Renzi e Berlusconi, ecco l’accordo

E’ arrivato a pochi minuti dalla ripresa dei lavori della Commissione Affari Costituzionali della Camera l’accordo sulla legge elettorale tra Pd e FI. A quanto si apprende da fonti parlamentari, l’intesa prevede che la soglia per far scattare il premio di maggioranza passi dal 35 al 37 per cento. Tra i punti dell’accordo, anche la norma cosiddetta ‘salva-Lega’. Decisivi i nuovi contatti telefonici di questa mattina tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi.

In attesa della ripresa dei lavori della Commissione Affari Costituzionali continua il balletto degli emendamenti targati Forza Italia. Nella notte si era infatti diffusa nuovamente la voce secondo cui il partito di Silvio Berlusconi li avrebbe ritirati ma, come già accaduto ieri mattina, dopo l’indiscrezione è arrivata la smentita per bocca di Francesco Paolo Sisto, relatore dell’Italicum: “Deve esserci stato un misunderstanding nel partito. Fino alle 2.30 di questa notte Fi non aveva ritirato gli emendamenti”. Così come continuano i contatti tra Pd e FI e tra Berlusconi e Renzi.

Finita la discussione sugli emendamenti nella seduta notturna di ieri, i lavori riprenderanno oggi alle 14.30 con le votazioni. Su questo calendario l’incognita della trattativa tra Renzi e Berlusconi per sbloccare alcune modifiche condivise al testo. “Sulla legge elettorale si continua a lavorare – ha detto Sisto -, anche se non proprio serenamente visto che i piccoli partiti sono in fibrillazione. In ogni caso, sono in corso trattative dirette tra i due leader perché sono Berlusconi e Renzi ad aver stretto il patto e sono solo loro a poterlo modificare”.

Il Movimento 5 Stelle ha denunciato la “perdita di tempo” e ha deciso di non intervenire finché non si passerà al voto degli emendamenti.

Severe critiche all’Italicum e al meccanismo delle soglie di sbarramento e del premio di maggioranza, sono state espresse dai rappresentanti dei piccoli partiti. “Non accetteremo una legge elettorale ‘Vampirellum’ nella quale i partiti più forti succhiano i voti di quelli più piccoli”, ha detto Gaetano Quagliariello intervistato dalla Telefonata di Canale 5. Il ministro delle Riforme ha spiegato che a suo avviso i voti assegnati ai partiti che non raggiungono la soglia di sbarramento “non possono essere spalmati su quelli vincitori, anche perché in questo modo non si rispetta la sentenza della Corte Costituzionale. Fi deve capire che la nostra Carta non è una sovrastruttura”. Secondo Quagliariello se si approva la legge elettorale, “il governo deve ripartire includendo gli esponenti renziani perché il quadro politico risulterebbe cambiato”.

”La questione è delicata, ma io penso che si possa arrivare ad una soluzione rapida”. Con queste parole, affidate ieri a Ballarò, il leader del Pd Matteo Renzi esprime fiducia sulla riforma del Porcellum. Anche da Forza Italia trapela ottimismo. Maria Stella Gelmini, al termine della sessione notturna della Commissione affari costituzionali della Camera, dice: ”Ci stiamo lavorando, restano da definire gli ultimi punti”. Le fa eco Elena Boschi, responsabile riforme del Pd: “Stiamo lavorando in queste ore sia sulla soglia per il premio di maggioranza che sulle altre: c’è un prudente ottimismo di trovare un accordo in giornata”. E sul punto forse più delicato, quello appunto della soglia per accedere al premio di maggioranza, l’accordo potrebbe chiudersi alzando dal 35 al 37% il traguardo da raggiungere. Renzi e Berlusconi avrebbero trovato un’intesa anche sulla ridefinizione dei collegi elettorali, da affidare con delega al governo, in una tempistica inferiore ai tre mesi. Forza Italia avrebbe poi aperto anche alle candidature multiple – cioè la possibilità per uno stesso candidato di presentarsi in più collegi – come richiesto dal Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano, ma non sulle preferenze. Non è escluso che il nuovo accordo tra il segretario del Pd e il Cavaliere preveda il ripescaggio della clausola ”Salva Lega”. Cioè della misura che consenta l’ingresso in Parlamento anche alle liste che ottengano l’8% dei consensi in almeno 7 circoscrizioni, e non solo a livello nazionale. Ottimismo sulla chiusura anche da Renato Brunetta: “”Sono ottimista perché l’accordo Berlusconi-Renzi ha ridato fiducia alla politica. Questo accordo é un accordo sulla legge elettorale, è un accordo sulle riforme istituzionali, è un accordo per cambiare le regole del gioco. Basta nemici, ma avversari”.

La commissione dovrebbe finire i suoi lavori domani per consentire la presentazione in aula nel pomeriggio di giovedì 30 del testo “emendato” con le modifiche decise dall’atteso accordo tra il leader del Pd e il leader di Forza Italia. Senza accordo la riforma dovrebbe comunque approdare nell’emiciclo con il cosiddetto testo base, trasferendo quindi tutta la partita per le norme definitive in Aula.

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