M5S ieri sera ha raggiunto l’apice delle primarie farsa che hanno incoronato candidato a premier Luigino Di Maio (il nulla sottovuoto).

Il suo padre e padrone Grillo dal palco esclama: ora indirizzo politico è cambiato

luigino di Maio incoronato re del M5S

Cagliari, 24 Sett 2017 – Ora è ufficiale: il candidato a premier il M5S il Luigino Di Maio. Un giovanotto che non ha niente per poter guidare neanche una squadra della bocciofila, una squadra di minibasket: in una sola parola, il vuoto spinto, fatto a presunta cultura politica e umana. Un robottino costruito nel laboratorio di Grillo e la Casaleggio associati. Quindi il nulla al di qua ed al di là del mare. Poi il 30enne è stato messo in quel posto, che tanto non arriverà a niente ma si pensa (come ha scritto giustamente anche il loro ex estimatore Travaglio) che il movimento con lui anche come capo politico, senza arte né parte, posso far regredire nuovamente l’ex movimento. E sentendo gli umori di molti cittadini che votavano (si, il verbo è giusto, votavano), il M5S non sembra che questo ormai partito sia veramente destinato a governare. Ma si crede che col passare dei giorni si allontanerà sempre di più dal suo popolo ed cominciata, inoltre, la guerra tra duri e puri del movimento e i nuovi supporter di dimaiolino. Poi conoscendo la storia (anzi Di Maio non ne ha proprio, attiguo e continuo a ideali di famiglia e sue, anche se le ha finora ben nascoste, di destra estrema simili a quelle di Salvini e lontane da Meloni che di destra è ma ha imparato ad essere di una destra democratica. Infatti, l’unico partito con il quale si potrebbero allearsi per la vicinanza delle proposte specialmente sui migranti, è la Lega di Salvini. Certamente non la vecchia Lega di Bossi.

Ora, però pesa anche un’altra incognita sul Movimento: da ieri, infatti, a guida Dimaiolina, che da come si veste mi sembra ricordare i giovanotti, pericolosi specialmente nelle ore notturne, dei Sanbabilini, noti a Milano per la loro pericolosità, che è rappresentata dalla nuova legge elettorale che FI e Pd renziano gli stanno cucendo intorno. E se questa nuova riforma, già a rischio incostituzionalità, venisse approvata, all’ora quel che resta delle pretese del piccolo e sicuramente incompetente partenopeo, saranno nulle. E se per disgrazia l’ex ‘cittadino’ (parola abbandonata quasi subito per farsi chiamare come tutti onorevole e, poi, non si sa di che onore possa essere portatrice questa classe politica), lui e il Movimento se vogliono salire sull’aereo presidenziale ed avere a disposizione tutti i costosi giocattoli pagati col sudore dei tartassati cittadini, a pieno titolo sono e sarebbero costretti a cercare alleanza, se no devono passare la mano e a quel punto loro torneranno al loro posto, all’opposizione, e Il berlusca e il renzino torneranno nella stanza dei bottoni insieme ad Alfano, Verdini ed altri rimasugli di partiti. Quindi pensaci bene Luigino, prima che la tua carriera finisca prima di iniziare. Che a nostro avviso il declino è cominciato già prima di essere designato da Grillo e compagno e non dalle quasi finte primarie. Che purtroppo hanno fatto allontanare, per prime tutte quelle testate giornalistiche che fino ad ora si erano sempre schiarate in difesa loro. E come ha scritto il bravo Travaglio, lui non voterà il M5S a conduzione Di Maio, neanche turandosi il naso come aveva scritto, alcuni lustri fa, il grande Montanelli, che suggeriva il voto ai progressisti di allora, per impedire l’ascesa di Berlusconi al potere, ritenendola esiziale per il nostro paese. E, purtroppo per noi, ha avuto ragione.

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