Almeno 60 morti in esplosioni a damasco. L’Isis rivendica.

strage a damasco

Damasco (Siria), 31 Gen 2016b – Si aggrava il bilancio dell’attentato al mausoleo sciita di Sayyida Zeinab, a Sud di Damasco: secondo i media siriani sono almeno 60 le persone rimaste uccise e 110 quelle ferite nelle tre esplosioni causate da un’autobomba e da due attentatori suicidi.

Il mausoleo-moschea è il luogo di sepoltura della nipote del profeta Maometto ed è meta di pellegrinaggio per gli sciiti, non solo siriani. Il sito è già stato preso di mira in passato: nel febbraio del 2015 un attacco suicida a un posto di blocco vicino al mausoleo causò la morte di quattro persone e il ferimento di altre 13. Nello stesso mese venne colpito anche un autobus di pellegrini libanesi diretto alla moschea, in un attentato rivendicato dal Fronte al Nusra, legato ad al Qaida, e costato la vita a nove persone. Secondo Al-Jazeera, la strage sarebbe stata rivendicata dall’Isis. La tv di Stato ha mostrato un video con edifici e auto in fiamme.

Riad Hijab, capo del Comitato supremo per i negoziati dell’opposizione siriana, durante una conferenza stampa a Ginevra, è tornato a minacciare l’uscita dell’opposizione siriana dai negoziati di pace se il governo di Damasco e i suoi alleati continueranno la campagna di bombardamenti nelle zone controllate dai ribelli e a impedire la consegna degli aiuti umanitari nelle zone assediate. “Senza l’Onu e senza la pressione internazionale che costringa il governo siriano a porre fine alle violazioni, non c’è motivo per restare a Ginevra”, ha dichiarato Hijab. Il portavoce dell’Alto comitato, Salem Muslit, nel frattempo ha diffuso una nota nella quale afferma che l’opposizione siriana combatte non solo con il presidente Bashar al-Assad, ma anche con tutti coloro che “occupano la Siria”, e a tal proposito ha citato “l’Iran, la Russia e i terroristi”. Dopo l’incontro con l’opposizione siriana l’inviato speciale dell’Onu per la Siria, Staffan de Mistura, si è detto “ottimista e determinato” e ha parlato di “occasione storica che non deve essere persa”.

Il governo siriano vuole mettere fine al bagno di sangue nel Paese ma accusa l’opposizione presente ai colloqui di pace a Ginevra di mancanza di serietà. L’Alto comitato negoziale, che è presente a Ginevra ma al momento rifiuta di negoziare, “non è serio”, ha affermato l’ambasciatore di Damasco all’Onu Bashar al-Jaafari che ha poi aggiunto: il governo sta considerando la creazione di corridoi umanitari, il cessate il fuoco e il rilascio di prigionieri. “Questo fa parte del programma che abbiamo concordato e che sarà uno dei temi molto importanti che discuteremo tra noi cittadini siriani”, ha spiegato

 

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