Coronavirus a Roma. Direttore Spallanzani: Pazienti in condizioni discrete, altri 12 in osservazione

Aumenta in Italia i casi di infezione virus cinese

Roma 31 Gen 2020 – Oltre alla coppia cinese in condizioni discrete risultata positiva al coronavirus, sono ricoverati all’ospedale Spallanzani di Roma altri 12 pazienti provenienti da zone della Cina colpite dell’epidemia, che sono stati sottoposti ai test. Altre 9 persone sono state isolate e dimesse dopo l’esito negativo dei test. 20 contatti primari della coppia con coronavirus invece sono attualmente in osservazione.

Durante il soggiorno la coppia di cinesi risultata positiva al Coronavirus avrebbe “limitato gli spostamenti all’interno e fuori dall’albergo Palatino di Roma, indossando le mascherine protettive”. Lo ha detto l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato, nel corso della conferenza stampa organizzata all’Istituto Spallanzani per fare il punto dopo l’annuncio dei primi due casi di Coronavirus a Roma. I due sono in condizioni discrete.

Per quanto riguarda il presunto caso di Tivoli, di un operaio rumeno che lavora presso l’hotel Palatino, dove soggiornava la coppia che ha contratto il virus, è stato spiegato che l’uomo non è mai venuto a contatto con i due turisti.  Si è presentato al pronto soccorso, raccontando di lavorare presso l’albergo di Via Cavour. Lo rende noto l’Associazione Giustitalia.

L’uomo è arrivato in ospedale alle 16.55, con una sintomatologia che poteva essere scambiata per una normale influenza se non fosse stato per la scrupolosa osservazione di Federica Conti, infermiera professionale di triage, iscritta all’Associazione Giustitalia, che ha notato subito che qualcosa non quadrava in quel paziente, che non manifestava la sintomatologia medica di una normale influenza stagionale.

Il personale sanitario ha – come si legge nel referto – “immediatamente invitato il paziente ad indossare mascherina chirurgica e lo stesso è stato subito collocato in sala isolamento”. Contemporaneamente è stato allertato lo Spallanzani per il trasferimento del paziente al nosocomio romano. È stato anche immediatamente chiuso per disinfestazione il bagno del triage. Nella diagnosi si legge “sospetto contagio da coronavirus”.

“Il Centro europeo ha pubblicato nuove stime confermando che la trasmissione è possibile solo quando si hanno sintomi”. Lo ha affermato Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’ospedale Spallanzani di Roma nel corso della conferenza stampa. “Se i casi importanti, quelli positivi, sono identificati in stato precoce allora c’è un rischio da basso a molto basso”, ha aggiunto Ippolito, spiegando che “la dimensione dell’epidemia non è valutata su scala nazionale”. Ippolito poi aggiunge: “È presto per parlare di vaccini, anche se le piattaforme sono state attivate. Speriamo di chiudere questo focolaio lo chiuderemo prima che sia pronto il vaccino”. Ippolito ha concluso: “Bisogna evitare allarmismi ma dire che non ci saranno altri casi sarebbe non guardare in faccia la realtà”.

Il Consiglio dei ministri ha decretato lo stato d’emergenza per sei mesi al termine della riunione – durata poco più di un’ora – a Palazzo Chigi in conseguenza del rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili. Il temuto coronavirus è infatti sbarcato anche in Italia.  Due – al momento – i casi accertati. Si tratta di due turisti cinesi nel nostro Paese da pochi giorni. I due turisti sono ricoverati in isolamento all’ospedale Spallanzani di Roma. Tra le altre misure approntate dal Cdm, uno stanziamento iniziale di 5 milioni di euro.

“Alla luce della dichiarazione di emergenza internazionale dell’Oms abbiamo attivato gli strumenti normativi precauzionali previsti nel nostro Paese in questi casi, come già avvenuto nel 2003 in occasione dell’infezione Sars. Le misure assunte sono di carattere precauzionale e collocano l’Italia al più alto livello di cautela sul piano internazionale”.

Nel pomeriggio, proprio nella Capitale è stata convocata in prefettura, a quanto si apprende, una riunione per fare il punto sulla situazione dopo il contagio di due turisti cinesi da coronavirus e la dichiarazione di emergenza deliberata dal governo. Al tavolo siederanno, oltre al prefetto Gerarda Pantalone, la sindaca di Roma Virginia Raggi, il presidente della Regione Nicola Zingaretti e i vertici Asl.

“Nessun caso di coronavirus nel trevigiano, ma “casi di persone” che presentano un quadro definibile come “sospetto” secondo i criteri del Ministero della Salute. Lo precisa in una nota l’Ulss 2 trevigiana, a proposito del caso del ragazzino curato all’ospedale Ca’ Foncello di rientro dal paese asiatico.

L’Ulss ha gestito fino a ieri due situazioni relative a cittadini italiani con “sintomi respiratori non importanti” rientrati dalla Cina: una 50enne con febbre, inizialmente in osservazione in ospedale e poi rinviata a domicilio, e un bambino di 4 anni, senza febbre, con tosse. Per entrambi l’isolamento domiciliare varrà per 15 giorni.

Una cinese di 27 anni è stata trasferita ‘in via precauzionale’ dall’ospedale ‘Spaziani’ di Frosinone allo ‘Spallanzani’ di Roma. La donna è rientrata dalla Cina lo scorso 27 gennaio dopo una breve vacanza in Asia. Al presentarsi dei sintomi influenzali, febbre alta e difficoltà respiratorie, ieri è stato allertato il 118: in pochi minuti la paziente è stata trasportata dapprima nell’ospedale ciociaro e poi con il passar delle ore e l’aumentare delle difficoltà respiratorie, si è deciso il trasferimento nel centro specializzato capitolino dove saranno gli accertamenti a stabilire se possa aver contratto o meno il virus.

Un turista cinese che alloggiava in un hotel del centro di Palermo è stato trasportato in ambulanza da personale del 118 nel reparto di Malattie infettive dell’ospedale “Vincenzo Cervello”. Il cinese presentava sintomi influenzali e ha avvertito i gestori dell’albergo. Questi hanno allertato il 118 che hanno trasferito l’uomo in ospedale. Si attendono gli esiti degli esami compiuti dal laboratorio del Policlinico.

Dopo il blocco imposto ai voli da e per la Cina sono atterrati all’aeroporto di Fiumicino gli ultimi cinque voli diretti provenienti da varie città della Cina, tra cui Hong Kong, Chengdu, Guangzhou e Haikou. Lo sbarco dei passeggeri – circa mille – è avvenuto con la consueta procedura prevista dal Ministero della Salute, con i medici della Sanità aerea muniti di protezioni, tuta, guanti e maschere i quali hanno misurato la temperatura, consegnato l’apposito vademecum e richiesto a tutti di compilare una scheda con i dati sulla residenza ed eventuali spostamenti per poter tracciare i passeggeri in caso di eventuale contagio. Nella eventualità si possano verificare casi di passeggeri con sintomi riconducibili all’influenza, questi vengono immediatamente dirottati tutti nel canale sanitario, ovvero la struttura messa a disposizione da ADR per la Sanità aerea. Finora non risultano casi sospetti di virus tra i passeggeri controllati.

Tutti i passeggeri giunti oggi a Roma e Milano con gli ultimi voli partiti ieri dalla Cina deve essere isolati e sottoposti a quarantena fino a che non ci saranno certezze sul loro stato di salute. Lo afferma il Codacons, che chiede a Governo e Protezione civile l’adozione di misure straordinarie a tutela della popolazione.

“Non basta misurare la temperatura ai passeggeri e distribuire vademecum perché, considerati i lunghi tempi di incubazione del virus, tali misure appaiono ridicole – spiega il presidente Carlo Rienzi – I viaggiatori provenienti dalla Cina e atterrati oggi a Malpensa e Fiumicino devono essere immediatamente posti in isolamento e non devono entrare in contatto con altri cittadini, se non con il personale sanitario, avviando nei loro confronti la quarantena per almeno 14 giorni”.

“Ci aspettavamo questi casi, eravamo preparati. Li abbiamo identificati precocemente e isolati. I pazienti sono in buone condizioni, sono giovani, con un quadro da normale influenza. Non c’è terapia per questa infezione, i pazienti vengono trattati con farmaci sintomatici esattamente come per l’influenza, resteranno isolati per qualche giorno e trattati dal nostro personale che è eccezionale”. Così il Prof. Giuseppe Ippolito, Direttore scientifico dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani, intervistato in Circo Massimo su Radio Capital, parla dei due turisti cinesi ricoverati nell’ospedale romano.

“Il resto della comitiva lo stiamo monitorando come misura di estrema precauzione – aggiunge – seguiamo il modello della sorveglianza sanitaria e con loro stiamo adottando i controlli esattamente come chi passa per uno screening aeroportuale, quindi non sono quarantena ma in controllo sanitario”. I due contagiati hanno girato per una settimana in Italia “ma i cittadini devono stare tranquilli – spiega il Prof. Ippolito – perché il rischio reale di trasmissione si verifica con persone sintomatiche, appena i due turisti hanno avuto i sintomi sono state seguite tutte le procedure. Siamo quasi del tutto tranquilli che non ci siano stati altri contagi. Di norma l’infezione viene trasmessa solo da persone che hanno i sintomi. Durante l’incubazione non si trasmette virus a meno di eccezioni. Siamo ragionevolmente tranquilli”.

“È già stata attivata la sorveglianza sanitaria sulle persone venute in contatto con la coppia ricoverata presso l’istituto nazionale malattie infettive Spallanzani. Sono scattate tutte le misure previste dai protocolli sia per quanto riguarda alcune persone dell’albergo, sia riguardo gli altri componenti del gruppo di turisti. Al momento sono tutti asintomatici e non destano preoccupazione”. Lo comunica in una nota l’assessorato alla Sanità della Regione Lazio.

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