Insularità – Gli artigiani sardi chiedono allo Stato di poter crescere e competere con pari diritti in Italia ed Europa.

Antonio Matzutzi Presidente Regionale Confartigianato2

Cagliari, 11 Ott 2019 – Trasporti, infrastrutture, energia, pressione fiscale, competitività.

Sono queste alcune delle “zavorre” che la Sardegna si trascina dietro da decenni, che influiscono negativamente sul sistema produttivo sardo e sui suoi abitanti, e che lo Stato, in oltre 70 anni, non è riuscito nemmeno a mitigare.

Per questo le aziende artigiane di Confartigianato Imprese Sardegna hanno deciso, ancora una volta, di prendere posizione rispetto alla “non risposta” del Governo Nazionale sulla proposta di inserimento dell’Insularità in Costituzione.

“Sono passati quasi 2 anni, e ben 3 Governi nazionali, ma della richiesta fatta dal Comitato per l’Insularità in Costituzione si sono perse le tracce – afferma Antonio Matzutzi, Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna – vorremmo capire perché lo Stato non ci ascolta e non agisce, concretamente, per colmare tutti i gap, evidenti e quotidianamente tangibili, che affliggono la nostra regione”.

“In ogni caso, è incredibile vedere come Roma, anziché essere vicina all’Isola, alle attività produttive che faticano tutti i giorni e ai sardi – conclude Matzutzi – rimanga silente e immobile. Su questo atteggiamento rimaniamo sbalorditi ma devono sapere che non rimarremo impassibili di fronte alle “non risposte” perché ci batteremo fino a quando il riconoscimento dell’Insularità non verrà scritto in Costituzione. Siamo, e saremo in futuro, di fianco al Comitato nelle azioni che poterà avanti e in tutte le attività che saranno utili a sensibilizzare imprese e cittadini”.

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