La Via Crucis di Papa Francesco: dedicata a migranti, prostitute e bambini violati

La via crucis di Roma evoca il calvario dei migranti

Roma, 20 Apr 2019 – Papa Francesco è al Colosseo per la tradizionale Via Crucis. Al suo arrivo, il Pontefice è stato accolto dalla sindaca della città, Virginia Raggi, e si è intrattenuto a parlare con suor Eugenia Bonetti, missionaria della Consolata che si occupa di lotta alla tratta delle persone, presidente dell’associazione ‘Slaves no more’ e che quest’anno ha preparato le meditazioni.

Volontari, famiglie italiane e stranieri, missionari e religiose, un disabile e una donna che si è sottratta al giro della prostituzione con la figlia. Sono loro che porteranno la croce lungo le 14 stazioni della Via Crucis al Colosseo. Nella prima e ultima stazione a portare la croce sarà il vicario di Roma, il cardinale Angelo De Donatis. Nella seconda stazione ci sarà una famiglia italiana: Antonio Lipari, Laura Amico, Gaia e Claudio. Nella terza, le suore Pallottine del Brasile e dell’India, suor Venicia Meurer e suor Lilly Nanat. Alla IV stazione saranno i volontari dell’Unitalsi a portare la croce. Tra loro il disabile Costantino Fois, Con lui, Francesco Diella (barelliere) Maria Gisella Molina (sorella assistenza); Carla Capuano (sorella assistenza). Nella V stazione a portare la croce saranno Patrizia Mason, Laura Manzato e Laura Ferrario. Un’altra famiglia italiana, Stanizzi, sarà portatrice della croce nella VI stazione. Nella VII stazione la croce sarà portata dai polacchi Jakub Sniec e Roza Mika. Nella VIII Francesca Armogida e Giovanni Giuliani, mentre nella IX stazione la croce sarà sorretta da suor Anelia Gomez Da Paiva, missionaria della Consolata (consorella di suor Eugenia Bonetti), insieme a Lucia Capuzzi. Nella X stazione la croce sarà portata dalla suora Canossiana Josephine Sim, insieme alla nigeriana Patricia Ogiefa accompagnata dalla figlia Cristina Ogiefa. Nella IX stazione sarà suor Rita Giaretta a sorreggere la croce insieme a Ezekiel Joy (Casa Rut – Caserta). Nella XII stazione, suor Mihaela Elizabeta Balauca (Ponte Galeria) con Maria Leonor Jardon (Unità di strada). La croce della XIII stazione sarà invece portata da un missionario siriano, padre Francois Shamiyeh e da padre Theodorus Beta Herdistyan dei Frati di Terra Santa. A portare le torce invece due giovani italiani: Giovanni Settimio e Gianluca Silva.

Migranti rinchiusi in ‘campi di raccolta simili a lager’ nei Paesi di transito e respinti da un ‘porto sicuro’ nei paesi di approdo, poveri la cui carne è sfruttata dai ricchi, prostitute sfruttate, schernite e ustionate lungo le strade delle nostre città e madri rimaste in Africa che soffrirebbero come Maria ai piedi di Gesù in croce: sono i protagonisti delle meditazioni preparate da suor Eugenia Bonetti, missionaria della Consolata impegnata contro la tratta delle persone, per la Via Crucis presieduta al Colosseo questa sera, venerdì santo, da Papa Francesco. Ognuna della 14 stazioni sarà commentata con il testo preparato da suor Bonetti: ‘Purtroppo tra le prostitute ci sono anche donne che sfruttano altre donne. Noi vogliamo essere donne che aiutano altre donne per difendere la loro dignità’, ha detto la religiosa, presidente dell’Associazione “Slaves no more”, mai più schiave, e coordinatrice della rete internazionale di Talitha Kum.Alla prima stazione della Via Crucis viene posta in risalto la figura di Maria. ‘Signore, chi più di tua Madre ha saputo essere tua discepola?’, si legge nel testo. ‘Quante mamme ancora oggi vivono l’esperienza di tua Madre e piangono per la sorte delle loro figlie e dei loro figli? Quante, dopo averli generati e dati alla luce, li vedono soffrire e morire per malattie, per mancanza di cibo, di acqua, di cure mediche e di opportunità di vita e di futuro? Ti preghiamo per coloro che ricoprono ruoli di responsabilità, perché ascoltino il grido dei poveri che sale a te da ogni parte del globo. Grido di tutte quelle giovani vite, che in modi diversi, sono condannate a morte dall’indifferenza generata da politiche esclusive ed egoiste. Che a nessuno dei tuoi figli manchi il lavoro e il necessario per una vita onesta e dignitosa’.

La celebrazione della Passione era cominciata nella Basilica di San Pietro, dove il Papa, giunto davanti all’altare, si è prostrato a terra, come vuole la tradizione, e tutti si sono inginocchiati. Poi, una volta rialzatosi, dopo aver rimesso lo zucchetto, a mani giunte, Francesco ha recitato il Reminiscere. Nella Liturgia della Parola viene letto il racconto della Passione secondo Giovanni. A tenere l’omelia, il Predicatore della Casa Pontificia, padre Raniero Cantalamessa. La Liturgia della Passione è proseguita con la Preghiera universale e l’adorazione della Santa Croce e si è conclusa con la comunione.

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