Sport e Benessere – Motivaction – a cura del dottor Andrea Melis

Andrea Melis

Cagliari, 16 Dic 2018 – Chi motiva il trainer a motivare i clienti?

Partiamo con una domanda che a mio avviso merita riflessione.
Qualcuno potrebbe dire “Beh dovrebbe essere in grado di automotivarsi e quindi motivare “, qualcun altro potrebbe dire ” Mah, bastano dei corsi di formazione e un trainer impara “oppure” Ha talmente tanta esperienza professionale e di vita per cui motivare gli viene naturale”.

Ma se un trainer dovesse chiedere ai propri clienti con franchezza ” Sei soddisfatto/a del modo in cui ti motivo? “, questi che risposta potrebbero dare ?
Il titolo dell’articolo è Motivaction.
Chiedo scusa per la storpiatura inflitta alla parola Motivation ma voglio arrivare ad un punto ben preciso.
Nelle saghe di Rocky ci barcameniamo  tra il  ” Dai che c’è la fai ” di Adriana (moglie appunto di Rocky ), nel mezzo del cammin delle mazzate che il nostro eroe prende in ogni film, al ” Non fa male ”  del suo coach ripetuto a sfinimento, al cospetto di allenamenti al limite del masochismo e al cospetto di botte che neanche nei film di Bud Spencer e Terence Hill se ne vedono così.
Stiamo parlando di una serie di film che si sono comunque affermati dal 1976 al 2006.
Ora è curioso constatare che nei casi di qualche Trainer non è che la situazione sia cambiata più di tanto.
Anzi.
Sia ben chiaro, nelle frasi ” Motivazionali ” che leggo, mi rendo conto che c’è un nobile intento dietro, però non condivido il risultato finale.
Prendiamo una delle più classiche:
” Volere è potere ”.
È una frase stupenda, vera, intensa e meravigliosa.
Situazione in palestra.
Un cliente non riesce a finire per esempio un circuito di addominali.
Dando per scontato, ovviamente che il numero delle serie e delle ripetizioni è alla portata del cliente, quello guarda il suo trainer e dice ” Non ce la faccio più, “.
Niente paura.
Il suo trainer, forte della capacità persuasiva e motivazionale delle sue parole, lo guarda e sollevando le sopracciglia e i palmi delle mani al cielo gli dice ” Eh volere è potere”.
Cosa succede?
Come per miracolo il suo cliente rifà il circuito e lo completa, preso dalla solennità e dall’efficacia di quelle sagge parole.
Ora torniamo alla realtà.
Tu come ti sentiresti?
La sostanza del messaggio pseudomotivazionale è (Pseudo perché non si è tenuto conto di alcuni aspetti)

“Non hai potuto finire il circuito perché non hai voluto”.
Non è proprio motivante.
Proviamo ad invertire i verbi nella frase: “Potere è Volere”.
Cambia un po’ la situazione.
Se posso voglio.
Oppure se ho potere ho un volere.

Di che potere ho bisogno?
Ho bisogno, come magari avrete letto nei nostri post precedenti, di un potere
particolare: quello della volontà.
Ecco.
La volontà.
Se cercate su Wikipedia (come ormai facciamo più o meno tutti ) capite dalle prime battute che il concetto è complesso.
Molto complesso.
Filosofico.
A noi interessa solo capire una cosa.
Qual è il ponte comunicativo tra un professionista del benessere e un cliente?
La comunicazione ovviamente.
Non ho detto parlare; a volte posso comunicare senza parlare.
E sarebbe anche meglio.
C’è un inflazione di frasi motivazionali raccapricciante.
Torniamo a quando dicevo che non condividevo il risultato finale.
Non condivido perché non funziona.
Punto.
Cosa fare allora?
Niente.
Come niente.
Eh si niente.
Potrete pensare ” Tutto questo discorso e  questo giro per niente ? “.
Si.

Perché in realtà non esiste una ricetta per  motivare o per essere motivati.
Se sei un Trainer o un Cliente e stai leggendo queste righe, in cuor tuo sai quanto è impegnativo motivare e quante volte determinate frasi motivazionali non ti hanno fatto né caldo e né freddo.
È umano e ci sta che a volte si verifichi una situazione di questo tipo.
Ma entriamo definitivamente nel vivo.
La motivazione è un fuoco.
È il nostro fuoco.
Quello sano, quello bello che riscalda e crea energia.
Un cliente è come una splendida candela che va accesa, ma siamo Noi che dobbiamo accenderla.
I nostri clienti sono come ciocchi di legna  in un camino.
Sta a noi trainer accendere e tenere vivo quel fuoco perché loro hanno tutto ciò che è necessario per bruciare.
La motivazione non  si può mettere in atto semplicemente parlando ai nostri
clienti.
È un atto educativo.
Educare (dal latino educere ) significa ”trarre fuori” e ancora ”condurre ”.
Vi riporto, opportunamente adattato alla situazione, un dialogo e una frase finale molto esplicativa, estrapolati dalla serie televisiva ”Spartacus” tra un giovane gladiatore, vigoroso ma indisciplinato  e il suo Lanista ( nell’Antica Roma era il proprietario della Palestra, struttura adibita all’addestramento dei Gladiatori ).

Lanista: ” Devi capire il motivo per cui tu vuoi combattere, per diventare un campione ci vogliono aspirazioni che vanno aldilà della mera sopravvivenza “.
Gladiatore: ” Tu sei il mio Lanista cosa devo fare per motivarmi?”.

Lanista: ” No io non posso dirtelo, devi scegliere personalmente le tue motivazioni “.
Quindi?
Quindi Il giovane si chiamava Enomao e assieme a Crixus e a Spartaco guidò la rivolta degli schiavi della terza guerra servile (73 – 71 A.C. ).
Ciò che insieme dobbiamo fare in sinergia è accendere il fuoco delle aspirazioni più profonde e soffiarci sopra.
Dobbiamo accendere e tenere vivo il sacro fuoco della motivazione,
liberandoci di quelle catene mentali che inconsapevolmente o meno ci hanno fatto fatto spegnere dentro.
Dobbiamo riaproppriarci di quella luce.
E lottare per la nostra libertà.
In un percorso che scegli per il tuo benessere puoi diventare ciò per cui sei nato.
Sei nato/a per essere felice.
Ti piace essere felice?
La felicità è la vera conquista a cui tu puoi aspirare. Devi aspirare.
Puoi crearti gli addominali più scolpiti del mondo, il fondoschiena più rotondo e sodo, il conto in banca bello pingue, ma se non sei veramente felice, non serviranno a nulla gingilli, orpelli e corpo da milioni di followers su Instagram.
Che chi dice che i soldi non facciano la felicità e chi invece si.
Ho una mia teoria in proposito.
Ve la propongo.
I soldi fanno la felicità? Si.
Voglio vedere se ti mettono in mano cinquecento euro se ti viene il buonumore.
I soldi sono la felicità? No.
Voglio vedere se ti chiami Buffon, Stoner, o Agassi (sportivi campioni nel calcio, motociclismo e tennis ) e hai successo, fama e appunto soldi.
Tutto molto bello e cosa ti succede?
Arrivi a soffrire di depressione.
Quante volte sentiamo dire i nostri clienti: ” Tanto non ci riuscirò mai “, ” Non ce la faccio ” oppure ” Non ho mai imparato prima, perché dovrei riuscirci ora? “.
A me capita spesso.
Quando mi capita non uso frasi.
Lascio che la motivazione la trovino loro sul campo.
Tempo fa una ragazza cominciò con me un percorso di Personal Training.
Mi disse che per lei era impossibile fare i piegamenti sulle braccia, mi disse che non ci sarebbe mai riuscita.
Il ragazzo, presente in palestra nel mentre che l’allenavo, ogni tanto si  avvicinava e mi diceva che alla fine era impossibile per lei, non era mai riuscita.
Il ragazzo ovviamente non lo diceva con male, però è ovvio che quando le persone che ami, anche se inconsapevolmente, non ti supportano emotivamente in un momento di crescita  e cambiamento tu non riesci a dare il massimo.
Io non dicevo nulla.
Lei mi guardava e ci riprovava.

Io le sorridevo.
Lei ad ogni allenamento provava, sbagliava, migliorava piano piano.
Ad ogni suo miglioramento sorridevo e le dicevo ” Hai fatto del tuo meglio, continua così brava “.
Oggi quella ragazza, allenandosi con me è diventata un’ atleta della Federazione Italiana e del Coni di Kickboxing ( F.I.K.B.M.S ) e sta per affrontare la sua prima gara.
Per essere motivati abbiamo bisogno di sentire nel nostro cuore di potercela fare.
A volte un sorriso vale più di mille parole.
Roberto Re, il Mental Coach numero uno in Italia, dice nel suo libro ” Smettila di Incasinarti ” una cosa molto importante.
” Il pensiero di per sé non produce risultati.
Agire senza pensare è causa di fallimento, ma pensare senza agire è ancora peggio perché aggiunge al fallimento la consapevolezza di conoscere la soluzione, senza essersi mai messi in moto per realizzarla “.
E allora scendiamo dal gradino delle parole dette tanto per dire e agiamo, mettiamo da parte quello che abbiamo studiato e agiamo veramente.
Perché per un cliente o un atleta non c’è niente di più motivante e di valore, di un gesto sentito che viene dal nostro cuore.
MOTIV – AZIONE.
Motivazione

Sono passati quasi due anni e con Natasha pochi mesi dopo prendemmo strade diverse.

Lei si fidanzò con un uomo davvero bello dentro e fuori (Diverso dal precedente di sicuro, per maturità, sensibilità e carattere) che frequentava la palestra dove lavoravo e allenavo Natasha.

Galeotto fu il luogo.

Insieme divennero, poco dopo, genitori di un magnifico e bellissimo bambino.

Si amano, battibeccano come tutte le coppie e come tutte le vere coppie ogni volta ne escono più forti e più uniti di prima.

Natasha adesso è una blogger molto conosciuta e seguita su Instagram da migliaia di persone e da Aziende che le chiedono di provare i loro servizi e prodotti per bambini, donne, mamme, case e decorazioni.

Natasha nel tempo (ribadisco nel tempo, perché ritengo che il tempo sia molto importante nell’ iter di cambiamento) è cresciuta, è cambiata e si è evoluta.

Ha trovato ciò che cercava e ciò che desiderava.

Si parla spesso di motivazione.

In giro leggiamo tantissime frasi e vediamo molti video di natura motivazionale.

La stragrande maggioranza delle volte (A parte in alcuni pedestri casi ) sono frasi e gesti giustissimi che però non ci arrivano ( Passatemi l’espressione ), cioè non giungono a noi.

Non ci aiutano mettiamola così.

Perché?

Perché la motivazione ha un prezzo e l’automotivazione un prezzo ancora più alto.

Prendiamo l’aforisma di Seneca (Uno dei miei autori latini preferiti), ” Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare ”.

Questo Sant’uomo ha ovviamente ragione da vendere.

Come chi propone questa frase ai corsi di formazione.

È anche vero, a mio avviso che non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa perché andare.

La parola ” Perché ” è una parola secondo me diabolicamente divina

(Passatemi l’ossimoro).

Se non abbiamo un ”Perché” valido non andremo da nessuna parte.

E va detto, per dovere di cronaca che magari ciò che ti motiva non motiva me o viceversa.

O forse si.

Dipende.

Da che cosa?

Da tantissimi fattori.

Ad esempio dalle giuste domande che magari sarebbe opportuno farci.

Prima di lasciarvi, per questa settimana, ve ne propongo due.

Perché a volte non ci sentiamo motivati e perché a volte invece ci sentiamo fortemente motivati?

Se non si sa da dove partire, al posto di cercare frasi e risposte, perché non proviamo a farci le giuste domande per capire in passato chi, perché o cosa ci ha motivato veramente?

P.S. Rinnovo, oggi come allora, i miei più sentiti ringraziamenti alla mia fidanzata dell’epoca, nonché mia attuale atleta e cliente Sara Lubinu per il suggerimento fotografico.

Vi parlerò di lei e del suo percorso di cambiamento, attraverso il training con me, tra qualche settimana. A. Melis

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