Arrestato 42enne cagliaritano, pregiudicato perché responsabile di maltrattamenti in famiglia.

Immagine squadra volante

Cagliari, 22 Ago 2019 – Nel primo pomeriggio di ieri è giunta una chiamata al 113 da parte di un cittadino che chiedeva l’intervento della Polizia perché udiva delle grida di aiuto provenire da un appartamento adiacente al suo. Subito dopo suo posto è giunto un equipaggio della Squadra Volanti dove hanno immediatamente udito le urla provenienti da un appartamento ubicato al secondo piano.

Poi, una volta raggiunta la casa, i poliziotti hanno visto un uomo, in evidente stato di alterazione, che inveiva contro la propria madre e invitato dai poliziotti più volte a mantenere la calma, l’uomo, C.C., 42enne cagliaritano, pregiudicato, ha continuato imperterrito ha offendere e minacciare la madre. Ma i ripetuti inviti ad assumere un atteggiamento più riguardoso non sono stati accolti dall’uomo tanto che gli Agenti hanno dovuto procedere a mettere in sicurezza l’uomo perché il suo comportamento diventava sempre più violento ed infine lo hanno dichiarato in arresto per maltrattamenti in famiglia.

All’interno della casa al momento dell’intervento del personale della Polizia di Stato erano presenti alcune persone tra cui il fratellastro e la giovanissima fidanzata che mostrava chiari segni nel corpo di una recentissima colluttazione. Tutte le persone hanno riferito che la situazione era divenuta insostenibile oramai da diversi mesi. E, nell’ultimo periodo, le violenze fisiche e psicologiche adottate dall’arrestato nei confronti della madre sono state sempre più frequenti con minacce di morte e di voler dar fuoco alla casa.

Quest’ultimo episodio è legato ad un rimprovero fatto dalla madre, intervenuta in soccorso della giovanissima fidanzata, che era stata picchiata dal figlio con calci e pugni.

L’uomo è stato quindi arrestato e condotto negli uffici della Questura dove ha continuato ad inveire contro la madre e contro i poliziotti e, quindi, al termine degli accertamenti di rito su disposizione del PM di turno è stato accompagnato e rinchiuso presso la casa circondariale di Uta a disposizione dell’A.G.

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