Agen ti della Digos della Questura di Cagliari arrestano sei tifosi polacchi e denunciano tre cagliaritani per i disordini del dopo partita.

agenti polizia di stato reparto digos2

Cagliari, 12 Ott 2019 – Le prime avvisaglie che tra le due tifoserie non ci fosse un’aria amichevole si sono avute intorno alle 19.30, poco prima dell’inizio della partita, nell’area esterna antistante i settori distinti e curva nord dove un gruppo di tifosi locali stazionava nei pressi dei tornelli del settore distinti, quando al passaggio di un gruppo di circa 30 tifosi polacchi, uno di questi si è rivolto verso i cagliaritani mostrando i pugni chiusi in segno di sfida. A questo punto un tifoso cagliaritano ha colpito con un pugno un polacco, facendo scaturire un inizio di rissa dove un tifoso locale, rimasto isolato dal gruppo, è stato colpito con calci e pugni. La situazione è stata risolta con l’intervento di una squadra del Reparto Mobile “Sardegna”, preventivamente collocata nei punti nevralgici di maggiore afflusso dei tifosi, facente parte del dispositivo di ordine pubblico che la Questura aveva già approntato per l’occasione. L’azione immediata dei poliziotti è servita a ripristinare subito l’ordine. Su questo episodio gli investigatori della Digos sta svolgendo le indagini per individuare gli autori dell’aggressione, grazie anche alle riprese foto video svolte dalla Polizia Scientifica, per valutare i successivi provvedimenti da adottare.

Sino alla fine dell’incontro di calcio non si sono verificati episodi tra i tifosi. Ma dopo aver completato il deflusso dei tifosi locali, i tifosi polacchi, circa un’ottantina, dopo essere stati fatti uscire in condizioni di sicurezza, sono stati fatti allontanare dall’area Stadio e questi si sono dispersi in piccoli gruppi.

Contemporaneamente è stato rafforzato il dispositivo di controllo del territorio e di vigilanza nel centro cittadino, tramite pattuglie della Squadra Volanti, del Reparto Mobile “Sardegna”, personale della Digos e della Polizia Scientifica.

In seguito, un gruppo di circa 50 polacchi ha raggiunto la Via Cavour con Via Lepanto dove è iniziato lo scoppio di petardi con l’accensione di fumogeni da parte di un altro gruppo di cagliaritani travisati che, brandendo cinture, bottiglie di vetro e bastoni, ha intonato cori offensivi nei confronti degli stranieri.

Nel volgere di pochi minuti la situazione è degenerata in violenti scontri e alcuni esercizi commerciali hanno subito danni alle suppellettili esterne per la furia dei tifosi, i quali le hanno utilizzate, brandendole come armi improprie. Gli operatori della Polizia di Stato, già presenti nelle vie limitrofe, con una efficace e rapida azione, hanno bloccato i facinorosi, disperdendo i tifosi ed evitando conseguenze ben più gravi.

In questi momenti concitatati un piccolo gruppo di stranieri si è staccato cercando di dileguarsi tra le vie del centro. Subito i poliziotti li hanno individuati ed inseguiti per la via Sardegna. Ma vano è stato il tentativo di questi di sfuggire al fermo, trovando rifugio in un B&B: quindi gli Agenti della Digos, insieme ai poliziotti del Reparto Mobile, sono riusciti a bloccarli e ad identificarli, riconoscendo sei di loro per essere stati parte attiva nei disordini: e si tratta di Kosidlo Michal, di 30 anni; Kaspizkyk Maciej Zbigniew, di 43 anni; Sudol Martin Krzysztof, di 35 anni; Baran Marcin, di 43 anni; Adamiak Tomasz, di 37 anni e krzych Tomasz, di 47 anni. Subito dopo il fermo sono stati portati in Questura dove, dopo gli accertamenti di rito, i sei sono stati dichiarati in arresto per rissa aggravata e danneggiamento.

Inoltre gli agenti hanno rinvenuto e sequestrato due parti di piccozze, un fumogeno ed un razzo paracadute abbandonati durante la fuga a seguito dell’intervento della Polizia. Stamattina gli arrestati sono stati presentati all’udienza per direttissima.

Nell’ambito delle prime indagini sul primo episodio verificatosi allo stadio sono stati identificati e deferiti all’A.G. tre cagliaritani.

Proseguono gli accertamenti della Digos, con il contributo della Polizia Scientifica, per indentificare ulteriori responsabili di quanto accaduto e valutare nei loro confronti l’emissione dei provvedimenti opportuni, anche amministrativi di D.A.Spo.

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