Moscovici: L’Italia pericolosa per tutta l’eurozona, in stagnazione è fonte incertezza.

Moscovic_commissario affari economici ue

Bruxelles, 12 Apr 2019 – “L’Italia sta soffrendo una situazione di stagnazione se non di recessione. E la situazione italiana è fonte di incertezza per tutta l’Eurozona”: lo ha detto il commissario Ue per gli affari economici e monetari, Pierre Moscovici, parlando a margine dei lavori del Fmi con Class Cnbc e Sky Tg24. “Servono riforme strutturali vere e credibili e misure per la crescita. E non è questione di essere duri, ma il debito deve calare”.

“Prenderemo le nostre decisioni sull’Italia sulla base delle nostre stime”. “La nostra decisone sarà il 7 maggio e dovranno tornare i conti sulla base delle nostre indicazioni”, ha sottolineato Moscovici.

Anche Christine Lagarde chiede misure “credibili” che trasformino le intenzioni del governo italiano in risultati tangibili.  Ignazio Visco fa notare che il reddito di cittadinanza e quota 100 “avranno un effetto” aiutando la domanda aggregata “ma potrebbero non aiutare la produttività” in un Paese la cui crescita anemica è un “problema strutturale”. Valdis Dombrovskis punta il dito contro il governo giallo-verde, responsabile secondo lui del fatto che l’Italia abbia subito il “rallentamento più pronunciato” tra tutti i Paesi della Ue. Dagli Stati Uniti sono molteplici i messaggi diretti a Roma, dove le stime di crescita nazionale per il 2019 sono state tagliate dello 0,8% rispetto a quelle di dicembre a un +0,2%. Da Washington, la direttrice generale del Fondo monetario internazionale è stata chiara. Quello che serve in Italia, ha detto nella conferenza con cui i lavori primaverili dell’istituto entrano nel vivo, è “l’identificazione di misure credibili che portino ai risultati espressi dalle intenzioni” delle autorità. Due giorni dopo l’ennesimo taglio compiuto dall’Fmi delle sue stime di crescita per il nostro Paese (il cui Pil è visto salire nel 2019 dello 0,1% e non più dello 0,6% stimato solo a gennaio), Lagarde ha detto: “Vorremmo vedere misure reali solide e capire esattamente come possano essere confrontate alle intenzioni”. A pochi isolati di distanza, il governatore della Banca d’Italia ha sostenuto che “il debito pubblico va tenuto sotto controllo”. E rispondendo alle varie domande che gli sono state fatte al Council on Foreign Relations di Washington, lui ha spiegato che la nostra economia “in media è cresciuta dell’1% in meno l’anno rispetto agli altri Paesi europei” e che “reddito di cittadinanza e quota 100 sono come le misure di politica monetaria, aiutano la domanda aggregata ma non incidono sulla produttività”. Secondo lui nel nostro Paese servono “cambiamenti strutturali” che includono investimenti in nuove tecnologie e in capitale umano. Facendo notare che le esportazioni italiane tengono nonostante le tensioni commerciali in corso, Visco ha poi rassicurato il suo pubblico: in Europa “non siamo vicini a una recessione”.

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