Migranti. Sea Watch e Sea Eye in emergenza, oggi vertice Ue

Emergenza profughi a bordo delle navi_migranti rifiutano cibo

Roma, 8 Gen 2019 – La questione migranti sarà oggi sul tavolo del Consiglio dei ministri degli Affari generali Ue a Bruxelles, con le navi delle ong Sea Watch e Sea Eye in emergenza al largo di Malta.

Restano ancora in alto mare i 49 migranti a bordo delle navi di Sea Watch e Sea Eye e con loro le trattative tra i paesi europei, Italia compresa, che da 18 giorni non riescono a trovare un accordo per far sbarcare uomini, donne e bambini salvati nel Mediterraneo centrale dopo essere fuggiti dall’inferno libico. E restano chiusi i porti italiani: “non arriveranno in Italia” ribadisce Matteo Salvini.

Una situazione di stallo che ha spinto papa Francesco a rinnovare per la seconda volta in 48 ore l’appello all’accoglienza dei profughi e che si aggrava sempre di più con il passare delle ore: “alcune persone – è l’allarme che arriva dalle Organizzazioni non governative – hanno iniziato a rifiutare il cibo, la situazione è allo stremo e non possiamo resistere ancora a lungo”.

Per il momento, dunque, è ancora Matteo Salvini a dettare la linea e a ribadire che i porti italiani restano chiusi alle Ong. Far approdare le navi, ribadisce il vicepremier e ministro dell’Interno “sarebbe un segnale di cedimento che fa dire agli scafisti ‘continuiamo ad andare a prenderli perché tanto prima o poi in Italia ci arrivano. Io dico basta”. Salvini ne ha anche per le Ong, “furbetti – dice – che cambiano bandiera e non rispettano le regole. Ci sono una nave olandese e una tedesca in acque maltesi. Malta Germania e Olanda facciano il loro dovere”.

Posizioni sulle quali converge anche il premier Giuseppe Conte dopo aver tentato però di mediare tra l’intransigenza del leader leghista e i malumori di pezzi importanti dei cinque stelle. Palazzo Chigi non smentisce infatti il retroscena del Corriere della Sera nel quale si attribuiva al presidente del Consiglio la proposta di accogliere 15 dei 49 migranti – non solo donne e bambini come aveva chiesto l’altro vicepremier Di Maio ma anche “i mariti, perché non siamo gente che smembra le famiglie” – per dare “un segnale all’Europa. Ma lascia a fonti di governo leghiste sottolineare che tra Salvini, Conte e altri componenti del governo “non c’è alcuna polemica”. Le stesse che poi ribadiscono la linea del ‘Capitano’: “Salvini non cambia posizione e ribadisce la sua contrarietà a qualsiasi arrivo via mare in Italia, per bloccare il traffico di esseri umani. La soluzione sono i corridoi umanitari via aereo per chi scappa davvero dalla guerra”.

A consentire di salvare la faccia a tutti potrebbe essere l’ipotesi che in queste ore gli ambasciatori dei 28 paesi dell’Ue stanno mettendo a punto. Secondo fonti diplomatiche uropee una decina di paesi, tra cui la stessa Italia oltre a Germania, Francia, Portogallo, Olanda, Lussemburgo e Romania, si sono detti disponibili ad accogliere i migranti a patto che Malta apra i suoi porti per lo sbarco. Ma la soluzione ancora non c’è e l’impasse resta visto che La Valletta chiede che oltre ai 49 a bordo di Sea Watch e Sea Eye siano ridistribuiti nei paesi europei anche gli altri 249 profughi salvati nei giorni scorsi dai suoi guardacoste. “Stiamo consumando i telefoni” dicono da Bruxelles per sottolineare la volontà di trovare un accordo ed è possibile che la questione sia discussa pure al Consiglio affari generali di oggi.

E intanto che l’Europa discute, il papa torna a chiedere solidarietà. “Tra i deboli del nostro tempo che la comunità internazionale è chiamata a difendere – ha detto Francesco al corpo diplomatico – ci sono, insieme ai rifugiati, anche i migranti. Ancora una volta desidero richiamare l’attenzione dei Governi affinché si presti aiuto a quanti sono dovuti emigrare a causa del flagello della povertà, di ogni genere di violenza e di persecuzione, come pure delle catastrofi naturali e degli sconvolgimenti climatici, e affinché si facilitino le misure che permettono la loro integrazione sociale nei Paesi di accoglienza”.

Da Malta arriva un appello del vescovo Charles Scicluna, che al microfono di Rainews24 chiede all’Europa “umanità e solidarietà”.

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