Terrorismo, fermati due lupi solitari: si addestravano per combattere con l’Isis

Scoperti due giovani in Italia che si addestravano per combat tere con l'isis

Palermo, 17 Apr 2019 – Si sono addestrati per mesi per compiere atti terroristici e di sabotaggio preparandosi all’uso di armi e allenandosi per raggiungere una preparazione fisica e militare idonea a combattere a fianco dei miliziani dell’Isis in Siria. È una delle accuse che i Pubblico Ministero di Palermo muovono a Giuseppe Frittitta, 25 anni, palermitano, e a Ossama Gafhir, marocchino, fermati per istigazione a commettere reati di terrorismo e autoaddestramento per compiere atti terroristici.

Il palermitano è domiciliato a Bernareggio, in provincia di Monza e Brianza e il marocchino a Cerano in provincia di Novara. Sono stati gli investigatori della Sezione Antiterrorismo della Digos di Palermo ad acclarare le responsabilità dei due soggetti.

L’italiano, convertito all’Islam, è gravemente indiziato dei reati di istigazione a delinquere ai sensi dell’art. 414 in relazione all’art.270 sexies c.p., per essersi reso responsabile di aver pubblicamente fatto apologia di più delitti in materia di terrorismo, condividendo materiale avente carattere estremista-jihadista e mantenendo i contatti con soggetti, italiani e non, convertiti alla fede islamica noti per il loro livello di radicalizzazione.

Venivano usati i social network per condividere materiale di propaganda dell’estremismo jihadista e soprattutto dello Stato Islamico (Daesh) sia di tipo documentale (infografie, istruzioni, mappe, vessilli, testi di discorsi estremisti riportanti il simbolo dell’Isis e altro) sia di tipo video-fotografico (scene e canti di guerra, immagini di guerriglieri, video di esplosioni e di combattimenti, e altro).

Il cittadino marocchino è ritenuto responsabile dei reati di istigazione a delinquere ex art. 302 c.p., per aver istigato il giovane palermitano a compiere delitti contro la personalità internazionale ed interna dello Stato e, i delitti di terrorismo internazionale di cui agli artt. 270-bis ss. c.p., inviandogli attraverso strumenti informatici e telematici materiale di propaganda dello Stato Islamico, informazioni relative ai combattimenti in corso in Siria, canti di guerra, video propagandistici e di combattimenti, vessilli e immagini di guerre, e invitandolo ripetutamente ad addestrarsi per recarsi a combattere nei territori occupati dallo Stato Islamico.

Ai due sono inoltre stati contestati i reati di addestramento ad attività con finalità di terrorismo anche internazionale, ai sensi dell’art.270 quinquies c.p., in relazione all’art. 270 sexies c.p., per essersi addestrati, sia in concorso tra loro che separatamente, per il compimento di atti di natura terroristica, avendo acquisito, anche autonomamente, istruzioni per il compimento di atti di violenza ovvero di sabotaggio di servizi pubblici essenziali, anche rivolti contro uno Stato estero, e in particolare addestrandosi all’uso di armi, allenandosi per raggiungere una preparazione fisica e militare idonea a combattere a fianco dei miliziani dell’Isis in Siria.

Oltre ai due fermi, sono state eseguite diverse perquisizioni domiciliari anche nei confronti di altri soggetti, per cercare materiale di propaganda di azioni di natura sovversiva ed eversiva.

Secondo la Procura della Repubblica di Palermo i due si sono radicalizzati venendo considerati veri e propri “lupi solitari” pronti al suicidio, non potendo più andare a combattere in Siria sotto la bandiera di Daesh. Le indagini sono coordinate dal procuratore aggiunto Marzia Sabella e dal sostituto Calogero Ferrara.

“Frittitta pur fiducioso che la figura del Califfo possa da sé riuscire a fare applicare la legge di Allah, condivideva espressamente – sostengono i Pm – il pensiero di Ghafir, circa la necessità di usare la violenza e crudeltà, uccidendo, uno ad uno, tutti i traditori mettendoli in fila”. “Miscredenti” per lui erano anche i genitori che non lo riconoscevano più: “Non avete più potere su di me”. Pronti ad andare contro tutto e tutti. E a colpire, dunque. Si legge in una chat dal tono inquietante: “Mi sono preso troppo di collera, ho sbagliato due volte strada. Mancava poco e Yusuf faceva un casino in autostrada…”.

La fratellanza tra i due li portava a condividere tra loro i momenti di forte disagio legati all’impossibilità di potere essere “musulmani al 100%”, in quanto il paese in cui vivevano, a loro dire, non lo consentiva. È proprio questo malessere interiore che accresce la loro radicalizzazione e rafforza in loro l’idea di seguire la “hijira” (migrazione) e recarsi in Siria, ossia in “dar-ul-islam” (terra dell’Islam). Dalle conversazioni emerge anche l’interesse per le tecniche di addestramento, militare e non. A settembre discutono delle attività prescelte – survival, soft air (guerra simulata) e cross fit, ad esempio, utili per prepararsi ai combattimenti in Siria. E parlano delle armi (da soft air) utilizzate durante gli allenamenti potevano essere più utili per prepararsi ai combattimenti in Siria. Dice Frittitta: “Avere una cosa in mano di 3 o 4 chili è una cosa pesante. Io ho fatto soft air”. Mentre Ghafir risponde: “Io ho il G36 che pesa 2.8”. E il palermitano ribatte: “Era un macigno portarlo per 5-6 ore, io avevo Aku71as”.

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