Migranti, Trenta: mediterraneo mare aperto. Oggi Salvini incontra premier Conte

migranti_litte nel governo. la nave militare Dicioti in porto con 70 clandestini

Roma, 11 Lug 2018 – “Il Mediterraneo è sempre stato un mare aperto e continuerà ad esserlo. L’apertura è la sua ricchezza. La strada è regolamentare, non chiudere. La parola accoglienza è bella, la parola respingimenti è brutta. Poi accogliere si può declinare in mille maniere. E si può, anzi si deve, legare accoglienza a legalità”.

Il ministro della Difesa Elisabetta Trenta in un’intervista ad Avvenire avverte Salvini e l’ala dura del governo: “L’Italia non si gira dall’altra parte. Non l’ha fatto e non lo farà. C’è il diritto di assicurare un asilo a chi fugge dalla guerra. E il diritto di arrivare e trovare un lavoro Ho guardato cento volte le foto di migranti e ho pensato sempre una cosa: una famiglia che mette un figlio su un barcone sperando di regalargli la vita va solo aiutata”.

Poi parla del ruolo delle Ong: “Dico basta a una eccessiva demonizzazione che non mi convince e non mi piace. Ci sono una maggioranza di organizzazioni luminose. Poi c’è anche qualche mela marcia che sfrutta l’emergenza migranti per fare business. La sfida – lo ripeto – è coniugare accoglienza e rigore. E capire che a volte si agisce per il bene e non sempre si arriva al bene. Soprattutto se manca un’azione coordinata”.

Ultimo messaggio sugli F35. “Una eredità complicata e io, con grande onestà, posso solo dirle che non sono così sicura che avrei fatto quella stessa scelta. Ora però abbiamo preso degli impegni e per cambiare linea serve riflessione e responsabilita’. Bisogna valutare i pro e i contro. Bisogna pensare e solo dopo decidere”.

Ieri è stata un giornata molto tesa sul fronte migranti, con un altro soccorso in mare e un nuovo nuovo scossone nel Governo. Questa volta l’ira del vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, è rivolta al collega Danilo Toninelli, che ha inviato una nave della Guardia Costiera a prendere 67 persone recuperate dal rimorchiatore Vos Thalassa. “Toccava ai libici intervenire”, per Salvini, che in mattinata ha chiamato per chiarimenti lo stesso ministro dei Trasporti, nonché il premier Giuseppe Conte e l’altro vice, Luigi Di Maio, parlando di “problema politico”. E non ha indicato il porto di sbarco.

Nel pomeriggio un vertice a Palazzo Chigi con Conte, ma senza il titolare del Viminale, sembrava ridimensionare lo scontro. “Tutto chiarito con Salvini”, diceva Toninelli, che prevedeva lo sbarco della Diciotti in Italia nel giro di 10-15 ore. Pochi minuti dopo, però, ecco la doccia fredda dal Viminale: ancora nessuna indicazione del porto d’arrivo. Segno che i dissidi non si sono ricomposti, anche se il vicepremier in serata fa sapere che alla riunione “passata la linea della fermezza che non è solo quella di Salvini, ma quella comune di tutto il governo. La linea che porterà a Innsbruck”. Un incontro tra Salvini e Conte è previsto per oggi, alla vigilia del vertice informale dei ministri dell’Interno Ue in programma giovedì in Austria.

Il nuovo casus belli nasce domenica, quando il Vos Thalassa prende a bordo 58 uomini, 3 donne e 6 minori su un barchino che stava affondando al largo di Zewarah. Ma all’avvicinarsi di una motovedetta libica che reclama i migranti, sale la tensione. Le persone soccorse non hanno nessuna intenzione di tornare in Libia e ci sono quindi minacce all’equipaggio che chiede aiuto alla Centrale Operativa della Guardia Costiera. La Centrale invia la Diciotti che prende a bordo i 67. Toninelli si dice “orgoglioso dell’intervento” del mezzo della Guardia Costiera, perché i migranti “stavano mettendo in pericolo di vita l’equipaggio”. Annuncia quindi punizioni per i facinorosi, individuati in un ghanese e un sudanese: “ne risponderanno, senza sconti, di fronte alla giustizia”.

Ma la decisione del ministro dei Trasporti non va giù a Salvini. La Vos Thalassa, spiega, intervenuta in aree di ricerca e soccorso libiche ed “ha anticipato l’intervento della guardia costiera libica che era già stata allertata”. E “la guardia costiera italiana non può sostituirsi a quella libica, soprattutto se i colleghi. Nel pomeriggio riunione con Conte a Palazzo Chigi. Presenti i ministri Toninelli, Trenta e Moavero. L’obiettivo è stabilire una linea condivisa, anche dopo la penultima polemica, quella tra lo stesso Salvini ed il ministro della Difesa Elisabetta Trenta sulla missione Eunavformed. Al termine, fonti del Governo negano screzi, spiegando che ci sono leader politici che portano avanti principi e ministri che devono poi puntualizzare. Toninelli si spinge poi ad indicare anche l’ora dell’arrivo della Diciotti in Italia. Ma a stretto giro, l’ ‘assente’ del vertice, cui forse sono fischiate le orecchie, si fa sentire. Nessuna indicazione dal Viminale è stata data sul porto di sbarco, ribadisce, esternando la sua irritazione: “non vedo perché una nave italiana debba entrare in acque libiche quando ci sono libici pronti ad intervenire. Andrò fino in fondo, se qualcun scenderà lo far per andare in galera”.

Alla fine, la Diciotti, che continua a navigare verso nord, approderà presumibilmente in Italia. Forse già oggi. Ma il nuovo ‘incidente’ segnala che il dossier migranti continua a far emergere differenti approcci tra Salvini, con la sua strategia degli sbarchi zero ed i colleghi M5S. Oggi il confronto tra Conte ed il titolare del Viminale per trovare una sintesi.

Nel pomeriggio il ministro volerà ad Innsbruck dove incontrerà il collega tedesco Horst Seehofer prima della riunione dei ministri dell’Interno europei di giovedì. Appuntamenti non facili, dove Salvini vuole strappare più aiuti dall’Europa alla Libia, maggiore impegno in mare dei 27 ed un aumento dei ricollocamenti. E dovrà stoppare le richieste sui cosiddetti movimenti secondari, i migranti registrati in Italia e poi rintracciati in altri Paesi Ue che vogliono rimandarli indietro. Le priorità saranno contenute in un documento cui i tecnici del Viminale stanno lavorando e che oggi sarà condiviso da Conte.

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