Sea Watch, sbarcheranno a Lampedusa bambini accompagnati e un uomo in precarie condizioni

Bambini e genitori sbarcati da Sea Watch

Lampedusa, 17 Magg 2019 – Sbarcheranno a Lampedusa donne, bambini e famiglie a bordo della Sea Watch 3. Questa la decisione presa sulla nave umanitaria che da ore si trova a 15 miglia da Lampedusa e diffidata dall’entrare in acque italiane. Una situazione quella sulla nave che ha destato forti preoccupazioni.

Sono complessivamente 18 i migranti a bordo della Sea Watch ai quali è stato concesso di sbarcare, rendono noto fonti del Viminale secondo le quali l’autorizzazione è stata concessa “solo ai bambini accompagnati e ad un uomo in precarie condizioni di salute”. A bordo delle motovedette della Guardia Costiera saliranno dunque sette bambini con i genitori, sette madri e tre padri. Più il migrante con gravi problemi di salute. “Le autorità italiane ci hanno dato la disponibilità a fare sbarcare le famiglie presenti a bordo: bambini, madri, padri e una donna ferita. Il trasbordo sulla motovedetta della guardia costiera è in corso”, ha scritto in un tweet Sea Watch.

“C’è una donna ustionata che ha bisogno di trattamenti” aveva scritto su twitter la ong. “Molti sono a rischio disidratazione e i bambini sono traumatizzati dalla permanenza nelle prigioni libiche e rischiano ulteriori danni psicologici”.

La vicenda ha provocato per tutta la giornata un botta e risposta tra il ministro dell’Interno Matteo Salvini che ha ribadito la chiusura dei porti e la ong che ha chiesto di soccorrere le persone per portarle al più presto in un porto sicuro.

“Siamo a 15 miglia da Lampedusa, a bordo abbiamo 65 persone, alcune disidratate, e alcuni bambini piccoli. Le condizioni meteo sono cattive”. A dirlo era stato stamane il comandante della Sea Watch 3, Arturo Centore. A bordo anche 22 uomini dell’equipaggio tra cui 4 medici. La Sea Watch 3 ha soccorso i 65 migranti il 15 maggio a 30 miglia dalle coste libiche. “Una motovedetta libica, con fare minaccioso, ci ha detto di allontanarci, non eravamo i benvenuti”, ha raccontato all’ANSA il comandante Arturo Centore. “Siamo quindi stati allontanati. Mi sono diretto verso nord anche perché le condizioni meteo sono state e sono cattive”.

“Una nave di una ong straniera sfida la guardia di finanza! Erano prima in acque libiche e poi in acque maltesi, ma mettendo a rischio la vita degli immigrati a bordo vogliono a tutti i costi arrivare in Italia. Questi non sono soccorritori ma scafisti, e come tali verranno trattati. Per i trafficanti di esseri umani i porti italiani sono e rimangono chiusi”, aveva scritto su twitter il ministro dell’Interno Matteo Salvini.

“E se qualche procuratore vuole indagarmi o processarmi anche per questo, faccia pure! Per difendere l’Italia e gli italiani, non ho paura di niente e di nessuno. Porti chiusi”, aveva ribadito Salvini via social.

Su SeaWatch3, “confermata la linea dura del Viminale. La nave sta rispettando la diffida della Guardia di Finanza e ha ricevuto indicazioni di fare rotta verso la Tunisia”, avevano fatto sapere ad un certo punto della giornata fonti del Viminale.

“Io non posso commentare la supponenza e arroganza di questo tipo che ricorda Renzi quando gli chiedevano di far dimettere la Boschi”. Così il vicepremier Luigi Di Maio, oggi a Torino, commentando le parole di Salvini sul premier Conte sul caso Sea Watch. “Una cosa è certa – ha aggiunto – questa prepotenza aumenta soprattutto sul tema dell’immigrazione, quando la Lega è in difficoltà con gli scandali di corruzione”. “Io non ci sto – ha concluso – a rappresentare questo grande stratagemma per distrarre dall’emergenza del Paese che non è in questo momento l’immigrazione ma la corruzione”.

Già ieri la Ong tedesca ha mandato un appello: “I 65 naufraghi hanno bisogno di un porto sicuro ora”, è l’appello della ong tedesca. Finora caduto nel vuoto. Né l’Olanda, Stato di bandiera della nave, né l’Italia, né Malta “ci hanno fornito supporto o indicazioni. Ancora una volta, siamo soli”. “Il nostro team medico a bordo riporta casi di ustioni gravi dovuti alla miscela di carburante e acqua del mare”.

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