Fotografo italiano Gabriele Micalizzi ferito a Deir Ezzor in Siria

Fotografo italiano ferito in Siria

Siria, 11 Gen 2019 – Un fotografo italiano freelance, Gabriele Micalizzi, 34 anni, è rimasto ferito a Deir Ezzor, nell’est della Siria. A quanto si apprende, il giornalista, di origini milanesi, era impegnato in un servizio con un collega della Cnn per documentare l’offensiva delle forze curdo-siriane, appoggiata dagli Usa, contro l’ultima roccaforte dell’Isis, in un fazzoletto di terra nella zona al confine con l’Iraq.

Il fotografo non sarebbe in pericolo di vita: sarebbe stato ferito “da schegge di un razzo”, fanno sapere fonti curde. Sarà rimpatriato quanto prima in Italia, riferisce il Rojava Information Center, che fa capo alle forze curdo-siriane che guidano l’offensiva nella zona di Baghuz, sulla riva orientale dell’Eufrate.

Micalizzi “è già a bordo di un elicottero della Coalizione internazionale in volo verso Baghdad”, è “stato ferito gravemente al volto da schegge di Rpg, ma non sembra essere in pericolo di vita”: lo riferisce Alessandro Sala, del collettivo CesuraLab, fondato dallo stesso Micalizzi, Luca Santese e Andrea Rocchelli, ucciso durante la guerra in Ucraina nel 2014.

Gabriele Micalizzi è noto a livello internazionale per i suoi reportage di guerra. Diplomato all’Accademia di Belle Arti – si legge sulla sua biografia online – ha iniziato coprendo notizie locali a Milano e successivamente ha focalizzato la sua attenzione sul Medio Oriente ed altre aree di crisi.

Le sue foto sono state pubblicate da New York Times, New Yorker, Newsweek, Wall Street Journal e, in Italia, da Espresso, Repubblica, Internazionale e Corriere della Sera. È stato il fondatore del collettivo di fotografia ‘Cesura Lab’ insieme a Luca Santese e Andrea Rocchelli, ucciso durante la guerra in Ucraina nel 2014.

In Siria, infuria la battaglia per la riconquista dell’ultima roccaforte dell’Isis, un fazzoletto di terra attorno al villaggio di Baghouz, sulla riva orientale del fiume Eufrate, molto vicino al confine con l’Iraq, dove sono asserragliati circa 600 miliziani irriducibili, per la maggior parte stranieri.

Le forze siriane sostenute dagli Stati Uniti affermano di “aver catturato 41 posizioni detenute dall’Isis e distrutto fortificazioni” nella feroce battaglia per riconquistare l’ultima enclave del gruppo armato nella Siria orientale. È l’ultima offensiva per liberare l’area, dopo che 20mila civili sono stati evacuati dalla provincia di Deir Ezzor, secondo Mustafa Bali, un portavoce delle Forze Democratiche siriane.

Nel 2014 l’Isis creò il cosiddetto ‘califfato’ a cavallo della Siria e del vicino Iraq, ma varie offensive militari hanno ridotto quel territorio a un piccolo enclave al confine iracheno.

Le forze curdo-siriane, sostenute dalla coalizione guidata dagli Stati Uniti, hanno annunciato l’offensiva finale per riconquistare Baghouz sabato nel tardo pomeriggio.

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