Tasse, sopra i 150 mila euro quasi tutti dipendenti e pensionatiI professionisti con il reddito medio più elevato.

Già quelli che dichiarano al Fisco redditi elevati sono pochi, ma poi sono quasi tutti lavoratori dipendenti o pensionati. Basti dire che su appena 149 mila contribuenti che nel 2009 hanno denunciato redditi superiori a 150 mila euro, ben 129 mila hanno la ritenuta alla fonte, cioè redditi da lavoro dipendente o da pensione.

Il dato si ricava dalle elaborazioni dell’Agenzia delle entrate, guidata da Attilio Befera, sulle denunce delle persone fisiche (anno d’imposta 2008) scomposte per categoria. Sono infatti 90.316 i lavoratori dipendenti che hanno dichiarato al Fisco più di 150 mila euro. Ai quali devono sommarsi 38.962 pensionati «ricchi», per un totale di 129.278. Insomma, agli occhi del Fisco i cittadini che guadagnano bene continuano ad ess e r e una rarità: 149.323 per la precisione, cioè lo 0,3% del totale (circa 41,7 milioni di contribuenti), ovvero 3 contribuenti su mille. E sono nell’86% dei casi dipendenti o pensionati, soggetti cioè che hanno meno possibilità di evadere. Gli altri 20.045 sono o lavoratori autonomi o contribuenti che hanno solo redditi da terreni e fabbricati o partecipazione e rappresentano appena lo 0,04% di tutti i contribuenti. Le nuove tabelle dell’Agenzia delle entrate consentono però anche di fare alcune considerazioni su come la crisi ha colpito le diverse categorie e segnalano, un po’ a sorpresa, che l’incremento maggiore del reddito medio dichiarato si ha tra i professionisti, che hanno aumentato del 3,3% l’imponibile medio rispetto a un anno prima. In sofferenza, invece, artigiani e commercianti.

I contribuenti che hanno denunciato redditi da lavoro dipendente per l’anno d’imposta 2008 sono stati poco più di 21 milioni. Il reddito medio dichiarato è stato di 21.660 euro (1.805 euro al mese), l’1,12% in più rispetto al 2007. Ciò significa che operai e impiegati hanno subito una secca perdita del potere d’acquisto, visto che nel 2008 l’inflazione è stata del 3,3%. L’incremento delle retribuzioni, insomma, non ha tenuto il passo con quello dei prezzi. Meno colpiti i 15 milioni di pensionati, i cui redditi, in media pari a 17.070 euro (1.422 euro al mese), sono cresciuti del 2,15%, comunque meno del costo della vita. Dalla scomposizione per fasce di reddito si vede che il grosso dei lavoratori dipendenti si concentra tra 10 mila e 50mila euro, ma ci sono circa 5,2 milioni di contribuenti sotto i 10 mila euro. Passando ai pensionati, anche qui il gruppo maggiore, con 9milioni di persone, si trova tra 10 mila e 50mila euro, ma quelle che stanno sotto 10 mila euro sono ben 5,7 milioni. In conclusione, circa 11 milioni di contribuenti con redditi da lavoro dipendente o da pensione denuncia meno di 833 euro al mese, anche se va detto che una parte di questi probabilmente dichiara anche redditi di natura diversa (autonomo, immobiliare, eccetera).

Le tabelle dell’Agenzia consentono di fotografare la realtà del lavoro autonomo distinguendo i diversi regimi di contabilità ed evitando quindi di mettere in un unico calderone situazioni molto diverse tra loro, di confondere per esempio la piccola bottega di paese con il professionista affermato. Il gruppo principale è rappresentato dai contribuenti con reddito d’impresa in contabilità semplificata, in gran parte artigiani e commercianti. Si tratta di un milione e mezzo di dichiarazioni, per un reddito medio di 17.977 euro (1.498 euro al mese), appena sopra quello dei pensionati, e solo lo 0,65% in più di quanto dichiarato per il 2007. Entrando ancora di più nel dettaglio, si va dai 9 mila euro denunciati dai lavoratori impegnati nell’agricoltura o nella pesca ai 26 mila di chi ha attività finanziarie e assicurative, passando per i 13.907 euro di alberghi e ristoranti, i 18.301 di commercianti e meccanici, i 18.611 di noleggiatori e agenti di viaggio, i 19.320 degli agenti immobiliari. Ma ci sono anche 217 mila contribuenti autonomi in regime di contabilità ordinaria, quindi con un volume d’affari maggiore, che hanno dichiarato in media per il 2008 33.149 euro (2.762 euro al mese), qui addirittura con un calo dell’1% rispetto a quanto denunciato l’anno prima, con una punta negativa nelle attività finanziarie e assicurative, dove il reddito medio scende dagli 85.000 euro del 2007 a 78.500. Male anche le attività immobiliari (in media quasi 2mila euro in meno) e quelle del commercio. Andamenti che probabilmente hanno risentito della recessione, partita proprio nel 2008, con un calo del prodotto interno lordo dell’1%.

I circa 700 mila contribuenti con redditi da lavoro autonomo, in buona parte identificabili con i professionisti, hanno invece dichiarato mediamente 44.266 euro (3.688 euro al mese), con un incremento del 3,3% rispetto all’anno prima. In particolare, i 437 mila contribuenti con attività professionali, scientifiche e tecniche hanno denunciato per il 2008 43.457 euro contro i 42.675 euro del 2007. In forte miglioramento anche i contribuenti del mondo dello sport e dello spettacolo, che passano da circa 40 mila a 42.500 euro. Qui potrebbe aver pesato una maggior propensione a pagare le tasse che, osservano i tecnici dell’Agenzia, si è riscontrata nei consistenti aumenti delle dichiarazioni medie in particolare al Sud, dove comunque si partiva e si è ancora su livelli bassi.

Per completare la panoramica sui lavoratori autonomi vanno infine aggiunte circa 500 mila persone che hanno scelto il regime introdotto dalla Finanziaria 2008 per i cosiddetti «contribuenti minimi». Sono quelli che hanno redditi così ridotti (fino a 30 mila euro di ricavi lordi) che pagano le imposte a forfait con un’aliquota del 20% sui guadagni (ricavi meno costi) in alternativa a Irpef, Irap e Iva.

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