Il giudice fotografato alla riunione di Forza Italia, il Ministro Orlando ordina accertamenti

ministro orlando sfida renzi alla segreteria

Roma, 31 Gen 2018 – Il ministro della giustizia Andrea Orlando ha avviato tramite l’ispettorato accertamenti preliminari sulla vicenda del giudice Giuseppe Cioffi fotografato durante una recente convention di FI. Cioffi è il presidente del collegio che, presso il tribunale Napoli Nord, dovrà giudicare Aniello e Raffaele Cesaro, fratelli di Luigi Cesaro, parlamentare uscente di Fi ricandidato da Berlusconi al Senato.

Nessuna partecipazione alla convention di Forza Italia tenuta in un albergo di Ischia (Napoli) ma solo un caffè con gli amici nello stesso hotel: Cioffi spiega così la sua presenza nella stessa location dove gli scorsi 14 e 15 ottobre il partito di Silvio Berlusconi si è riunito. Luigi Cesaro è capolista al Senato per Forza Italia nel collegio Campania3 che comprende Napoli e Salerno.

La notizia della sua presunta partecipazione all’incontro forzista è stata pubblicata da alcuni organi di stampa che hanno anche allegato all’articolo una sua foto con tanto di bandiere di Forza Italia. “Non ho mai preso parte alla convention – sottolinea all’Ansa – mi sono solo trovato il giorno dopo a prendere un caffè con alcuni amici presso il bar dell’albergo dove si era tenuto il meeting, con le bandiere del partito che ancora non erano state rimosse”.

La foto, dice Cioffi, “non dice ciò che veramente accaduto. È stata estrapolata per attaccare me e la magistratura”. “La verità – spiega –  che io ero ad Ischia in una casa privata quando si è tenuta la convention, a cui peraltro non ho assolutamente partecipato. Il giorno dopo, ricordo era domenica 15 ottobre, era una bellissima giornata ed ero particolarmente felice perché il Napoli aveva vinto all’Olimpico contro la Roma, ho incontrato degli amici, tra cui uno che aveva preso parte alla convention del giorno prima”. “Loro mi hanno invitato a prendere un caffè presso il bar dell’albergo; lì sono stato fotografato. Le bandiere c’erano, ma forse perché non erano state ancora rimosse. In ogni caso sono sempre stato lontano dalla politica e continuerò a farlo”, conclude il magistrato.

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