Più di 21mila imprese, quasi 57mila addetti e oltre 2 miliardi di euro di valore aggiunto: ecco il “tesoro” di Cagliari nel dossier di Confartigianato.

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Cagliari, 12 Giun 2019 – Oltre 2 miliardi di valore aggiunto, più di 21mila imprese, di cui 3mila artigiane, e lavoro per quasi 57mila addetti.

È questo il “tesoro di Cagliari” – si legge in una nota di Confartigianato – che emerge dal dossier elaborato dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna che, analizzando i dati di Istat, UnionCamere e Mef degli ultimi dal 2013 al 2018, ha fotografato la situazione del sistema produttivo e della popolazione del Capoluogo che presto andrà al rinnovo dell’Amministrazione Comunale.

È una Città con due facce quella descritta dai dell’Associazione Artigiana: nella prima crescono le attività produttive, gli abitanti e le famiglie, nella seconda diminuiscono le imprese artigiane e il reddito pro capite dei cittadini.

Malgrado una crisi ancora difficile da sconfiggere, batte forte il cuore imprenditoriale del Capoluogo, una vera miniera di attività, affari, economia, lavoro diretto e indiretto; il “sistema”, infatti, negli ultimi 5 anni ha visto accrescere di 630 unità il proprio “patrimonio produttivo”, passato dalle 20.650 unità per arrivare alle attuali 21.280, che offre lavoro a 56.630 addetti, ma che ha anche assistito alla scomparsa di 301 attività artigiane, passate dalle 3.102 e arrivate alle attuali 2.801, nelle quali continuano a produrre 5.526 lavoratori.

In tutta Cagliari, ben 14.222 imprese operano nei Servizi (il 66,8% di tutte le attività), 2.027 nelle Costruzioni (il 9,5%), 1.290 nel Manifatturiero (il 6,1%) e il 3.741 in altre tipologie di impresa. Le prime 10 divisioni di attività per maggior numero di imprese totali sono: Commercio al dettaglio (escluso quello di autoveicoli e di motocicli) con 4.028 imprese, pari al 18,9% delle 21.280 imprese totali presenti nel comune, Commercio all’ingrosso (escluso quello di autoveicoli e di motocicli) con 1.863 imprese, pari all’8,8% del totale, Attività dei servizi di ristorazione con 1.566 imprese, pari al 7,4% del totale, Costruzione di edifici con 1.304 imprese, pari al 6,1% del totale, Attività immobiliari con 754 imprese, pari al 3,5% del totale, Altre attività di servizi per la persona con 690 imprese, pari al 3,2% del totale, Lavori di costruzione specializzati con 660 imprese, pari al 3,1% del totale, Commercio all’ingrosso e al dettaglio e riparazione di autoveicoli e motocicli con 536 imprese, pari al 2,5% del totale, Attività ausiliarie dei servizi finanziari e delle attività assicurative con 434 imprese, pari al 2,0% del totale e Attività dei servizi d’informazione e altri servizi informatici con 403 imprese, pari all’1,9% del totale.

Tra queste osserviamo, sempre negli ultimi 5 anni (2013-2018), un incremento del numero di imprese di ristorazione (254 imprese in più), dei servizi per la persona (94 imprese in più), Commercio al dettaglio (escluso quello di autoveicoli e di motocicli) che conta 71 imprese in più, Attività immobiliari (66 imprese in più) e Costruzione di edifici (27 imprese in più). Resta invece stazionario il numero di imprese per Commercio all’ingrosso e al dettaglio e riparazione di autoveicoli e motocicli. Al contrario, si registra una dinamica negativa per Lavori di costruzione specializzati (-17 imprese), Attività dei servizi d’informazione e altri servizi informatici (-20 imprese), Attività ausiliarie dei servizi finanziari e delle attività assicurative (-22 imprese) e Commercio all’ingrosso (escluso quello di autoveicoli e di motocicli) (-117 imprese).

L’artigianato rappresenta il 13,2% di tutto il tessuto produttivo del territorio cittadino. Nel dettaglio, al 2018, le imprese artigiani all’interno della città sono state 2.801, 52 in meno rispetto al 2017 e 301 in meno rispetto a 5 anni fa. Nel comparto, le imprese di Servizi sono quelle più rappresentate con 1.639 attività (11,5% di tutto dell’artigianato), seguiti dal Manifatturiero con 661 (51,2%), dalle Costruzioni con 490 (24,2%) e da altre attività con 11. La dinamica rilevata nell’ultimo anno (2018) per ciascuno di questi macro settori è negativa sia per il primo (-21 unità), che per il secondo (-22 unità) e il terzo (-7 unità). Rispetto al 2013, invece, nel Comune di Cagliari si contano 74 imprese artigiane Manifatturiere in meno, 66 imprese artigiane delle Costruzioni in meno e 153 imprese artigiane dei Servizi in meno.  Tra le prime tipologie di impresa artigiana troviamo le Attività di Servizi per la Persona (470 imprese, pari al 16,8% del totale artigianato), Lavori di costruzione specializzati (340 imprese, pari al 12,1% del totale artigianato), Ristorazione con 285 imprese (10,2% del totale artigianato), Commercio all’ingrosso e al dettaglio e riparazione di autoveicoli e motocicli (236 imprese, pari all’8,4% del totale artigianato).

Tra queste, negli ultimi 5 anni (2013-2018), osserviamo un incremento del numero di imprese per Attività dei servizi di ristorazione (+10 imprese) e per Altre attività di servizi per la persona (+3 imprese) e un decremento per Fabbricazione di prodotti in metallo (esclusi macchinari e attrezzature) (-2 imprese), Riparazione di computer e di beni per uso personale e per la casa (-13 imprese), Attività di servizi per edifici e paesaggio (-16 imprese).

La struttura imprenditoriale – L’analisi dei dati sulle imprese cagliaritane dimostra come la micro-piccola impresa ricopra un ruolo centrale: il 99,4% delle imprese presenti nella città hanno meno di 50 addetti e occupano il 72,7% di tutti i lavoratori dipendenti e indipendenti.

Gli occupati – Come anticipato, sono 56.630 gli occupati nelle imprese non agricole della città, di cui il 69,1% sono dipendenti e il 30,9% indipendenti. 1 occupato su 10 (10,3%) lavora in un’impresa artigiana, di questi il 52,4% sono dipendenti e il 47,6% indipendenti.

Il valore aggiunto della produzione – Le imprese del Manifatturiero esteso, delle Costruzioni e dei Servizi danno un contributo in termine di ricchezza (valore aggiunto) pari a 2,2 miliardi di euro. Il livello di produzione, calcolato rapportato questo valore aggiunto al numero di addetti ammonta a 41.082 euro.

La banda Ultra Larga – Affinché il mondo dell’impresa colga le opportunità che scaturiscono dalla digital transformation in atto sono necessarie a supporto le infrastrutture digitali, quali la banda ultra larga ad elevata velocità di connessione (> a 30 Mbps). Il comune attualmente registra una quota di famiglie connesse in BUL ad elevata velocità di connessione che si attesta al 97,1%.

La vetustà degli immobili – I dati che classificano gli edifici residenziali per epoca di costruzione – dati Istat Censimento 2011 – ci evidenziano che il 76,6% degli edifici presenti nella città sono stati costruiti oltre 30 anni fa (ante 1981). A fronte di tale dato, e considerato il fatto che il settore residenziale è uno dei principali responsabile dell’inquinamento, per alte emissioni di CO2 in atmosfera, necessario diviene dare una spinta agli interventi di efficientamento che possono coinvolgere, comportando anche risvolti positivi per il territorio stesso, le oltre 2 mila imprese dell’edilizia e dell’installazione l’impianti.

Popolazione e famiglie – Sono 154.106 i residenti nel comune di Cagliari al 1° gennaio 2018, 4.531 in più rispetto a 5 anni fa (2013). Di questi 8.936, il 5,8% della popolazione totale, sono di nazionalità straniera. La popolazione straniera in 5 anni conta 3.706 unità in più. Le famiglie presenti nel comune sono 76.094, 3.130 in più rispetto a 5 anni fa.

Il reddito pro capite – Il reddito pro capite dei cagliaritani è passato dai 16.311 euro del 2013 ai 15.852 del 2018, con una perdita di 459 euro.

“Cagliari ha tante tipologie d’impresa e tutte, indifferentemente, contribuiscono ad accrescere il grado di benessere dei cittadini e del territorio –  affermano nel comunicato Luca Murgianu e Pietro Paolo Spada, rispettivamente Presidente e Segretario di Confartigianato Sud Sardegna – in quasi tutti i casi lo sviluppo e il successo delle attività imprenditoriali sono condizionate dall’atteggiamento e l’attenzione delle Amministrazioni Locali”.

Tra queste vi sono la chiarezza delle regole da osservare per il primo impianto e per le trasformazioni di una attività economica e il tempo necessario per ottenere le autorizzazioni obbligatorie all’avvio dell’impresa.

Per l’Associazione Artigiana, conclude la nota – è l’edilizia privata una delle attività imprenditoriali cittadine che meritano un’attenzione particolare. Questo è infatti un settore che da solo è in grado di mettere in moto una filiera che coinvolge molteplici comparti produttivi con effetti economici moltiplicativi che hanno pochi eguali. Tale attività, infatti, attraverso la riqualificazione del patrimonio immobiliare privato, il decoro degli immobili (quindi l’estetica della città), l’efficientamento energetico degli stessi, potrebbe influire in modo positivo nello sviluppo e nella riqualificazione della città. Com

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