Mes, Conte: “Tutti i ministri sapevano, governo non ha firmato Trattato, diffuse notizie false” .

Mes_dibattito in Aula con Conte

Roma, 2 Dic 2019 – “Sono qui per l’informativa sulle modifiche al Mes non solo perché doverosa dopo la richiesta ma anche perché ho sempre cercato di assicurare una interlocuzione chiara e trasparente con Il Parlamento”. Lo dice il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in Aula alla Camera per le comunicazioni sul Mes. “Non posso nascondere che questa mia informativa non può essere degradata a un ordinario momento della fisiologica interlocuzione tra governo e Parlamento ma è un passaggio che assume un rilievo particolare”, aggiunge Conte.

“Da alcune settimane i massimi esponenti di alcune forze di opposizione hanno condotto una insistita, capillare campagna mediatica accusandomi di condotte talmente improprie e illegittime nella trattativa con l’Ue da essermi reso responsabile di alto tradimento. Sarei uno spergiuro perché venuto meno al vincolo di essere fedele alla Repubblica: si è perfino adombrato che avrei tenuto questa condotta per biechi interessi personali. Questa accusa possiamo dobbiamo convenirne tutti non rientra nell’ambito dell’ordinaria dialettica politica”. Conte ribadisce poi nel discorso che “una falsa accusa di alto tradimento della Costituzione è questione differente dall’accusa di avere commesso errori politici o di avere fatto cattive riforme: è un’accusa che non si limita solo a inquinare il dibattito pubblico e a disorientare i cittadini, è indice della forma più grave di spregiudicatezza perché pur di lucrare un qualche effimero vantaggio finisce per minare alle basi la credibilità delle istituzioni democratiche e la fiducia che i cittadini ripongono in esse”.

Nell’Aula della Camera il presidente del Consiglio siede tra il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ed il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. L’Aula è piena di deputati, e il pienone si registra anche al banco del governo.

“Chi è all’opposizione sta dando prova di scarsa cultura delle regole e mancanza di rispetto per le istituzioni ” ha proseguito Conte in Aula alla Camera. “Mi sono sorpreso, se posso dirlo, non della condotta del senatore Salvini, la cui “disinvoltura” a restituire la verità e la cui “resistenza” a studiare i dossier mi sono ben note, quanto del comportamento della deputata Meloni” nel “diffondere notizie allarmistiche, palesemente false” sul Mes.

Sul mandato delle Camere in merito alla revisione del Trattato il premier ha sottolineato: “Posso dunque affermare che, poco meno di un anno fa, l’Italia, da me rappresentata, si è espressa in sede europea in maniera perfettamente coerente con il mandato ricevuto da questo Parlamento. Su tali basi è stato dato l’incarico all’Eurogruppo di procedere alla predisposizione di una bozza di revisione del Trattato Mes” ha detto il premier ricostruendo tutti i passaggi parlamentari che hanno accompagnato il negoziato in Ue sul fondo salva-Stati. “Mi sembra quasi superfluo – ha aggiunto – confermare a quest’Aula un fatto di tutta evidenza, ossia che né da parte mia né da parte di alcun membro del mio Governo si è proceduto alla firma di un trattato ancora incompleto: nessun trattato è stato infatti ancora sottoposto alla firma dei Paesi europei”.

“Desidero inoltre precisare che tutto quanto avveniva sui tavoli europei, a livello tecnico e politico, era pienamente conosciuto dai membri del primo Governo da me guidato, i quali prendevano parte ai vari Consigli dei ministri, contribuendo a definire la corale posizione dell’Esecutivo italiano sul tema”. Lo afferma il premier, Giuseppe Conte, durante l’informativa sul Mes alla Camera. “La Lega, in particolare, non mosse obiezioni sulla relazione relativa al Mes. Nel Consiglio dei Ministri del 27 febbraio 2019 è stata presentata e illustrata nel dettaglio la “Relazione consuntiva sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea, relativa all’anno 2018″ in cui si parlava della trattativa condotta anche del Mes”. E continua il premier “in Cdm nessuno dei ministri presenti, compresi quelli della Lega, ha mosso obiezioni sul punto e, in particolare, sulla relazione da presentare alle Camere”.

“Mi sembra quasi superfluo confermare a quest’aula un fatto di tutta evidenza, ossia che né’ da parte mia né’ da parte di alcun membro del mio governo si è proceduto alla firma di un trattato ancora incompleto: nessun trattato è stato infatti ancora sottoposto alla firma dei Paesi europei”, spiega Conte. “È altrettanto evidente che, in quel caso, avrei personalmente e preventivamente informato il Parlamento”.

“Alla luce della ricostruzione appena sopra riassunta, corroborata da precisi riscontri documentali, nessuno può oggi permettersi, non dico di sostenere apertamente ma anche solo di insinuare velatamente l’idea che il processo di riforma del Mes sia stato condotto segretamente o, peggio, firmato nottetempo”, ha proseguito Conte. “Non solo c’è stata piena condivisione all’interno del Governo, ma su questa materia vi è stato, con il Parlamento italiano, un dialogo costante, un aggiornamento approfondito”. Sui possibili rischi che potrebbe correre il Paese il premier ha sottolineato: “Possiamo affermare che il negoziato sin qui condotto ha raggiunto un equilibrio in linea con gli interessi nazionali”.

“Per quanto mi riguarda, tornerò a ragguagliarvi sullo stato del negoziato tra qualche giorno, il prossimo 11 dicembre, in occasione delle comunicazioni che renderò in vista del prossimo Consiglio europeo”, ha poi concluso Conte. Un lungo applauso ha salutato la fine del suo discorso. Durante i circa 60 minuti del suo intervento, applausi sono arrivati più volte dalla maggioranza. Alla fine, in piedi sia i deputati del M5S che quelli del Pd.   Dai banchi leghisti non sono mancate le interruzioni, urla e battute contro il premier, in particolare ‘firmate’ dal presidente della Commissione Bilancio, il leghista Claudio Borghi. Al termine dell’informativa gli uomini di Salvini sono rimasti in silenzio.

La polemica sulla riforma del Meccanismo europeo di stabilità non fa altro che “danneggiare la credibilità” dell’Italia sui mercati e tra i partner continentali. Lo ha spiegato il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, per il quale isolarsi con una polemica sul Mes proprio nelle ore di riapertura del cantiere Ue “indebolirebbe l’Italia”. Spiega Sassoli: “Del Meccanismo europeo di Stabilità si parla solo in Italia. L’altro giorno ho chiesto all’ufficio comunicazione del Parlamento europeo di prepararmi una rassegna con tutti gli articoli apparsi sul Mes negli altri paesi del continente. Quanti pezzi di giornale mi hanno recapitato? Zero. Nessuno”.

“C’è sempre e c’è sempre stato spazio” per la trattativa per i singoli Paesi, “ma ci sono anche regole che vanno rispettate” nell’interesse di tutti i Paesi membri. Lo ha detto il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert, rispondendo a una domanda in conferenza stampa a Berlino sul dibattito in Italia sul Mes, sulla possibilità di modifiche alla riforma del fondo e di un rinvio della decisione. Seibert ha sottolineato che “la posizione tedesca non è cambiata” e che la trattativa si farà in Europa.

“Le trattative sono in corso. I ministri delle Finanze si incontreranno mercoledì a Bruxelles per continuare a consultarsi su questo tema. Come sempre non svolgiamo le trattative qui a Berlino, a questa conferenza stampa, ma a Bruxelles”. Lo ha detto il portavoce del ministero delle Finanze tedesco, Dennis Kolberg, rispondendo alle domande, alla conferenza stampa di governo, sul dibattito italiano sul Mes e sulla possibilità di una modifica e di un rinvio della riforma. “Siamo in stretto contatto e c’è un confronto costante con i partner. Al momento discutiamo di come dovrebbe risultare questa riforma e questo dovrebbe essere il tema di mercoledì”, ha concluso.

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