Operazione “Melograno” dei carabinieri della compagnia di Oristano: 10 arresti di cui sette in carcere e tre agli arresti domiciliari.

Le accuse sono di detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti ed emissione e spendita di banconote false (2)

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Oristano, 14 Nov 2017 – Come illustrato nel corso della conferenza Stampa tenuta nel pomeriggio di oggi presso il comando provinciale carabinieri di Oristano, i militari del locale Comando Compagnia cc, coadiuvati in fase esecutiva dai colleghi delle Compagnie cc Mogoro, Ottana e Torre Annunziata, nonché i militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Oristano e dello Squadrone Eliportato “Cacciatori di Sardegna” ed inoltre supportati dalle unità cinofile e da un elicottero dell’11 NEC di Elmas, nell’ambito di un’articolata attività d’indagine convenzionalmente denominata “Melograno”, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Oristano, hanno eseguito 10 ordinanze di custodia cautelare, di cui 7 in carcere, 3 agli arresti domiciliari e 16 perquisizioni personali e locali nei confronti di soggetti dediti allo spaccio di stupefacenti, ed immissione, detenzione e spendita di banconote false nelle province di Oristano e Nuoro.

L’attività di indagine condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile delle Compagnia di Oristano, tra il settembre 2016 e il maggio 2017, ha permesso di mettere in luce una sistemica attività di spaccio in area sia urbana che agreste, puntualmente riscontrata dal sequestro di significativi quantitativi di cocaina, marijuana e numerose banconote false di pregevole fattura riproduttiva.

L’indagine è scaturita dal controllo e dal monitoraggio di alcuni pregiudicati e già conosciuti agli inquirenti, che disponevano e movimentavano ingenti ingiustificate somme di danaro, ritenute incompatibili con la loro attività lavorativa. E un’indagine basata prevalentemente su tecniche di polizia tradizionali, come osservazioni, pedinamenti e, infine, grazie alle intercettazioni telefoniche e ambientali, i militari hanno potuto monitorare decine di cessioni di stupefacente prevalentemente cocaina e marijuana, molto consumate da giovani e giovanissimi e sequestrato diverse banconote false, immesse sul mercato e riconducibili all’attività illecita degli odierni indagati.

Un elemento di spicco del gruppo criminale è stato da subito individuato in Giovanni Dessì, allevatore di Villaurbana. Il suo ovile ubicato nella località “Punteddu” sul monte Grighine è risultato essere un centro dello spaccio. Infatti, durante un servizio di osservazione effettuato nel mese di ottobre 2016, è stata fermata una persona che usciva dall’ovile ed a seguito di perquisizione, è stata trovata in possesso di 7 grammi di cocaina. È stato inoltre possibile ricostruire la struttura del sodalizio criminale, risultato composto da vari gruppi che, seppure collegati tra loro, agivano autonomamente spartendosi il mercato dello stupefacente di Oristano, dei paesi limitrofi e di vari centri della Provincia di Nuoro.

Giovanni Mocci e Romina Ibba, vendevano lo stupefacente, prevalentemente cocaina a Giovanni Dessì e Mario Murgia, i quali si occupavano della cessione a vari assuntori di Oristano e provincia.

Domenico Lai, invece, cedeva la droga, prevalentemente cocaina e marijuana a Andrea Cauli, Matteo Cauli e Michel Illotta che a loro volta la immettevano nel mercato di vari paesi delle Provincie di Oristano e Nuoro.

Giuseppe Ambrosio Luigi Ambrosio, di origine campana ma dimoranti saltuariamente in Sardegna, sono stati individuati quali responsabili dell’introduzione e della successiva spendita di banconote false. Gli stessi, infatti, fornivano le banconote false a Giovanni Mocci, Romina Ibba, Mario Murgia e Giovanni Dessì che a loro volta le immettevano nel mercato sfruttando i canali dello spaccio degli stupefacenti

 

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