Acli provinciale Cagliari – Domani è la Giornata del Lavoro domestico: “Scoloriamo il lavoro nero”

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Cagliari, 15 Giu 2019 – Con l’invecchiamento progressivo della popolazione cresce sempre più la necessità di avere un aiuto in casa non solamente per sbrigare le faccende domestiche. Le famiglie hanno sempre maggiore bisogno di un’assistenza qualificata che sia in grado di restare al fianco di un anziano in caso di malattia o che sia formata per dare risposta alle esigenze di una terza età sempre più lunga.

La professionalità, si sa, ha un costo, e le famiglie, tra l’urgenza del momento e la mancanza di redditi adeguati, hanno difficoltà a sostenerlo o, in alcuni casi, si perdono nella burocrazia: “Si attiva così un meccanismo perverso che, in troppi casi, porta al lavoro nero – dice il presidente di Acli Cagliari Mauro Carta –. Come Acli forniamo tramite i CAF e il Patronato tutta l’assistenza necessaria per le pratiche di assunzione, da qualche mese, inoltre, a livello nazionale è stato attivato il portale AcliColfOnline dove è possibile reperire tutta la normativa su assunzioni, retribuzione (compresi i minimi aggiornati al 2019) e contribuzione. Questa giornata è l’occasione perfetta per diffondere la cultura della legalità e impegnarsi per far uscire dal sommerso migliaia di lavoratori”.

Le Acli di Cagliari da diversi anni sono impegnate nella formazione delle colf e badanti: “l’obiettivo è quello di migliorare le competenze di lavoratrici e lavoratori che operano nel settore – prosegue Carta –, non soltanto per rendere più funzionale e sostenibile il loro impegno lavorativo, ma anche per migliorare la gestione generale di alcune problematiche legate alla cura in ambito familiare”.

Lavoratori domestici regolari in Sardegna: la maggior parte sono italiani

Gli uffici Acli hanno raccolto gli ultimi dati Inps disponibili sul fenomeno in un report che evidenzia alcuni aspetti non banali. In Sardegna sono 44.259 i lavoratori domestici registrati nel 2017 dall’Istat. Oltre 40mila sono donne, e se nel resto d’Italia sono principalmente gli stranieri ad essere impiegati in casa, nell’Isola la percentuale degli italiani sfiora l’80% del totale (35.052 contro 9.207).

Per quanto attiene alla provenienza geografica, dei lavoratori stranieri, la maggioranza proviene dall’Europa Orientale (70 per cento), seguita dalla rappresentanza orientale, composta quasi esclusivamente dai filippini, che nel 2017 erano 1004 e rappresentavano il 10,9 per cento del totale con un picco di concentrazione che nella provincia di Cagliari dove i collaboratori domestici filippini raggiungono il 21 per cento del totale. La terza area geografica di riferimento per i lavori domestici è il nord Africa che nel 2017 era rappresentato da 612 addetti che incidevano sul conto totale per il 6,6 per cento del totale.

È da precisare la distinzione tra colf e badanti. Con il primo termine ci si riferisce a quei lavoratori che si occupano principalmente delle faccende domestiche, ossia un’attività lavorativa prestata in modo diretto ed esclusivo al soddisfacimento delle esigenze familiari. Con il secondo termine, invece, si indicano coloro che si occupano essenzialmente dell’assistenza alla persona, specie degli anziani, dei malati e delle persone non autosufficienti. I dati sardi evidenziano una preponderanza di badanti che costituiscono circa il 66% del totale dei lavoratori (contro il 46% nazionale, probabilmente a causa dell’indice di vecchiaia della popolazione isolana), anche se in molti casi il lavoratore c.d. badante finisce per espletare altresì le funzioni di colf, finendo in tal modo per condizionare il rilevamento. Com

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