Dichiarazione della consigliera regionale, Rossella Pinna (Pd) su approvazione in seconda commissione la risoluzione sul riconoscimento del titolo di studio del Tecnico dei Servizi Socio Sanitari e sulla formazione professionale degli Operatori Socio Sanitari (O.S.S.).

Con voto unanime, nella seduta del 22 gennaio scorso, la Commissione Cultura, su proposta dell’on. Rossella Pinna, ha approvato la risoluzione n. 10 che impegna l’esecutivo “a provvedere al riconoscimento dell’intero percorso teorico espletato nel corso di studi per “Tecnico dei Servizi Socio Sanitari” con l’introduzione di un modulo integrativo di 400 ore di tecnica professionale che consenta il conseguimento della qualifica di “Operatore socio sanitario” da parte dei diplomati presso gli Istituti Professionale di Stato   per i Servizi Sociali o   Socio-sanitari”.

“Un primo passo, ma importante, “spiega Rossella Pinna, del Partito Democratico, “che fornisce una risposta a chi ha investito in un percorso di studio coerente con le proprie passioni e aspettative di lavoro.
  I diplomi rilasciati dall’Istruzione professionale di Stato, come   il Tecnico dei Servizi Sociali e il Tecnico dei Servizi Socio-Sanitari” precisa ancora la consigliera, dovevano configurarsi, alla loro nascita, come utili per l’accesso a professioni sociali e socio-sanitarie, tuttavia, non sempre hanno garantito questo risultato.

Il loro concreto riconoscimento, ha prodotto risultati e comportamenti differenti da Regione a Regione. Molte, infatti, compresa la Sardegna, non riconoscono, completamente, questi titoli come utili all’accesso al lavoro in strutture sociali e socio-sanitarie, determinando confusione e delusione nei giovani e nelle loro famiglie che, al termine degli studi, si trovano con un diploma non spendibile concretamente.

Sulla base delle esperienze di altre regioni, come la Toscana, che riconosce il titolo di Tecnico dei Servizi sociali come titolo che dà l’accesso alla professione di “Animatore socio-educativo” si è ritenuto necessario, puntualizza Pinna, sollecitare un intervento che possa valorizzare appieno questi titoli di studio, le capacità che essi sviluppano negli studenti, e le relative qualifiche rilasciate.

Il primo effetto immediato per  i diplomati degli  8 istituti della Sardegna  ( “Pertini” di Cagliari, “A.Volta” di Guspini, “Galileo Ferraris” di Iglesias, “Galileo Galilei” di Oristano, “A. Volta” di Nuoro, “Salvatore Ruju” di Sassari, Istituto Professionale di Tortolì, IPIA di Oschiri);  sarà la possibilità  di  usufruire di  affrontare un  percorso abbreviato nei corsi per O.S.S. evitando   di dover ripetere discipline già apprese che per la pubblica amministrazione,  equivale ad un notevole  risparmio  di  risorse.

La Risoluzione impegna, inoltre, l’esecutivo su altri due fronti: inserire nel repertorio delle figure professionali della Regione una figura intermedia nel settore dei servizi sociali, utilizzabile in contesti lavorativi quali i servizi per l’infanzia e i settori emergenti delle nuove povertà e dell’immigrazione, il cui accesso sia possibile con i titoli di scuola secondaria superiore, conseguiti in corsi a specifico indirizzo, quale quello professionale socio-sanitario e contestualmente ad attivarsi attraverso accordi con l’Ufficio scolastico regionale per una revisione del “curriculum” del Tecnico socio-sanitario, ricorrendo anche all’uso delle quote di flessibilità e autonomia, previste dal decreto del Presidente della Repubblica n.87 del 2010, per realizzare, nell’istruzione professionale di Stato, una preparazione coerente con i fabbisogni del settore sociale e socio-sanitario della nostra Regione.”

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