Confindustria, giovani imprenditori: oltre la disinformazione con uno sguardo al futuro.

confindustria sardegna meridionale

Cagliari, 12 Feb 2019 – A distanza di una settimana dall’inizio delle manifestazioni il clima si fa sempre più teso nonostante l’apertura degli imprenditori e del Governo che nella giornata di ieri ha convocato il tavolo di filiera per giovedì 21 per trovare una soluzione.

Questa riduzione dei prezzi ha creato danni a tutta la filiera, comprese le imprese di trasformazione che si sono ritrovate con il valore dei prodotti in magazzino ridotto di oltre il 30%.

Negli ultimi giorni purtroppo ha prevalso la disinformazione dando spazio alle false notizie e libere interpretazioni e si è data la possibilità anche a chi non conosceva il settore di esprimere il proprio parere, fomentando ulteriori odi e violenze.

Calcoli del prezzo del formaggio presi direttamente dal bancone del supermercato ignorando quali siano i margini della grande distribuzione, confusione tra latte ovino e vaccino, mancata considerazione dei costi legati alla gestione, al marketing, e alla ricerca e sviluppo, sono solo alcuni esempi di questa disinformazione.

Inoltre, anche dalle istituzioni sono arrivate delle informazioni totalmente inesatte in merito alla produzione di formaggio DOP con latte estero. Vogliamo ricordare che il Disciplinare delle DOP sarde prevede l’utilizzo solo ed esclusivamente del latte del territorio di origine; per questo le aziende sono controllate sia da un sistema di tracciabilità che dal Ministero delle Politiche Agricole (MIPAAF)

Spetta soprattutto a noi giovani il dovere non solo di condividere le informazioni ma anche di verificarle.

Tutti noi sardi dovremo andare oltre lo stereotipo di “pocos, locos y mal unidos” (pochi, pazzi e malamente uniti) e terminare questa divisione che ormai ha assunto le fattezze di una guerra fratricida.

Siamo convinti che la sostenibilità del settore avvenga solo attraverso il benessere di entrambe le parti, condividendo obiettivi e visione del futuro.

Perché attraverso i nostri prodotti esportiamo anche la nostra cultura e il nostro territorio e abbiamo ben chiara la nostra storia e le nostre tradizioni.

Siamo ampiamente fiduciosi inoltre, che il consumatore finale, vista la sensibilità dimostrata al problema, al momento della scelta dei prodotti, si assumerà la responsabilità di prediligere un prodotto sardo piuttosto che un’alternativa più economica.

Infine, auspichiamo che fin da subito si ritrovi un dialogo in un clima sereno e costruttivo che possa permettere di dare visione a tutta la filiera del settore lattiero-caseario che rappresenta nel suo insieme una delle più grandi eccellenze della Sardegna. Com

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