Caso Gregoretti – La maggioranza dei senatori manda a processo Salvini accusato di sequestro di persona aggravato

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Roma, 12 Feb 2020 – Il Senato ha autorizzato il processo a Matteo Salvini per la vicenda della nave della Marina militare Gregoretti. I senatori della Lega sono usciti dall’aula e non hanno preso parte alla votazione. L’ordine del giorno presentato da FI e FdI per negare l’autorizzazione a procedere è stato respinto. Il numero dei favorevoli e dei contrari, sarà reso noto solo questa sera, attorno alle 20: i senatori che non hanno partecipato alla votazione potranno infatti farlo fino al tardo pomeriggio comunicando il loro voto ai senatori Segretari. L’esito dello scrutinio sarà ufficializzato solo allora.

È lo stesso segretario della Lega a prendere la parola nell’aula del Senato sul caso Gregoretti: “Se avessi dovuto ragionare per opportunismo e interesse personale, non avrei preso la decisione che ho preso perché si parla di un processo, non di una passeggiata. Io dico quello che dico per rispetto nei confronti della carica che ho ricoperto, degli italiani e dei miei due figli che vanno a scuola e hanno il diritto di ritenere che il papà sia spesso lontano da casa non perché sequestra persone ma perché difendere confini del suo Paese è un suo dovere. Ritengo che aver difeso la mia patria fosse un mio dovere. Non un diritto: un dovere”. Salvini ribadisce: “La difesa della patria è un sacro dovere, ritengo di aver difeso la mia patria, non chiedo un premio per questo ma se ci deve essere un processo che ci sia. In quell’aula non andrò a difendermi ma a rivendicare quello che, non da solo, ma collegialmente abbiamo fatto”. E aggiunge “Se avessi dovuto ragionare per opportunismo e convenienza personale non avrei preso la decisione che ho preso: è un processo e non una passeggiata”. E conclude “Facciamo decidere a un giudice, usciamo da quest’aula e facciamo decidere a lui. Ormai il re è nudo, potete andare avanti qualche mese o settimana ma in democrazia il giudizio lo dà il popolo”. “Non ne posso più di passare per criminale, c’è un limite a tutto”.

Il leader della Lega è accusato di sequestro di persona aggravato: per i magistrati avrebbe illegalmente impedito lo sbarco dei 131 migranti che alla fine di luglio si trovavano a bordo della nave della Guardia costiera che li aveva soccorsi al largo della Sicilia. Prima dell’intervento su twitter cita una frase del poeta Ezra Pound: “Pronto per intervenire in Senato, a testa alta e con la coscienza pulita di chi ha difeso la sua terra e la sua gente. ‘Se un uomo non è disposto a lottare perle proprie idee, o le sue idee non valgono nulla, o non vale nulla lui”.

Nel loro odg FI e FdI chiedono al Senato di respingere la richiesta del Tribunale sostenendo che Salvini agì per la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante e in accordo con il governo. Il documento sarà votato a scrutinio palese: per approvarlo è necessaria la maggioranza assoluta dei componenti dell’Assemblea: 160 voti. Un traguardo difficilmente raggiungibile considerato anche che i 60 senatori della Lega non partecipano al voto.

“Per rispetto a quanto richiesto da Matteo Salvini, di sicuro il gruppo della Lega non partecipa alla votazione” sull’ordine del giorno FI-FdI per negare l’autorizzazione a procedere nei confronti del leader della Lega sul caso Gregoretti. Lo ha annunciato in Aula il capogruppo leghista, Massimiliano Romeo, nel corso delle dichiarazioni di voto.

“È evidente che meccanismi di ricollocamento dei migranti non erano operativi alla data del 26 luglio 2019 e che si stava elaborando un percorso per la loro redistribuzione. Quindi serviva il mero tempo tecnico perché si procedesse allo sbarco”. Così in Aula la senatrice della Lega Erika Stefani, relatrice sul caso Gregoretti, ricordando il contenuto di alcune mail citate anche nella memoria difensiva di Matteo Salvini tra rappresentanti del governo, prima dello sbarco delle persone, ferme dal 27 al 31 luglio prima di sbarcare al porto di Augusta.

“Esautorata la Giunta dalla sua funzione principale, piegata a ragioni politiche, a questo punto la sede necessaria al fine di poter rinvenire la verità risulta essere solo la sede processuale”.

Il senatore De Vecchis della Lega e il pentastellato Pellegrini sono quasi venuti alle mani, riferisce chi era presente al diverbio scoppiato nell’Aula del Senato dopo l’intervento di Salvini sulla vicenda Gregoretti. E’ intervenuto il Questore De Poli per riportare la calma.

“Salvini e il rispetto per le istituzioni sono due rette parallele che non si incontrano mai, questo ormai lo sappiamo bene. Anche oggi ha detto una sciocchezza costruendo una polemica senza fondamento. Durante il dibattito sul caso Gregoretti i banchi del governo erano vuoti per il rispetto che l’esecutivo deve al Senato per un atto, la richiesta di autorizzazione a procedere, di competenza esclusiva del Parlamento. Io come altri esponenti del governo eravamo presenti in aula ma seduti sui nostri banchi da senatori, perché questo era oggi il nostro dovere. Salvini invece confonde i ministeri e le camere con il palco di un perenne comizio elettorale”. Così in una nota il senatore del MoVimento 5 Stelle Gianluca Castaldi, sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento.

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