La Carmen di Bizet al Teatro Lirico di Cagliari: un quadro dai colori vivaci e accesi

di Giampaolo Sanna

Carmen (edizione 2005)_foto di Priamo Tolu

Cagliari, 23 Giu 2018 – È andata ieri in scena presso il teatro lirico di Cagliari, la prima della Carmen, opera in quattro atti di Georges Bizet.

Il melodramma, ambientato in Spagna, ruota intorno alle figure di Don José e di Carmen. Il primo è un soldato ligio al dovere verso lo Stato, la famiglia e la ragazza (Micaela) che la madre di lui vorrebbe come sua sposa. La seconda si pone invece come uno spirito libero, che segue soltanto la legge del desiderio e rappresenta la femme fatale capace di attrarre gli uomini e piegarli al suo volere. Non a caso il nome “Carmen” significa “incantesimo, poesia, formula magica”, ecco quindi che la protagonista corrompe col suo fascino José portandolo a sacrificare tutto per lei, salvo poi respingerlo crudelmente in nome di un nuovo amore e segnare così la sua morte.

Il nucleo essenziale di questa tragedia ruota, pertanto, intorno a due modi diversi di concepire l’amore, da un lato ricorre in José l’idea per cui si tratti di un sentimento destinato a durare nel tempo come nelle fiabe in cui si legge “e vissero felici e contenti”, dall’altro lato la concezione di Carmen espressa all’interno di un autentico scioglilingua, “l’amore è uno zingaro, mai ha conosciuto legge, se tu non m’ami, io t’amo, se io t’amo, attento a te!”.

Questi contenuti sono impreziositi da una composizione brillante, connotata da un ritmo incalzante e coinvolgente, che conferisce all’intero spettacolo i contorni di un dipinto dai colori accesi, forti e denso di movimento. Non a caso la scenografia comprende un sipario, calato in occasione dei cambi di scena, impreziosito da un disegno di due tori che si scontrano e che ricorda la “Città che sale” del futurista Boccioni e che riassume in sé le caratteristiche dello spettacolo.
Per quanto attiene alla prima della serata di ieri, gli interpreti che hanno colpito maggiormente sono stati Amadi Lagha (Don José), un tenore dalla voce potente e capace di esprimere i sentimenti del suo personaggio nei passaggi chiave del canto, e Roxana Constantinescu (Carmen). È stato, altresì, particolarmente apprezzato il cagliaritano Francesco Leone (Zuniga), abile insieme a tutti gli altri interpreti e membri del coro a destreggiarsi nella parlata francese, dato che l’opera è interamente nella madrelingua di Bizet, sopratitolata in italiano per il pubblico.

La direzione dell’orchestra è stata affidata al maestro Massimo Zanetti, che ha saputo far emozionare gli spettatori soprattutto durante il primo atto, in occasione del noto passaggio “L’amore è uno zingaro….”.

Occorre segnalare la regia di Stephen Medcalf che ha scelto di ambientare l’opera nella Spagna nazionalista della metà degli anni ’40, ossia in un clima pur sempre di guerra civile caratterizzato da una forte presenza militare.

Lo spettacolo sarà in scena sino al 3 luglio, con due turni fuori abbonamento (giovedì 28 giugno e martedì 3 luglio). Si consiglia la visione in quanto bisogna ammettere che, nonostante le tre ore e venti minuti complessive spaventino per l’eccessiva durata, la rappresentazione scorre rapida ed in modo piacevole grazie alle musiche e ad un cast ed ad una scenografia capaci di divertire. G.P.S.

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