Caso Ruby, morta con sospetto di avvelenamento Imane Fadil testimone chiave del processo Ruby ter: Pm apre un’inchiesta

Morta pare avvelenata la testimone chiave del ruby ter contro Berlusconi

Milano, 15 Mar 2019 – Imane Fadil, una delle testimoni chiave delle inchieste del Rubygate, è morta il 1 marzo scorso dopo un lungo ricovero alla clinica Humanitas di Rozzano, alle porte di Milano. La 34enne marocchina, che aveva chiesto di esser parte civile nel processo Ruby Ter che vede tra gli imputati l’ex premier Silvio Berlusconi, potrebbe essere stata avvelenata. Lei stessa aveva rivelato al suo avvocato ed al fratello che temeva di essere stata avvelenata. E da quanto è stato riferito in procura, dalle cartelle cliniche sarebbe emersa una “sintomatologia da avvelenamento”.

A comunicare il decesso della modella è stato il procuratore di Milano Francesco Greco che a LaPresse ha confermato che “la Procura di Milano ha aperto un’inchiesta sulla sua morte e al momento tutte le ipotesi investigative sono aperte”, inclusa quella di una morte per avvelenamento.

“Nessuna ipotesi può essere esclusa”, ha spiegato il procuratore Francesco Greco. Nei giorni scorsi, la Procura ha anche disposto il sequestro dei campioni di sangue prelevati durante il ricovero. Stando a quanto riferito dal magistrato, Imane Fadil, che viveva a Milano col compagno, è stata ricoverata dapprima in terapia intensiva e poi trasferita in Rianimazione. Lamentava forti dolori al ventre, gonfiore addominali e altri sintomi “che possono essere compatibili anche con altre patologie”.

Tuttavia, ha precisato Greco, “non è stata individuata con certezza dai medici nessuna patologia a cui ricondurre il decesso”. Nei prossimi giorni sarà eseguita l’autopsia. “Speriamo che la scienza sia in grado di dirci com’è morta”, si è augurato il procuratore il quale ha inoltre riferito che la donna “non aveva fatto viaggi in Paesi esotici negli ultimi due mesi”.

Ricoverata all’ospedale ‘Humanitas’ il 29 gennaio scorso, Imane Fadil è morta il primo marzo scorso dopo quello che il procuratore Greco ha definito “un calvario”. Nella cartella clinica, ha detto Greco, “c’erano diverse anomalie”. Anche per questo, è stata disposta l’autopsia e il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano, che rappresenta l’accusa nel processo Ruby ter, ha aperto un’indagine nell’ambito della quale sono già stati sentiti diversi testimoni.

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