Il ministro La Russa a Cagliari.

larussa

“S’insiste sulla sardita’ e poi non si ascoltano i propri concittadini. Forse perche’ non erano vestiti di velluto”. Il ministro della Difesa Ignazio La Russa attacca l’ex presidente della Regione sarda Renato Soru sul tema delle servitu’ militari, in particolare sul poligono interforze del Salto di Quirra, fra le province di Cagliari e Nuoro, dove sorgera’ una pista polivalente.

Reduce da una visita a Perdasdefogu, La Russa mostra ai giornalisti, durante una conferenza stampa nel comando Regione dei carabinieri in via Sonnino  a Cagliari, una lettera che gli e’ stata consegnata dai sindaci di Perdasedefogu e Villaputzu, i comuni nei cui territori il poligono si estende. I primi cittadini si dicono a favore del progetto della pista tattica, contestato da Soru, e chiedono una forte presenza militare nel territorio, addirittura invocando il dislocamento di un reparto fisso.

Si lamentano poi per la riduzione delle attivita’ nel poligono e del numero di uomini impiegati, che si sono tradotti in un minore ritorno economico e un ridotto impiego di forza lavoro. “Ho voluto verificare di persona con una visita sul posto”, ha riferito La Russa, “e certo non mi aspettavo una posizione unanime degli amministratori locali di centrosinistra e centrodestra. Mi sembra che l’opposizione alle attivita’ militari sia solo una posizione ideologica, preconcetta, sganciata dalla volonta’ dei sardi.

Ci sono certamente gruppi di irriducibili. Un’altra cosa che bisogna capire e’ che basi e poligoni sono strettamente interconnessi, non ci possono essere gli uni senza le altre. Nessuno mi ha contestato un contrasto con la popolazione. La mia visita mi ha confermato nella decisione presa di respingere le richieste di Soru, sulla scorta delle indicazioni che provenivano da un governo di sinistra, in particolare dal ministro Parisi. Oggi non e’ solo un atto di fiducia o di doverosa continuita’ verso un sardo che si occupava della materia prima di me contro un altro sardo. Oggi lo faccio a ragion veduta”. 

Lo stanziamento statale di 30 milioni di euro per le vittime dell’uranio impoverito non fara’ abbassare la guardia sul fronte della ricerca e del monitoraggio di altre possibili cause di malattie nei militari e operatori civili impegnati in missioni all’estero. L’ha assicurato il ministro della Difesa Ignazio La Russa: “E’ nostro intendimento non fare neanche una virgola in meno di tutto il possibile quando si tratta di essere sicuri dei nostri militari e degli operatori anche civili”, ha dichiarato La Russa. “Se c’e’ un allarme va monitorato. Stiamo facendo molto di piu’ di quanto e’ stato fatto in passato e faremo sempre di piu’ per essere certi che non vi siano rischi concreti a danno di chi opera con le stellette. Per me e’ un imperativo categorico. Apro le orecchie ogni volta che mi viene segnalato un pericolo”.

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