Conte a Bruxelles incontra i vertici dell’Unione europea

Ue, Von der Leyen a Roma con Conte

Roma, 11 Sett 2019 – Missione a Bruxelles per Giuseppe Conte, all’indomani della fiducia incassata anche al Senato con 169 sì, 133 no e 5 astenuti. Il premier avrà una serie di colloqui, a partire da quelli con la presidente eletta della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e con l’uscente Jean-Claude Juncker. Vedrà anche il presidente dell’Europarlamento, David Sassoli, quello uscente del Consiglio europeo, Donald Tusk, e il designato Charles Michel.

A Bruxelles l’Italia può ora contare su Paolo Gentiloni commissario all’Economia, con l’incarico di “affrontare i debiti alti”, un obiettivo che tocca da vicino il nodo della prossima manovra. E Conte assicura: la legge di bilancio “si farà in Italia”, sottolineando l’autonomia rispetto ai verrtici dell’Europa.

Il Senato ha votato ieri la fiducia al Governo Conte 2. Favorevoli 169, contrari 133 e 5 astenuti. Hanno votato a favore della fiducia M5s, Pd e Leu. Al di fuori del perimetro della maggioranza di governo, hanno votato a favore della fiducia, tra gli altri, tre senatori a vita (Monti, Cattaneo e Segre), due senatori del Maie, alcuni senatori ex M5s ora iscritti al Misto, alcuni senatori del gruppo Autonomie (altri si sono astenuti). Si sono astenuti in dissenso dai rispettivi gruppi il Pd Matteo Richetti e il pentastellato Gianluigi Paragone. Hanno votato contro Lega, FdI, Forza Italia.

In tutto, alla maggioranza giallo-rossa, in base alle previsioni fatte, sono mancati almeno due voti, quelli del pentastellato Ciampolillo, che non ha partecipato al voto, e dell’ex M5s De Bonis, anche lui assente al momento del voto di fiducia. Altre due assenze, che hanno fatto venir meno altri due voti alla maggioranza, erano invece date già per assodate, viene spiegato, in quanto ‘giustificate’ e dovute a problemi di salute. Si tratta della senatrice M5s Bogo Deledda e della dem Rojc.

Il governo ‘Conte 2’ fa leggermente peggio del ‘Conte 1’. L’esecutivo sostenuto da M5s, Pd e Leu incassa la fiducia del Senato con due voti in meno. Il governo ‘Conte 1’, l’esecutivo sostenuto dalla maggioranza gialloverde M5s-Lega, il 5 giugno 2018 aveva incassato la sua prima fiducia al Senato con 171 voti a favore, 117 contrari, 25 astenuti.

Un applauso dei senatori della maggioranza e un abbraccio con il ministro della giustizia Alfonso Bonafede, seduto accanto a lui: così il premier Giuseppe Conte ha accolto il voto di fiducia al suo governo, subito dopo la proclamazione dell’esito da parte della presidente Casellati. In Aula in quel momento non c’era il ministro degli esteri Luigi Di Maio, che precedentemente era seduto vicino al premier.

“Il Parlamento ha votato la fiducia al Governo. Un nuovo inizio per l’Italia, una stagione riformatrice di rilancio e speranza. Costituzione e rispetto delle Istituzioni la nostra bussola, gli interessi degli italiani il nostro obiettivo. Al lavoro con coraggio e determinazione”. Così il presidente del consiglio Giuseppe Conte commenta su Twitter il voto di fiducia al Senato.

“Dobbiamo fare il prima possibile”, dice il premier Conte a chi gli chiede se la nomina dei sottosegretari arriverà nel consiglio dei ministri in programma giovedì.

“La manovra si fa in Italia”. Così risponde il presidente del Consiglio, lasciando il Senato, a chi gli domanda se la sua visita a Bruxelles serva ad avviare la trattativa con l’Ue sulla prossima legge di bilancio.

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