Sport e Benessere – Hai realmente bisogno di un Personal Trainer? A cura del Dottor Andrea Melis

Andrea Melis

Cagliari, 31 Dic 2018 – Questa figura è in crisi. Molto in crisi. Ci sono più Personal Trainer a spasso che clienti. Il fenomeno è dilagante e direi largamente allo sbando.

Ho passato un’intera settimana a fare delle ricerche in proposito, in alcuni casi devo dire che mi è piovuta la ” Manna ” dal cielo per questo articolo.

Mi sono soffermato su tre aspetti.

Il primo è quello appunto relativo al discorso del numero sempre più crescente dei colleghi e della loro vera o presunta formazione.

Il secondo è quello concernente il modo di proporsi e pubblicizzarsi.

Il terzo punto, per finire (E qua vi citerò alcune ricerche scientifiche con riferimenti consultabili), verte su cosa dice la scienza internazionale sui risultanti ottenuti senza un Personal Trainer e con un Personal Trainer.

Mica per altro.

La domanda è lecito farsela.

Soprattutto in periodo di feste dove spopolano allettanti offerte sulla premiata ditta

” Training & Nutrizione ”.

Quindi partiamo subito e partiamo appunto dalla domanda del titolo.

” Hai realmente bisogno di un Personal Trainer?”

Mettendomi nei panni di una persona che vuole avvalersi di questo servizio, questa domanda me la sono fatta per tutta la settimana.

Se una persona mi dovesse fare una domanda del genere, per avere la mia opinione personale, sarei fortemente tentato di rispondere di no.

Esatto NO.

Il motivo è semplice.

Ho provato un vago senso di confusione.

Tra Personal Trainer di sesso maschile che si atteggiano a Modelli, mostrando i loro risultati con i clienti, ottenuti attraverso foto di ” Prima e Dopo ” fuorvianti e poco credibili a colleghe (E ce ne sono tante) che propongono, sulla loro pagina Instagram, foto che ritraggono loro stesse e i loro dettagli anatomici (leggermente ) allusivi per accompagnare ipotetici allenamenti proposti, privi di qualunque fondamento scientifico e relativa individualizzazione.

Una foto che mi ha colpito mostrava uno scorcio di un corpo nudo coperto da un velo, con tatuaggi ad hoc nella zona target.

Il titolo della foto era ” Play the Game ”.

Sotto c’era un mini circuito per allenare gli addominali.

L’ area coperta era quella dei genitali.

Della serie stiamo perdendo followers?

Mostriamo le pudenda.

Mi dispiace dirlo, ma l’ho trovato poco professionale e squallido.

Non si possono proporre due esercizi in croce e farli passare da circuito utile.

Un circuito ha dei protocolli.

Un circuito va personalizzato.

Per essere personalizzato si ha bisogno di informazioni.

Informazioni anamnestiche.

Altrimenti in base a cosa si prepara un allenamento?

Andiamo oltre.

Ieri sono stato contattato da una mia futura collega che si sta formando come Fitness Coach in un’Accademia per sole donne nata recentemente, per avere dei consigli su un articolo che sta scrivendo sull’ argomento ” Le donne e l’allenamento con i pesi ”.

Era percepibile la sua ansia.

Non posso darle torto.

L ‘articolo che ha scritto e mi ha rigirato non era convincente e neanche credibile, a mio avviso.

(Sarò ben lieto di sbagliarmi nel caso).

Quando scrivi articoli che non senti tuoi e hai serie difficoltà a trovare un titolo, c’è qualcosa che non va.

Io ho cercato di aiutare la mia collega a capire attraverso delle domande come produrre un elaborato professionale e onesto ma non c’è stato verso.

Voleva praticamente che mettessi le mie competenze a sua disposizione per farle l’articolo e trovarle un titolo per colpire.

Perché la cosa importante non era scrivere un articolo utile effettivamente per donne in difficoltà, ma preparare un elaborato che partisse da un problema (Vero o presunto tale) per giungere ad una soluzione che confluiva in una proposta commerciale imperniata su integratori specifici (Per donne) e un abbonamento per entrare in questa Academy.

Ora va bene guadagnare, va bene proporre il proprio prodotto, ma un Direttore di un’Accademia che fa scrivere a delle studentesse in formazione, articoli senza avere le competenze e le qualifiche necessarie (Oltre che un pensiero autonomo e critico) con lo scopo finale di accalappiare altre donne per acquistare i suoi prodotti nel suo sito, tra cui Membership varie per diventare Accademiste, integratori e schede di allenamento per allenarsi e ottenere veri risultati, mi fa pensare.

Più che un’Accademia (Che si autoproclama superiore in termini quantitativi e qualitativi a certe Università) sembra semplicemente Network Marketing.

Non metto in dubbio la bontà degli intenti, ma in termini di Personal Training si ragiona con Scienza e dati scientifici poi c’è la vendita.

Insomma la cosa mi ha incuriosito.

Soprattutto perché il fondatore di questa Accademia per sole donne è un uomo

(Mi sarei aspettato a quel punto una donna per coerenza, incostanza delle folle) e poi perché chi mi ha contattato, ribadisco, voleva la pappa pronta da esibire per fare bella figura e non andare contro il suo Direttore (Fitness Coach anch’esso) perché

(Sue testuali parole) quello che dice lui è legge.

Ora non credo che lui poi sia realmente così (Spero) però la faccenda mi spinge a pensare che forse non sia stato fornito lo stimolo per sviluppare un pensiero individuale e di gruppo ma di Gregge dove il pastore, pardon direttore è al vertice.

Alla fine ho preferito lasciar perdere e non aiutarla anche perché la mia futura collega non contenta di non aver ricevuto a tamburo battente la soluzione, essendo una mia lettrice, ha pensato di dirmi che non avrebbe più letto i miei articoli del lunedì scritti sulla mia rubrica di Sport e Benessere (Per dispetto secondo il suo maturo punto di vista).

È meglio che in questo caso trovi dentro di sé in solitudine gli strumenti per poter affrontare questa prova, magari attuando nel tempo un comportamento più maturo e meno infantile.

Parlando di comportamento e staccandoci dalla cronaca per addentrarci nella scienza, vediamo cosa dicono le ricerche scientifiche sull’utilità o meno di un Personal Trainer nel miglioramento del benessere psico-fisico di una persona.

Ripartiamo dalle donne.

E dai dati.

La prima ricerca in questione è intitolata ” Self-selected resistance training intensity in healthy women: the influence of a Personal Trainer ”, cioè ” Intensità di allenamento di resistenza auto-selezionata in donne sane: l’influenza di un Personal Trainer ” (NA Ratamess, AD Faigenbaum, JR Hoffman, J Kang e consultabile sul Journal of strength and conditioning research 22 (1), 103-111, 2008).

Lo scopo della presente indagine era quello di esaminare l’influenza dell’allenamento con resistenze con un Personal Trainer contro un allenamento senza supervisione sulle intensità auto-selezionate dalle donne durante l’esercizio con sovraccarichi.

I risultati finali hanno messo in luce che l’allenamento di resistenza sotto la supervisione di un Personal Trainer porta a valori iniziali di forza più elevati, maggiori selezioni di intensità di allenamento e valutazioni più elevate dei valori di sforzo percepiti durante l’esercizio di resistenza.

Ancora nella ricerca intitolata ” A phenomenological investigation of women’s experiences with personal training ”, cioè ”Un’indagine fenomenologica sulle esperienze delle donne con il Personal Training” (Melissa N. Madeson, Cherilyn N Hultquist, Amy Church, Leslee A Fisher, International journal of exercise science 3 (3), 157, 2010), si parla dell’esperienza vissuta da un gruppo selezionato di donne nel Personal Training.

Cosa dicono i risultati?

Esperienza positiva o negativa?

Ciò che è emerso è che stata un’esperienza positiva all’interno di quattro temi centrali: le relazioni, la qualità del Trainer, i risultati ottenuti e una maggior motivazione.

Ora se volete scegliere un Personal Trainer sceglietelo attraverso questi temi che non si sbaglia.

La terza ricerca che ho preso in esame è intitolata ” The effectiveness of personal training on changing attitudes towards physical activity ”, ovverosia ” L’efficacia del Personal Training sul cambiamento dell’atteggiamento nei confronti dell’attività fisica ” (Steven R McClaran Journal of sports science & medicine 2 (1), 10, 2003).

I risultati suggeriscono che il Personal Training è un metodo efficace per cambiare gli atteggiamenti e quindi aumentare la quantità di attività fisica.

In secondo luogo, sembra che l’utilizzo di tecniche di risoluzione dei problemi

(Problem Solving) esperibili attraverso l’ allenamento sia di valore per il successo del cambiamento di comportamento.

Il Personal Training visto sotto quest’ottica a mio avviso inquadra il nocciolo della questione, cioè il cambiamento dei nostri comportamenti per arrivare a dei miglioramenti nella qualità della nostra vita.

L’ ultima ricerca che prendo in esame è intitolata ” The effect of use of a personal trainer on improvement of health related fitness for adults ”, tradotto ” L’effetto dell’uso di un Personal Trainer sul miglioramento della salute correlato al fitness per gli adulti ” (R M Maloof, R M Zabik, M L Dawson, Medicine & Science in Sports & Exercise 33 (5), S74, 2001).

I risultati che fanno riferimento all’ American College of Sports Medicine si presentano unanimi nell’ indicare come il Personal Training abbia effettivamente influenzato positivamente i risultati di fitness relativi alla salute negli adulti dai 18 ai 65 anni in un periodo di sole sei settimane.

Se andate nella mia pagina Instagram, o mi chiedete l’amicizia su Facebook, potrete trovare diversi risultati e feedback, rilasciati dalle persone che ho seguito che vi confermeranno in base alla mia esperienza lavorativa, quanto dimostrato dalle evidenze scientifiche.

Nel Personal Training ciò che conta veramente siete solo voi e il cambiamento a livello di benessere che ottenete scegliendo il nostro servizio. A.M.

 

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