora si attende la conferma dell’Istituto superiore di Sanità. Il paziente è stato trasferito in un altro ospedale fiorentino, quello di Santa Maria Annunziata di Ponte a Niccheri. Gli ambienti del pronto soccorso di Santa Maria Nuova sono stati sanificati. Alcuni medici che hanno visitato l’uomo sarebbero già stati sottoposti alla procedura di quarantena. Riguardo al caso, dalla Regione si spiega che alle 10.30 sarà emesso un bollettino con notizie relative agli esiti degli ultimi tamponi effettuati in Toscana.

Mille persone sono state messe in quarantena nell’hotel H10 Costa Adejie Palace, nella località di Adejie, dove si trovava alloggiato con la moglie il medico italiano risultato positivo al test del coronavirus a Tenerife. Lo scrive Diario de Avisos. Militari e forze dell’ordine impediscono alle persone presenti nell’hotel di uscire, così come al personale esterno di entrare nel complesso turistico.

Gite scolastiche, sia i viaggi di istruzione sia le uscite o i progetti di scambio e gemellaggio, sospesi fino al 15 marzo per le scuole “di ogni ordine e grado”. Lo prevede il dpcm attuativo del decreto sul Coronavirus firmato ieri sera che coordina le varie ordinanze degli ultimi giorni. Previsto il rimborso per chi ha già pagato i viaggi. Le assenze degli studenti oltre i 5 giorni andranno giustificate con certificato medico. Le scuole chiuse per l’emergenza potranno attivare “modalità di didattica a distanza”.

Sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive “di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati”. Lo prevede il testo del nuovo decreto attuativo che riguarda tutti i comuni delle regioni Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Veneto e Piemonte. Resta consentito lo svolgimento di eventi e partite, nonché allenamenti, a porte chiuse nei comuni diversi da quelli della zona rossa del contagio, dove invece lo stop è totale.

“Ho raccomandato al presidente Ceriscioli di astenersi dalla sospensione delle attività scolastiche”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, arrivando alla Protezione Civile.  “Tutti ci devono ascoltare e seguire le indicazioni che imponiamo a livello nazionale. Non è possibile che ognuno vada per la propria strada”, ha aggiunto Conte. “Il sistema sanitario nazionale, strutturato su base regionale” richiede un “coordinamento” rispetto ad un’emergenza “di carattere nazionale” come il Coronavirus, ha poi detto Conte in un’intervista a Raiuno, aggiungendo che è quanto sta cercando di realizzare con i presidenti delle Regioni. “In assenza di un tale coordinamento” si renderanno necessarie misure che “conterranno le prerogative dei Governatori” ha precisato. Il premier ha evocato, successivamente rispondendo ai cronisti, “misure straordinarie se dovesse aumentare il livello di emergenza”, che al momento esclude.

“Irricevibile e, per certi versi, offensiva”. Così il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, giudica l’ipotesi del premier Giuseppe Conte di contrarre le prerogative dei governatori in materia di sanità. “Parole in libertà – aggiunge Fontana – che mi auguro siano dettate dalla stanchezza e dalla tensione di questa emergenza”.

Poi, in tarda serata, Conte si è detto soddisfatto del livello di collaborazione attuato con i presidenti delle Regioni nella gestione dell’emergenza sanitaria. E sostiene che, in futuro, bisogna essere pronti a creare iniziative ancora più coordinate là dove necessario.

“Il nostro Servizio Sanitario è all’altezza della situazione e la risposta che stiamo dando è rapida ed efficace come affermato dalla Commissaria europea, Stella Kyriakides, con cui sono in costante collegamento”. Lo ha dichiarato il ministro della Salute, Roberto Speranza, che ha poi aggiunto: ” È indispensabile che ci sia un solo centro di coordinamento per la gestione dell’emergenza in cui siano pienamente coinvolte tutte le regioni e con la guida del nostro coordinamento scientifico. Così sta funzionando, come dimostrano le ordinanze firmate nella giornata di ieri. Non servono scelte unilaterali di singoli territori”

Il bilancio dei casi di coronavirus in Italia conta 229 casi di contagio e 7 morti: 6 in Lombardia e una in Veneto. Si è registrato, sempre in serata, il primo caso di positività al coronavirus in Alto Adige. Si tratta di un giovane uomo, trentenne, che era stato in Lombardia e che al primo test era risultato negativo. Il giovane è risultato positivo al secondo test di screening. Il tampone è stato inviato all’Istituto superiore di sanità per la conferma.

La settima vittima del coronavirus è deceduta nel pomeriggio all’ospedale Sant’Anna di Como. Si tratta del paziente trasferito dal Lodigiano nel fine settimana che era risultato positivo al tampone. L’uomo, 62 anni, residente a Castiglione d’Adda, già dializzato, presentava una serie di importanti patologie croniche pregresse. Era stato trasferito nell’ospedale comasca nella notte tra venerdì e sabato. Lo si apprende da fonti ospedaliere confermate dalla Regione. La sesta vittima in Italia per coronavirus, un 75enne di Castiglione d’Adda, uno dei primi trovati positivi trasportato al Sacco, mentre è stata smentita la notizia della morte per coronavirus di una donna agli Spedali civili di Brescia, ha precisato la Regione Lombardia in una nota: “In tale struttura non si è verificato alcun decesso”.

“Confermo che non ci sono altri focolai”, ha detto il capo del dipartimento di Protezione Civile, e commissario per l’emergenza Coronavirus, Angelo Borrelli, nel corso della conferenza stampa serale di lunedì.

Il dato disaggregato conta: in Lombardia 173 casi (cinque in più rispetto al bollettino delle 12), compresi le 6 vittime, quindi sono 167 gli attuali infettati, di cui 72 in isolamento domiciliare, 20 in terapia intensiva, 76 ricoverati con sintomi; in Veneto 33 casi (sei in più rispetto al bollettino delle 12) compreso un deceduto, quindi 32 gli attuali contagiati, di cui 16 in isolamento domiciliare, 4 in terapia intensiva, 12 ricoverati con sintomi; in Emilia Romagna  salgono a 19 i casi positivi, gli ultimi due dei quali riscontrati a Piacenza. Complessivamente sono positive al tampone 16 persone a Piacenza, 2 a Parma e 1 a Modena; in Piemonte tre casi di cui uno in isolamento a casa e due ricoverati con sintomi, una persona in meno, quindi, perché all’esito degli esami è alla fine risultata negativa. Nel Lazio restano tre i casi, di cui uno guarito, il giovane ricercatore italiano tornato da Wuhan dimesso dallo Spallanzani, e la coppia di turisti cinesi ricoverati (di cui uno, la donna, ancora in terapia intensiva).

I tamponi in totale effettuati sono 4141, di cui 2200 in Veneto, 1463 in Lombardia, 148 in Emilia Romagna, 141 in Piemonte, 124 nel Lazio. Altri tamponi sono stati condotti in Sardegna, uno, Sicilia, 5, Toscana 15, Liguria uno, 7 in Valle d’Aosta, 3 a Trento, 1 a Bolzano, 10 in Campania, uno in Calabria, 5 in Abruzzo, 16 nelle Marche, tutti con esito negativo.

Sono stati dimessi gli otto italiani che, dopo essere stati rimpatriati dalla Cina il 9 febbraio scorso con un volo dell’Aeronautica militare per l’emergenza Coronavirus, hanno trascorso i quattordici giorni di isolamento nel policlinico militare di Roma del Celio. Arrivati in mattinata, i risultati degli ultimi tamponi, gli 8 sono stati dimessi. Cinque hanno già lasciato il policlinico militare, i restanti tre italiani andranno via domani.

La Protezione civile del Veneto sta procedendo ad allestire delle tende attrezzate fuori dagli ospedali di Verona, Padova, Dolo, Mirano, Feltre e Belluno. Lo annuncia il governatore del Veneto Luca Zaia, spiegando che le tende sono strutture “che possono essere estremamente utili per molte necessita’”, e che la Regione ne ha già a disposizione “per un totale di 900 posti, che mettiamo in campo prevedendo anche il peggio, per fungere da polmone di sfogo in caso di arrivo di molti pazienti”. Le tende saranno usate appena operative “per svolgere le attività di raccolta dei tamponi di controllo e verifiche sulle persone che si dovessero presentare, con lo scopo di alleggerire, almeno in parte, la pressione sulle strutture ospedaliere interne, evitando di intasare i reparti di pronto soccorso e di malattie infettive per attività non direttamente connesse alle loro specificità”, aggiunge l’assessore regionale alla Sanità Manuela Lanzarin.

Condividi su...Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn
HTML Snippets Powered By : XYZScripts.com