PROSEGUE DIBATTITO SULLA LEGGE FINANZIARIA (3)

Approvato l’articolo 1 della Finanziaria, ma la maggioranza mostra qualche cedimento. Astensione dei socialisti e dell’Udeur, un sì condizionato della sinistra (Prc e Arcobaleno). “Se seguissimo l’istinto, il nostro voto sarebbe contrario”, ha detto l’on. Cugini che ha invitato la giunta “a evitare il peggio” perché, afferma, “non sarà sempre così”. “Esistono forti perplessità”, ha detto il socialista Masia mentre l’on. Balia chiede coerenza politica (“abbiamo scoraggiato il voto segreto” sulle anticipazioni delle entrate del 2011, ha detto. “Avremmo difficoltà a votare un falso in bilancio”, ha aggiunto l’on. Marracini). Più duro il giudizio politico dell’on. Caligaris (Sdi): nessun gesto di buona volontà da parte della giunta né della maggioranza minano i rapporti interni alla coalizione. Ciò che seguirà è tutto da inventare. Tore Serra (Pdci) ha sostenuto che la sinistra lavora per mantenere la Sardegna sotto il centrosinistra, ma le richieste non accettate (sinora) logorano i rapporti.

Il centrodestra (ha parlato l’on. Ladu di Fortza Paris) ha votato contro. I 500 milioni previsti nel 2011 e considerati voce di entrata nel 2008 “costituiscono un’operazione illegittima”, quasi una sfida, dopo il parere negativo espresso dalla Corte dei conti e in attesa di giudizio da parte della Corto costituzionale.

Dal Consiglio 38 sì, 15 mo e 10 astensioni.

Poi, è il turno degli emendamenti aggiuntivi. Bocciato quello proposto dai Riformatori su misure per semplificare e velocizzare la spesa nei confronti dei Comuni. Dopo l’accreditamento (disposto con decreto regionale) sono necessari sei passaggi. Un vero festival della burocrazia. L’on. Pisano difende l’emendamento, che non passa. Approvato (tutti d’accordo, giunta compresa) l’emendamento dell’on. Caligaris che chiede la presenza nel Crel  del rappresentante delle pari opportunità. Anche se il Crel (il Comitato regionale dell’economia e del lavoro) rischia di non poter funzionare, ha detto l’on. Uras (Prc) perché non ha risorse.

Approvato anche l’emendamento Uras (Pd) sull’acquisizione al patrimonio regionale dei beni degli enti disciolti (dalla Casmez all’Opera nazionale combattenti, ma ce ne sono altri) con trascrizione in conservatorie e relative volture catastali.

Si sviluppa invece un lungo dibattito su un emendamento dell’on. Scarpa che, “per avvicinare i cittadini alla Regione, e viceversa” prevede uno strumento di “democrazia digitale”. Sul portale della Regione chiunque può, previa iscrizione, esprimere il proprio parere su quesiti di interesse collettivo. I risultati vanno diffusi su internet. D’accordo sul principio, ha detto l’assessore Dadea, ma le tecnologie attuali non consentono a tutti i cittadini di “partecipare”. Siamo all’82 per cento, per cui si tratterebbe, comunque, di una democrazia ridotta. La proposta è seducente e preconizza il ricorso al voto elettronico (compreso quello referendario), ha detto l’on. Contu (FI).

L’on. Maninchedda (Psd’Az) chiede che  non si parli di democrazia, tutt’al più di “cittadinanza digitale” e ammonisce che il controllo delle tecnologie è in mano ai grandi gruppi finanziari, che finirebbero per acquisire ulteriore potere.

Liquidare il problema con un comma in Finanziaria è un po’ poco; l’on. Vargiu (Riformatori) propone un intervento organico (legge ad hoc) e una “commissione politica di vigilanza e garanzia” al fine di “evitare rischi; L’on. Porcu (Pd) sostiene che i frequentatori delle reti sono una fetta della popolazione. I buoni propositi di partecipazione popolare alle decisioni dei grandi temi si ridurrebbe ad un sondaggio, suscitando più curiosità che interesse, “come in un qualsiasi blog”.

Il capogruppo pd Marrocu, che ha condiviso le finalità dell’emendamento, ha proposto di sospendere la votazione per consentire all’on. Scarpa di tenere conto di suggerimenti e osservazioni emersi nel dibattito. Proposta accolta.

L’emendamento si voterà alla ripresa dei lavori dell’aula, previsti per questo pomeriggio alle ore 16. red

 

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